Vegani bastardi! Come nasce una minoranza emarginata

Qualche anno fa qualcuno sentiva parlare di vegetariani? O addirittura di vegani? Giuro: qualche anno fa io pensavo che il termine ‘vegano’ venisse da Vega, la stella, e fosse quindi qualcosa di fantascientifico, o relativo a qualche setta, come i rettiliani, per intenderci. Invece no; c’era qualche eccentrico che si dichiarava vegetariano ma si contavano sulle dita di una mano, con rari campioni come il prof. Veronesi, ma – cribbio! – lui era Veronesi, o come Paul McCartney ma – bella forza! – lui è una popstar. In quell’epoca l’esigua minoranza vegetariana si faceva tranquillamente i fatti propri, sostanzialmente ignorata. Difficile cercare dati omogenei e affidabili, comunque, accontentandosi di capire un trend, rilevo che siamo fra i Paesi maggiormente veg con circa l’8% di consumatori (fonte, ma ho trovato anche classifiche abbastanza diverse…); la Wiki indica, per l’Italia, fra il 7 e il 10% (fonte); erano il 7,1% nel 2013 (fonte) e il 5,1% nel 2002 (fonte). I vegetariani e i vegani crescono quindi, anche se il trend non è vigoroso e riguarda più i vegetariani che i vegani. Però, vuoi perché hanno superato una qualche soglia sociale di visibilità, vuoi perché il mercato si è improvvisamente interessato a questa nicchia, da due tre anni l’opinione pubblica si è accorta di questa pericolosa enclave.

Che siano pericolosi è certo. Sono “leoni da tastiera” che condannano il povero Emanuele Morganti (picchiato a morte da bulli) perché aveva ucciso un pesce (fonte).

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Non parliamo di cosa combinano a scuola dei loro figli, indottrinati a dovere da genitori fondamentalisti (fonte).

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E poi, diciamolo, questi bastardi vegani lasciano patire i poveri bimbi che spesso, spessissimo, quasi sempre finiscono in ospedale per la dieta sciagurata!

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(Notare che si parla sempre di vegani, la minoranza della minoranza, e quasi mai di vegetariani).

Con la crescita della visibilità crescono gli articoli drammatici che equiparano queste persone a dei settari, come i Testimoni di Geova che non consentono trasfusioni ai figli, più o meno. E quindi giù con le condanne e col sarcasmo. Un simpatico commensale mai visto prima, incontrato a una cena associativa, ha tenuto a spiegarmi subito che “il suo cibo fa la cacca sul mio cibo” (perché, se non l’avete intuito, io sono vegetariano!). Il simpatico commensale è ovviamente immediatamente scomparso dall’elenco intitolato “Persone interessanti di cui approfondire l’amicizia”. Se avete voglia fate un giretto su Twitter e cercate “vegani”, o su Facebook. C’è satira divertente, sarcasmo così così, ma anche il solito banalissimo odio 2.0 di cui abbiamo più volte narrato qui su HR.

Schermata 2017-04-09 alle 22.28.47Adesso, segnalando, BTW, che ci sono dei vegani veramente idioti nella stessa identica percentuale dei carnivori (applicando alla lettera il mai troppo menzionato Cipolla), mi vorrei chiedere come mai questo improvviso disprezzo? Tutto sommato non fanno male a nessuno (tranne gli idioti, certo), sono quattro gatti, mangiano quel cavolo che pare a loro. O no? Pensandoci su, neppure tanto, ho capito, forse, cos’è che attira il disprezzo di taluni. È, semplicemente, la diversità, che testimonia una possibilità diversa in stili di vita conformi a ciò che si ritiene “normale”. Il vegetariano, ma ancor più il vegano, anche se non fanno alcuna opera di proselitismo sembrano testimoniare, con la loro dieta alimentare, il possibile errore degli onnivori. Capitemi bene: non sto affatto dicendo che gli onnivori sbaglino (vivo in una famiglia di carnivori, figuratevi!) ma che ciò che – volente o nolente – testimonia il vegano è una possibile alterità che, per il fatto stesso di esistere, implica altre strade, il relativismo, una visione diversa e incompatibile. Ciò scatena, in molti, lo stesso disprezzo che hanno subito per secoli gli omosessuali, testimoni di una diversa affettività e sessualità che sgretola le certezze borghesi; o gli zingari portatori di una vita sregolata, o i neri con la loro imbarazzante animalità e carica erotica, o tante altre piccole minoranze che, per il fatto di esistere, incrinano il pensiero borghese, testimoniano la sua relatività, praticano (questa è l’enormità, non “asseriscono”, bensì praticano) una vita diversa che viene quindi invariabilmente sminuita tramite banali clichè.

Cervello_veganoPoi, naturalmente, dando tempo al tempo le minoranze nascenti si consolidano, si ampliano, vengono conosciute e ri-conosciute; grazie a infinite storie personali di sofferenza ed emarginazione, grazie a persone famose che hanno dichiarato la loro “diversità”, grazie a cinema, letteratura, intellettuali che si sono espressi senza paura, alla fine gli omosessuali godono oggi di una discreta accettazione sociale. Grazie a personaggi storici eccezionali, a molteplici situazione drammatiche e a una lunga riflessione collettiva, permanendo oggi – in una situazione storica drammatica – una forte ostilità verso gli immigrati – pure si manifesta con decisione una diffusa censura verso forme evidenti di razzismo. Così succederà per il veganismo, naturalmente, e fra un po’ di anni sarà normale incontrare vegani e il furore meschino dei “normali” si sfogherà su qualcun altro. Tutto già visto, e non avrebbe meritato un post se non per una riflessione correlata: la facilità con la quale cerchiamo qualcuno da criticare in maniera irriflessiva; la facilità con la quale ci accodiamo ai sarcastici, ai superficiali, ai falsificatori, perché tanto sono solo battute, senza capire che il circuito del dileggio degli “strani” è una forma di bullismo che in questo modo permane, si vitalizza, circola in attesa di qualche vittima meritevole del biasimo della nostra corretta normalità.

 

26 commenti

  • Ineccepibile. Anch’io sono vegetariana – quindi tutto sommato più accettata – e non ho mai rotto le scatole a nessuno su quel che mangia, non mi interessa. Eppure posso compilare un elenco infinito di tutte le critiche, battutine, opinioni e consulenze mediche non richieste, teorie completamente infondate. E giuro: io sempre muta, con pazienza elefantiaca, perché proprio far polemica non è la mia ambizione. Non solo ma dopo ormai 15 anni da questa scelta mi ritrovo costretta continuamente a fare una sorta di coming out oppure mi si fa outing, scene del tipo al ristorante le amiche si permettono di dire al cameriere “no, sa perché lei è vegetariana”, e si va avanti per dieci minuti su questo, ma perché? Non potevo scegliere da sola cosa mangiare senza commentare? Però se osassi solo dire una sillaba ecco che mi si accuserebbe di essere una sorta di fanatica esaltata. Certo come è stato scritto gli estremisti ci sono in tutte le categorie, di vegani ne conosco diversi e mai che abbia incontrato qualche nazisclerato, che ci sarà ovviamente ma saranno anche fatti suoi, nel senso che forse sarebbe un rompiscatole anche se fosse onnivoro. Non contando che ho persino lavorato in un ristorante e di vegani ne ho visti pochissimi e quei pochi, per lo più ragazze, si comportavano in maniera educata e gentile ringraziando se si preparava qualche piatto “senza”, mentre ho visto clienti onnivori/e che chiedevano la qualunque in maniera anche arrogante, perché c’è chi è a dieta, chi è intollerante alla qualunque, chi segue dettami religiosi, chi dice che il piatto è freddo, chi troppo caldo, chi è troppo crudo, chi è troppo cotto, chi è salato, chi è sciapo, chi ha il pargolo che vuole il pasto speciale a parte, insomma, normale amministrazione però che rottura per chi ci lavora ma va tutto bene perché non sono vegani. Ma ho notato anch’io questo sottile fenomeno psicologico: c’è chi giudica e condanna i “veg” non perché effettivamente abbia avuto reali esperienze spiacevoli con loro personalmente ma perché si sente egli stesso giudicato e condannato perché forse lo sa che sta facendo qualcosa di sbagliato, che non è il mangiar carne in sé ma è un dato scientifico che anche se non si diventa vegetariani o vegani il consumo quotidiano di carne è dannosa, non contando che i metodi scellerati di allevamento nocivi per animali/salute/ambiente sono provati. Gente che poi magari porta il cane dal dentista e si scandalizza per un servizio di Report. E’ come se mi dicessero che anche frutta e verdura si usano fertilizzanti e pesticidi, ebbene questo LO SO e mica mi offendo come se attaccassero la mia famiglia, mi sembra comunque che sia il male minore visto che quantomeno non c’è crudeltà gratuita e semplicemente cerco di scegliere in maniera più oculata, coltivando qualcosa di mio o prediligendo certificazione biologiche.

    • Andando a cena con colleghi li ho sentiti prenotare in questo modo: “Siamo due normali e un vegetariano…” 😀

      • Ecco, appunto :-). Una volta ero in un centro commerciale con una mia amica vegana, quando incontriamo sua madre, lei me la presenta e questa signora per prima cosa giuro dice “Adesso vado fare un po’ di spesa, prendo un po’ di fettine, Uh-Uh – risatina sadica-sarcastica nei confronti della figlia, poi si rivolge a me – spero che almeno TU non sia FISSATA come mia figlia eh – altra risatina e sguardi ammiccanti – io color peperone per l’imbarazzo le dico che sono vegetariana – lei fa una smorfia ma poi conclude – Ah, va beh, almeno quello”. Noi due: mute, con l’espressione da cartone animato con la goccia la guardiamo andarsene soddisfatta. La cosa sconvolgente è che mi viene da pensare: ma ti pare il caso? Questa è la PRIMA cosa che tu persona adulta, educata, razionale e senziente dici a una sconosciuta? Peraltro trattandoci come due bambine di 12 anni quando abbiamo ampiamente superato i 30? Un buongiorno, piacere signora, no eh?

      • Lelio Giaccone

        C’èun rimedio infallibile: diradare, fino a farle sparire, le uscite con gente del genere…

  • Non mangio carne da 25 anni ma non posso definirmi vegetariano perché un po’ di pesce lo mangio. Già qui nasce il problema: cosa sono? Ho deciso da tempo di eliminare le qualifiche che finiscono per -ano e -ista, quindi non-mangio-carne e amo-gli-animali, con la seconda causa della prima. Amo anche le persone, i paesaggi, il gelato, la tecnologia, la bellezza, etc. e non é che mi definisco ogni volta.

    Ci sono alcuni problemi: esistono i persecutori di gonadi altrui. Come fatto qui notare chi adotta comportamenti diversi dal cd. standard può risultare offensivo, per costoro, solo perché testimonia un’altra possibilità, che viene ridotta dai critici al livello del risibile, che é già un passo avanti rispetto all’esecrabile (può succedere ma mi pare ormai raro, anche perché con i veg si possono fare soldi, oggi).
    D’altra parte chi fa una scelta (anche) per motivi etici fatica, talora, a non rivestirla di superiorità morale o finisce con l’imbellettarla di orpelli massimalisti (“la carne e il latte fanno venire il cancro!”, “il vegetarianesimo salverà il mondo!”, “l’uomo è l’unico animale malvagio!”) che ottengono l’effetto contrario, perché la perdita di onestà intellettuale é il biglietto d’entrata per il club dei cesellatori di maroni sopracitati.
    Con ciò ormai é accertato che un sistema in cui si consumano alimenti di origine animale in misura minore all’attuale standard occidentale, e più selezionati, può condurre ad una vita mediamente più sana e meglio compatibile con l’ambiente quando il consumo della popolazione umana salga oltre un certo livello.
    Del resto lo specismo ha motivazioni biologiche sensate (es. ho smesso di cibarmi del polpo quando ho letto i lavori sulla sua notevolissima intelligenza e i fenomeni di ansia misurabili in un’astice mi mettono un po’…in ansia, non così le frequenti scoperte sui sistemi di reazione lenti delle piante) ma esistono diversi modi di attribuzione del valore.

    Nella “scala della purezza” può capitare che uno specista come me (uomo> cane> cernia> insalata) sia considerato incoerente da un vegan o che io trovi, a mia volta, incoerenza nel modus vivendi di quello o consideri fissato un fruttariano che si preoccupa dell’interruzione di qualsiasi vita (e gli antibiotici? Come la mettiamo?). Non se ne esce, bisogna conoscere la realtà produttiva, essere coscienti della propria costruzione ideologica e delle proprie debolezze, e tolleranti, senza rinunciare alla testimonianza, con il sistema di valori altrui, altrimenti non ci incontriamo mai. Poi ognuno metta, consapevolmente, il suo paletto
    Saluti

    P.s un po’ di prospettiva storica: fino a qualche tempo fa la schiavitù e il diritto assoluto del capofamiglia erano considerati fatti normali/naturali, ora non più. Forse un giorno consideremo un atto barbaro addentare un panino al salame spt se il suino (di intelligenza ed affettività paragonabile a quella di un cane) fosse cresciuto in un lager

  • Silvia D'Amico

    Leggo con interesse e voglio contribuire con una testimonianza un po’ diversa. Mi ritengo una onnivora responsabile. Mangio di tutto, nel vero senso del termine, prestando attenzione alle giuste proporzioni tra i nutrienti ed alla provenienza degli alimenti, nella misura in cui questo mi è possibile. Non giudico chi ha una dieta differente dalla mia, anzi mi apro con interesse a diverse abitudini alimentari. Personalmente e più di una volta mi sono sentita giudicare, quando non insultare, da persone che seguono una dieta vegana per motivi etici (comprensibili) e motivi di salute (discutibili). Molto spesso questo tipo di “vegano” corrisponde anche a quel tipo di animalista estremista che sabota istituti di ricerca o minaccia di morte ignari ricercatori.
    Mi viene, dunque, da pensare che nella mente di chi “perseguita” vegani e vegetariani, fermo restando che non mi è mai successo di assistere a dinamiche simili, ma sempre a quelle esattamente opposte, si sia erronamente disegnata l’uguaglianza vegano = estremista senza senso critico. Si tratta, certamente, di un’uguaglianza errata, ma di cui comunque tocca tener conto.
    C’è anche un altro importante fenomeno di cui tener conto: l’aumento esponenziale di aderenti allo stile di vita vegan in modo acritico e totalmente irrazionale. Gli attacchi, spesso esagerati e anche quelli non così razionali, solo rivolti molte volte non contro lo stile di vita in sé, quanto più verso l’assenza di senso critico e la cattiva informazione che costruiscono presupposti sbagliati per una scelta altrimenti comprensibile quando non condivisibile.
    In conclusione, non vedo alcuna minoranza perseguitata quanto piuttosto due minoranze (gli idioti onnivori e gli idioti vegani) che si danno battaglia. Una dinamica facilmente ritrovabile più o meno in tutti i contesti in cui si finisce per fare del tifo, piuttosto che del sano confronto.

    • In realtà credo sia tutto più semplice. Ci sono gli stupidi: fra vegani, fra onnivori, fra milanesi e romani, fra uomini e donne, fra alti e bassi. Il punto però è che non fa notizia “Laziale obbliga il figlio a fare le corna ai romanisti” (e sì che fra i tifosi di calcio di estremisti idioti ce ne sono non pochi) o “Fiorentino sputa sulla fotografia di un livornese” (e sì che fra città toscane c’è una rivalità non certo molto intelligente) o “berlusconiano fa le puzze nel circolo PD”… Quello che intendevo sottolineare è che, a uguale distribuzione universale della stupidità, questa è particolarmente stigmatizzata. Dopodiché sono d’accordo che quella vegano-animalista appare particolarmente stupida e intollerante, ma potrei farne un discreto elenco. Di solito tutti gli stupidi sono aggressivi. Un caro saluto

  • La Prof. I.

    Mia sorella mi prende in giro perché quando esco con amici vegetariani/vegani mangio “come loro”. Io sono intollerante al lattosio, sto parecchio male se mangio derivati del latte, così li evito, ma non riesco a evitare le numerose persone che non mi credono (come se fosse un mio vezzo alimentare…)

  • Lelio Giaccone

    A me pare che questo fenomeno sia una delle tante facce della stessa medaglia: come diceva Eco, il Web, tra le tante cose buone, ha dato visibilità agli imbecilli, che, aggiungo, si sono accorti di non essere soli e danno libero sfogo alla loro idiozia spalleggiandosi a vicenda.

  • Se posso vi porto la mia esperienza, Vegan attivista da 500 giorni senza integratori, donatore di sangue da poco, ho voluto cambiare come un interruttore, prima per motivi ambientali poi ho scoperto quelli etici, dalla mia vita da onnivoro e provare tutte le falsità contro i vegan per capire come è stato possibile creare questo matrix infernale e se veramente sarei diventato anemico o malaticcio! Poi quando capisci che razza di studi sulla salute fatti dal business animale sono stati inculcati, non dico neppure commissionati, ma quando si vuol vedere un risultato, si vede quello, ora sono molto aperto invece, soprattutto alla non violenza.
    Il mondo veg mi ha illuminato su realtà scomode che erano state cancellate e trasformate in falso benessere.
    Insomma secondo il me stesso di prima che se incontrassi adesso mi manderebbe a quel paese purtroppo, e che si sta rapidamente cancellando dalla mia memoria anche se sto cercando di ricordare per poter spiegare a chi mi sta attorno, sarei diventato anemico (prima cena), meglio se ti fai prete (seconda cena), quarda che diventi gay (terza cena) stendiamo un velo pietoso, è una scelta personale (quarta cena), se non fosse per la capacità comunicativa attuale con web ecc sarebbe stata dura per me, complimenti per chi è vegan da molto tempo, non so come si sia salvato dallo strizzacervelli. Per non parlare di varie discussioni dove sarei il troppo sensibile, l’illuso di cambiare il mondo, il pollo da spennare (chiedo scusa ai polli), e che per essere coerente dovrei vendere l’auto e andare in bici.

    A questo punto le proporzioni dell’olocausto animale sono imbarazzanti, per tutti, e coinvolgono l’intera biosfera e l’identità dell’umano, chi pensa sia una scelta personale (che non lo è quando include vittime) non ha ancora focalizzato l’entità del problema. La soluzione è chiara e logica una volta che togli tutti i pregiudizi sulla completezza della dieta e altre scelte vegan e vedi che ad ogni prodotto animale c’è il sostituto o almeno il progetto di sostituzione, prima il cibo molto lavorato e gustoso ma rischioso, poi quello più sano, il più simile alla sua forma naturale (confermo che le papille gustative cambiano, tra l’altro ogni lustro si cambia gusto!)
    Insomma come dice Gary Yourofsky: non abbiamo il diritto di fare del male agli altri nel processo del farci del male soli, e G. Francione: non si tratta del nostro viaggio ma dei loro diritti, se gli animali hanno valore morale non possono essere che liberi, quindi non proprietà, e quindi non schiavi. Se loro sono violenti tra loro è normale, è l’umano che può rigettare la violenza, attenzione: non nascondere!
    Dietro l’industria animale c’è molto business e il dio denaro, ma questo si sta risolvendo visto che è molto più efficiente per tutto e tutti bypassare il settore, non filtrare il cibo attraverso gli animali.
    Quello che si rischia è passare da un matrix carnista industriale ad un matrix vegan industriale con fabbriche che ingegnerizzano molecolarmente gli ingredienti pur crueltyfree creando cibi gustosi ma rischiosi, invece che buona cucina che mescola ingredienti freschi, salutari, etici e crueltyfree.

    Direi che è normale e logico arrivare a scontri anche molto accesi visto che ignorare la violenza e creare miti di necessità di alimenti di origine animale ci ha portati a questo olocausto immenso, isolarsi e denigrare non aiuta certo a migliorare la situazione, ma peggio ancora rimanere neutri non aiuterà a dare risposta alla domanda che già le giovani generazioni stanno chiedendo: tu dov’eri durante l’olocausto animale? Qui però ha ragione Melanie Joy di beyond carnism, una persona non può essere a conoscenza di tutto, ci sarà gradualità nel cambiamento ma la velocità della comunicazione oggi cresce esponenzialmente e sta bypassando ogni muro, per fortuna.
    E’ abbastanza chiaro che il rifiuto a sfruttare gli animali per qualsiasi scopo è il presupposto per predisporre la mente alle soluzioni, quindi si tratta di mettere in pratica il rifiuto alla violenza, che ci rende umani. Le abitudini poi, è dimostrato, creano dipendenza, la miglior cosa che possiamo fare quindi è abituarci a cambiare per un traguardo ecocentrico, non egocentrico.
    Dovremmo evitare di promuovere lo sfruttamento felice, il miglior schiavista, insomma svezzarci dagli animali.
    La svolta è epocale, non violenta, il mondo è vegan, se vuoi. (Francione)

    #bevegan #educate #adoptdontshop #animalrighst #earthrights #biodiversity

  • Ecco. mi spiace ma quando qualcuno mette nello stesso discorso le parole vegan e olocausto a me si accappona la pelle e passa la voglia di argomentare. Aggiungo solo che, a mio avviso, questo tipo di atteggiamento é uno dei motivi che porta alle critiche esposte nell’articolo.
    Detto questo, mangio crudista vegetariano per il 90% della mia dieta. E non ho la macchina.
    Piccola nota a margine: solo perche noi viviamo in una situazione che ci permette il lusso di scegliere cosa mangiare non vuol dire che altre culture abbiano la stessa possibilità:
    https://it.m.wikipedia.org/wiki/Tsaatan

  • ciao bazzicante, so che questo è un po’ vecchio, ci sono capitata perché ho appena letto il tuo articolo sugli anti vaccinisti… mi chiedo se ancora oggi sei d’accordo su quello che scrivi qui riguardo ai vegani. Te lo chiedo perché io ritrovo tantissime cose che hai scritto sugli anti vaccinisti anche nella tendenza vegan.. (tra l’altro la maggior parte dei no vax è vegana, vegetariana, o manifesta quello che tu definisci “desiderio di distinguersi” e soffre della famosa “teoria del complotto” in cui il sistema cattivo ci vuole uccidere tutti..) grazie mille

    • C’è una differenza abissale. Il vegan più assurdo, al massimo, mette in ridicolo se stesso e la categoria; l’antivax più convinto, invece, mette a rischio la salute dei figli e quello di altre persone con problemi immunitari, o neonati non ancora vaccinati. Il vegan ha diritto a mangiare o non mangiare quello che vuole e a rendersi ridicolo come crede, mentre l’antivax NON deve avere il diritto di fare del male ad altri. Non so se conosci il famoso trattatello di Cipolla sulla stupidità umana. Cipolla collocherebbe i vegani al massimo fra gli sprovveduti (fanno male, al massimo, solo a loro stessi, e personalmente io non ritengo affatto che si auto-danneggino), mentre gli antivax finiscono direttamente fra gli stupidi (fanno male a loro stessi e agli altri).

      • Beh il vegan piu assurdo secondo me é quello che decide che pure il suo gatto e suo figlio neonato siano vegan…

  • Chiara Giuliana

    Ho incontrato ahimè questo genere di persone (odiatori/intolleranti ai vegani)quando ero già una veganfrendly animalista e quasi vegetariana.
    A parte lo sconcerto e lo stupore iniziale di riconoscere questi atteggiamenti proprio nei razionalisti,di sinistra,tutti sedicenti atei e militanti su Uaar,posso affermare con decisione che gli atti di bullismo,di molestia e di offesa verso questa categoria di persone,ha rafforzato se non aumentato la mia convinzione di intraprendere la strada giusta.
    Non so se davvero potra’mai realizzarsi lo scenario futuristico raccontato nel film “The carnage “proiettato nel 2067 ,è impossibile fare previsioni,ma sono più che convinta che questo popolo che oggi è minoranza bistrattata e insultata da” mostri che vivono il sonno della ragione ” un domani saranno moralmente risarciti.
    In una società più civile si spera e più umana dove i violenti inutili e idioti non troveranno più posto,penso che questa sarà una delle maggiori sfide del nostro prossimo futuro :debellare la piaga dell’odio in rete.
    Concordo nell’ affermare che la stupidità è democratica,ma la differenza è che un vegani stupido resta tale e danneggia se stesso o chi vive con lui,invece questi barbari ,incivili onnivori facinorosi arrecano danno poiché infangano a colpi di fame news esattamente come fa chi odia i gay o i neri….che amarezza

  • Chiara Giuliana

    Ho incontrato ahimè questo genere di persone (odiatori/intolleranti ai vegani)quando ero già una veganfrendly animalista e quasi vegetariana.
    A parte lo sconcerto e lo stupore iniziale di scoprire questi atteggiamenti proprio nei razionalisti,di sinistra,tutti sedicenti atei e militanti su Uaar,posso affermare con decisione che gli atti di bullismo,di molestia e di offesa verso questa categoria di persone,ha rafforzato se non aumentato la mia convinzione di intraprendere la strada giusta per la mia vita.
    Non so se davvero potra’mai realizzarsi lo scenario futuristico raccontato nel film “The carnage “proiettato nel 2067 ,è impossibile fare previsioni,ma sono più che convinta che questo popolo che oggi è minoranza bistrattata da” mostri che vivono il sonno della ragione ” un domani sara’ moralmente risarcita.
    In una società più civile si spera e più umana dove non ci sia spazio per i violenti inutili e idioti ;dovrà esser questa

    una delle maggiori sfide del nostro prossimo futuro :debellare la piaga dell’odio in rete. Di qualunque stampo.
    Concordo poi nell’ affermare che la stupidità è democratica,ma la differenza è che un vegano se è stupido resta tale e danneggia se stesso o chi vive con lui,invece questi barbari onnivori facinorosi arrecano danno poiché infangano una categoria di persone a colpi di fake news esattamente come fa chi odia i gay o i neri..
    Importante è essere come si vuole ma saper fare autocritica,e riconoscere sempre l’orrido che si camuffa da persona divertente in modo da isolare questi elementi.

    • per quanto si cerchi di mostrare il lato positivo dell’essere vegano, aggettivi come sedicenti, barbari e facinorosi lasciano intendere che la tolleranza non e’ da quelle parti. non c’e’, nei commenti molto piu che nell’articolo, la razionalita’ che ho sempre ammirato negli altri testi.

      senza nulla togliere al fatto che l’intolleranza nei confronti dei vegani/vegetariani sia un problema, credo che l’essere vegani (o onnivori) sia, nella vita adulta, una scelta tanto quanto una religione: di per se’ non e’ sbagliata, ma e’ l’interpretazione che ognuno di noi vuole darci che ne cambia le caratteristiche e le relazioni con gli altri. e come per una religione, nel momento in cui la tua scelta diventa mezzo per sentirti migliore rispetto agli altri allora secondo me iniziano i problemi. e lo sottolineo ancora una volta, questo discorso vale tanto per gli onnivori che per i vegani/vegetariani.

      e dire che nessun vegano danneggi solo se stesso ignora (volontariamente?) associazioni come PETA o Animal Liberation Front (per dirne due) che a mio avviso non sono esattamente amanti/tolleranti tanto quanto quella parte di onnivori che e’ intollerante.

      my 2 cents

  • Adoro questo post! Sono veg da 4 anni e ogni volta che si parla di cibo sembra quasi che mi debba giustificare per la scelta che ho fatto! Sembra assurdo che trovino assurda la mia scelta alimentare!

  • La logica induttivista è stata ahimè confutata anni e anni orsono.

    -L’esistenza di vegani hipster non implica che tutti i vegani stiano solo rincorrendo il tentativo di essere più “cool”.
    -L’esistenza di vegani aggressivi e che si sentono superiori agli onnivori non implica che tutti i vegani siano arroganti.
    -L’esistenza di vegani che si nutrono di alimenti come avocado e quinoa coltivati da contadini sfruttati in Sud America non significa che tutti i vegani utilizzino questi alimenti e si comportino da ipocriti.
    -L’esistenza di vegani che adottano uno stile di vita hippie non significa che tutti i i vegani siano dei figli dei fiori con la testa piena di principi New Age.

    Chi avesse ancora dubbi si legga: https://it.wikipedia.org/wiki/Tacchino_induttivista
    “Pure il tacchino americano, che il contadino nutre con regolarità tutti i giorni, se adotta un metodo induttivo può arrivare a prevedere che anche domani sarà nutrito. Ma “domani” è il giorno del Ringraziamento e l’unico che mangerà sarà l’allevatore.”

    La logica induttivista è da annoverare fra i fondamenti più solidi del pregiudizio [un immigrato ha stuprato una giovane italiana=tutti gli immigrati sono dei criminali] e dunque, spesso, della discriminazione […allora gli immigrati sono da respingere].

    In questo caso, almeno nella mia esperienza, l’induzione è per lo più utilizzata dagli onnivori quando sfoderano argomenti insensati [ce ne sono anche di altri, sensati] come meccanismo di difesa [non sempre è così, ma spesso. Argomento centrale, che merita di essere approfondito].

    Nel frattempo, sgomberiamo almeno il campo dalle stronzate: l’induzione non ha fondamento.

    • Una logica non può essere confutata.

      • L’induzione sì.
        Cosa intendi bezzicante?
        Grazie per l’articolo, comunque. Sono d’accordo con quello che dici!

      • Intendo: “logica induttiva” (o deduttiva, o abduttiva) è un concetto. I concetti non possono essere veri o falsi. Poi, ovviamente, un singolo ragionamento (presuntivamente basato su una qualunque logica) può essere fallace, ma è un altro discorso. Comunque son quisquilie. Grazie di leggerci

      • Avevo in mente quello che diceva Einstein: «Nessuna quantità di esperimenti potrà dimostrare che ho ragione; un unico esperimento potrà dimostrare che ho sbagliato».
        Ma hai già capito cosa intendo e ho capito cosa intendi.
        Ciao e grazie!

      • Questa frase nell’articolo di oggi mi é piaciuta un sacco perche a mio avviso la si puo mettere in qualsiasi contesto (non necessariamente politico) e spiega magnificamente la situazione. Cito:
        “Come diceva il mai abbastanza rimpianto Cipolla, gli stupidi sono ovunque, più o meno in proporzione simile. E se i grillini sono veramente stupidi e arroganti, è stato interessante toccar con mano quanto arroganti e stupidi siano anche i piddini, e probabilmente i bersaniani, i berlusconiani, per non parlare dei leghisti. Questa ottusa e stupida e volgare e violenta imbecillità ammorba trasversalmente un po’ tutti i partiti, e anche se rimango convinto che su questo punto Cipolla sbagliasse, e che ci siano assaissimamente più stupidi fra leghisti e grillini che altrove, comunque attenzione: moltissime infamie sono state compiute nel nome di un Grande Ideale, di un Nobile Scopo, di Magnifiche Sorti e Progressive, e quindi un ottuso pidiota non vale meno di un ottuso grullino, è la stessa roba, è lo stesso pericolo per la democrazia.”

        Sostituisci al binomio grillini\piddini uno a piacere (atei-religiosi, vegani\onnivori etc etc) e il discorso mantiene tutta la sua potenza.

        Vi seguo sempre, siete un costante spunto di riflessione!

    • Cara Elisa,

      una precisazione: nessuno si è mai sognato di “confutare l’induzione”, come ha scritto bezzicante, non ha senso. Come è chiaro anche dall’articolo wiki che citi, la critica all’induttivismo mossa nel secolo scorso mirava a “confutare le pretese di validità IN SENSO ASSOLUTO dell’inferenza induttiva” . Nel senso: non puoi costruire una teoria scientifica sulla base della pura induzione, ovvero dalla sola osservazioni di eventi particolari.

      Questo non significa nemmeno lontanamente che l’induzione sia intrinsecamente sbagliata, ma solo che, nell’ambito della formalizzazione del metodo scientifico, l’inferenza induttiva non è un criterio sufficiente a dividere la scienza dalla non-scienza.

      Inoltre, tieni conto che, per quanto ben argomentata, questa è una posizione filosofica, non scientifica. Al giorno d’oggi lo stesso criterio di falsificabilita che Popper ha proposto come superamento della pura induzione (e a cui Einstein fa riferimento nella tua citazione) mostra i suoi limiti e vi sono ampie discussioni circa il suo superamento.

      Spero che il mio intervento sia stato utile, per quanto non richiesto e superficiale (chiedo venia ma non sono concetti facili da riassumere in un commento, inoltre: non sono un filosofo).

      Cordialità

      novat

      • Ma certo Novat, grazie per le tue precisazioni. Mi sono espressa impropriamente ma ovviamente intendevo “confutare le pretese di validità in senso assoluto dell’inferenza induttiva”.
        Bene, sono felice di imparare nuovi linguaggi: la lingua è una guida alla realtà.
        Buona giornata!

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