L’opinione fascista non deve essere un reato. Sarebbe fascismo il contrario

C’è un’abominevole sensualità nel nazionalismo, nel sovranismo, nel razzismo, nell’anti-parlamentarismo, tutte cose alle quali i popoli soccombono nel modo più penoso. Per questo non credo che il problema oggi in Italia sia fare una legge sull’apologia del fascismo. Il problema è molto più serio. Ed è politico e culturale, riguarda il clima, le parole, la grammatica che c’è oggi in questo paese. Non è detto che il fascismo debba avere il fez e il manganello (Emanuele Macaluso nell’intervista di Salvatore Merlo)

A causa di un bislacco gestore del lido di Chioggia Playa Punta Canna, in provincia di Venezia, si è acceso il consueto dibattito sui social che non mi pare vero di rinfocolare e rintuzzare. Il bislacco in questione, come sapete, è assurto a effimera notorietà per le scritte fasciste che costellano il suo lido. Sarebbe finita lì se non fosse per il ddl a firma Fiano (PD) e altri che è tornato da qualche giorno alla Camera (il testo originario è del immagini.quotidiano.net2015) concernente il reato di propaganda del regime fascista e nazifascista. Insomma, i decerebrati che allo stadio fanno il saluto fascista, o il bislacco di Chioggia coi cartelli strampalati, gli sfigati che alle fiere di paese vendono i busti di Mussolini, e non poche trattorie nostalgiche (ne conosco un paio a Roma) rischieranno fra un po’ la galera. Ce n’è bisogno? E’ importante? Occorre rinverdire l’antifascismo militante?

Sono passati oltre settant’anni dalla caduta del regime fascista; nel frattempo abbiamo avuto una Costituzione scritta da Padri Costituenti freschi di Resistenza dove, proprio per impulso di Togliatti, si volle impedire la ricostituzione di quel partito criminale, ma non l’espressione di opinioni. Togliatti, e i suoi nobili colleghi, provenivano da un ventennio liberticida, di pensiero unico imposto con la forza, di martiri della libertà di pensiero, e non volevano imbavagliare la possibilità futura di un dibattito fra idee e ideologie da contrastare politicamente e culturalmente, e non con leggi sostanzialmente antidemocratiche. Stessa storia con la famosa legge Scelba del 1952 (apologia di fascismo) e tutti i successivi ritocchi di legge su questo tema. In Italia, ad oggi, è vietato ricostituire il partito fascista o fare una propaganda attiva finalizzata alla sua costituzione (a questo si riferisce l’apologia di fascismo della legge Scelba), ma non è vietato il saluto romano (o, quantomeno, ci sono sentenze contrastanti), dichiarare la simpatia per Mussolini, dichiarare che quando c’era lui… Fra l’altro, come ben sappiamo, di organizzazioni e partiti molto, ma veramente molto, simili a quello fascista ne esistono in Italia sin dal 1946, quando Almirante e altri reduci della Repubblica di Salò fondarono il Movimento Sociale Italiano. E non è che non se ne sia accorto nessuno. Perché settant’anni dopo si vuole dare questo giro di vite?

Se vi prendete la briga di leggere la presentazione alla proposta si legge chiaramente la volontà di punire con queste fattispecie di reato comportamenti talvolta più semplici o estemporanei, come ad esempio può essere il cosiddetto saluto romano che, non essendo volti necessariamente a costituire un’associazione o a perseguire le finalità antidemocratiche proprie del disciolto partito fascista, finiscono per non essere di per sé solo sanzionabili. Nonostante, infatti, vi siano numerose sentenze della Corte di cassazione (da ultimo la sentenza n. 37577 emessa dalla prima sezione penale il 12 settembre 2014) che hanno confermato che il saluto romano è un gesto perseguibile sulla base della legislazione vigente, bisogna anche tenere conto che ad esempio di recente, nel marzo 2015, il tribunale di Livorno ha assolto quattro tifosi scaligeri ripresi dalle telecamere nell’atto di compiere il saluto romano durante la partita di calcio Livorno-Hellas Verona del 3 dicembre 2011, valida per il campionato di serie B. Il giudice livornese, infatti, dopo aver ricostruito il quadro storico in cui sono state approvate la legge Mancino e la legge Scelba, cui la prima fa riferimento, ha ritenuto che il fatto non costituisca reato in quanto ai fini della sussistenza dello stesso è imprescindibile che il comportamento censurato determini un pericolo concreto e attuale di riproposizione di quei movimenti in tutte le sue forme e che il saluto romano non costituisce reato poiché «non è punibile il gesto in sé».

apologia-780x450Traduzione: un giudice livornese ha compreso che i quattro “tifosi scaligeri”, oltre che scemi, poco altro avevano in testa, non certo qualche eversiva idea di ricostituzione del partito fascista (e molte altre sentenze, in Italia, sono andate in questo medesimo senso). Ma ai propositori della legge sembra che le cose siano differenti nel loro valore profondo; l’atto in sé come linguaggio, segnale, messaggio e infine identità, estremo lembo foss’anche inconsapevole di un’adesione al fascismo e, più ancora, di un desiderio di restaurazione del fascismo. Bah!

E’ assolutamente evidente che abbiamo leggi antifasciste perché i nostri padri e nonni hanno sconfitto l’infame regime; all’indomani dell’avventura bellica che distrusse l’Italia era ovvio che si mettessero al bando per legge il fascismo e via plebiscito la monarchia. Non solo ovvio ma certamente “storicamente giusto”, se capite cosa intendo. Ma fuori da tale collocazione storica occorre andare coi piedi di piombo quando si proibisce a qualcuno di pensare e dire qualcosa di non gradito. E, se ci fate caso, il mondo – Italia inclusa – va in senso contrario, anche se non senza contraddizioni. Oggi possiamo parlare male della religione e fare propaganda atea, e lo stesso vecchio reato di blasfemia è stato derubricato; una cosa inimmaginabile decenni or sono e tuttora passibile di morte in certi paesi del mondo. Oggi gli omosessuali hanno una legge sulle unioni civili e festeggiano pubblicamente il gay pride, altra cosa inimmaginabile e punibile per legge ancora alla fine dell’Ottocento in Italia e sanzionato in molti paesi del mondo; oggi non siamo obbligati a dire che il mondo è stato creato da Dio cinquemila anni fa solo perché lo dice la Bibbia, e i programmi scolastici sono aperti alle verità scientifiche (una cosa proibita, per esempio, in molte scuole e università americane e non solo). D’altronde abbiamo approvato, giusto un anno fa, la legge contro il negazionismo. Insomma, ci sono evidentemente dei nervi scoperti, delle ferite non emarginate, dei concetti problematici. O forse…

Avrete capito che io non sono per niente d’accordo e vorrei spiegarvi perché, prima che voi decidiate che sono impazzito, che sono diventato un membro di Casa Pound o peggio. Certo: no al fascismo. Se non fosse diventato un logoro cliché linguistico direi “senza se e senza ma”, anzi, lo dico: senza se e senza ma. Il fascismo ha storicamente perso, l’Italia in qualche modo, più o meno, si è forse, in parte, riscattata; i vincitori hanno scritto le loro regole: mai più fascismo. Antifa sempre! Ma attenzione a scrivere regole condivise, leggi, obblighi per tutti che impediscano di pensare e dire, perché ciò è esattamente la logica fascista del pensiero unico imposto per legge. Anche perché mi dovete spiegare le finalità di questa azione legislativa; se lo scopo fosse combattere le 115102115-1c12368b-16f1-489e-b189-72d1631e7ffaestreme frange di destra le leggi in vigore (non scalfite dalla proposta Fiano) sarebbero più che sufficienti. Ma qui si vuole punire l’idiota che fa il saluto, il bancarellaro con improbabili cimeli nostalgici; ma davvero si pensa che queste scemenze minaccino la democrazia? A così tanti anni dai fatti ai quali si ispirano? Per una così esigua e patetica minoranza affascinata da queste stupidaggini? Lo dico chiaro: io voglio pensare quello che mi pare. Tutto quello che mi pare. E conseguentemente voglio poter dire quello che mi pare, scriverlo qui su HR e quindi, implicitamente, cercare di convincere altre persone: sono a favore della liberalizzazione della marijuana, della legalizzazione della prostituzione, dell’eutanasia, della fecondazione eterologa, dell’abolizione del Concordato e di tutti i privilegi a qualunque chiesa e molte altre cose un tempo proibite. Un tempo proibite, perché la cultura evolve, cambiano le situazioni storiche e i valori mutano.

Se oggi qualcuno mi dovesse parlare, con passione ideologica, di quanto sarebbe bello tornare al fascismo, lo guarderei con compassione e, se avessi tempo da perdere, gli spiegherei le ragioni storiche, sociali, economiche e culturali della giusta fine di quell’idea e di quel regime. Se invece non avessi tempo la lascerei straparlare da solo e me ne infischierei sonoramente. Così con il negazionista; bisogna essere talmente accecati dall’ideologia e dall’odio, per essere negazionisti, che non vedo cosa si possa dire e fare per convincerlo dell’orrore che lui nega. C’è un fondo distorto nell’esasperare negazionismo e fascismo (vedo queste due derive come francamente simili) dopo questi decenni, nel mondo globale del nuovo millennio; non è più un fatto di “opinioni” ma di patologia, di cesura della ragione, di auto esclusione dal mondo. Ma, perbacco! sono opinioni, per quanto squallide e malate. E l’idea di legiferare contro opinioni mi pare mostruosa. Vi provoco: cosa direste se qualcuno proponesse di mettere al bando il comunismo e proibire per legge la costituzione del Partito Comunista? Eppure è un’altra ideologia che ha causato guerre e milioni di morti (molti di più del nazifascismo); un’idea sconfitta dalla storia, anch’essa totalitaria e repressiva. Qual è la differenza col fascismo? Che il comunismo “sarebbe stato” buono e liberatorio se non fosse stato per colpa di Stalin, Mao e un’altra dozzina di comunisti cattivi che hanno sbagliato? No. La vera differenza è che il comunismo ha vinto la seconda guerra mondiale contro il fascismo, si è seduto al tavolo dei vincitori e ha scritto le regole. E ha scritto i libri di storia. Non esiste al mondo un esempio di comunismo gioioso e liberatore dei popoli, come non ne esiste uno di fascismo. Ma, ovviamente, è giusto e legittimo che chi crede che al netto dei cattivi (o, addirittura, inclusi loro) il comunismo sia una buona idea è libero di dirlo.

Sì, lo so bene che per svariati motivi si tratta di esempi diversi, casi diversi e storie diverse. Era una provocazione, ma fino a un certo punto; è servita per dire che se iniziamo a proibire un’idea, poi un’altra, poi il diritto di opinione e semmai quello di export.1.1125016.jpg--di_canio_al_sunderland__si_dimette_miliband___fascista_e_razzista_associazione, ecco che siamo tornati, esattamente, al fascismo. In conclusione, per chi non ha perso le staffe prima di arrivare fin qui, vorrei però fare una fondamentale precisazione. Io sono per la libertà di opinioni perché penso che si debbano combattere con la cultura. Ma non sono per l’imparzialità dello Stato che deve vigilare sul corretto cammino della democrazia. I cittadini devono poter dire quello che credono, ma lo Stato deve dare loro gli strumenti per una comprensione non ideologica del mondo. Una scuola buona e attiva in questo senso diventa fondamentale; una scuola orientata scientificamente (che quindi sposa l’evoluzionismo e non il creazionismo), che propone una visione chiara della storia contemporanea soffermandosi bene e documentatamente sul Novecento. Una scuola che eviti insegnanti creazionisti o negazionisti, perché nella scuola le opinioni ideologiche non devono avere cittadinanza (quindi neppure insegnanti che facciano propaganda attiva per il fascismo o per il comunismo). Dopo, i giovani avranno loro opinioni. Se la scuola con la sua opera di formazione, e la società nel suo insieme coi suoi esempi, non riescono a far crescere cittadini di orientamento democratico, pazienza. Non possiamo temere che gli stupidi ci sovrastino, perché se lo temessimo avremmo già perso.

Una piccola chiosa finale, necessaria perché sopra ho lasciato aperto un quesito: perché? Perché nell’anno di grazia 2017 un deputato intelligente come Fiano propone questa cosa? Sarà che in fondo sono di animo semplice e non riesco ad avere pensieri troppo elaborati su tali questioni. Onestamente a me pare una grande fuffa retorica, buona per fini elettorali. Bisognerà pur far vedere che il PD è “di sinistra”, visto che i dubbi serpeggiano e la gente mormora. E diciamolo: in Italia cosa c’è di più a sinistra dell’antifascismo, cannibalizzato sin dall’immediato dopo guerra dal vecchio PCI (come se non ci fossero stati un antifascismo cattolico, uno liberale e azionista e uno monarchico!). E quindi vai con un po’ di propaganda; tanto quell’articolino che il PD vuole introdurre nella normativa sarà poco applicabile, e laddove lo fosse inciderà zero sulle coscienze collettive, quelle fasciste incluse. E anche il fatto che il M5S si opponga non ha nulla a che fare con la difesa dei valori liberali, che i grillini non sanno cosa siano; è altra fuffa, parte di quell’enorme gioco di ruolo che, se non adeguatamente smascherato, rischia di non farci vedere i problemi reali e i reali comportamenti della politica.

#nonomologatevi (neppure nell’antifascismo omologato!).

11 commenti

  • Ci sono certi personaggi nel pd che sono così fasciste che neanche se ne accorgono. Ogni tanto leggo delle loro dichiarazioni che mi fanno venire la pelle d’oca! Non mi ricordo se avete scritto qualcosa su quell’uomo che ha appeso dal balcone di casa sua uno striscione con scritto “a me piace la figa”: i carabinieri sono intervenuti costringendo il signore a togliere lo striscione; poi ho letto tutta una serie di commenti sulla vicenda, tipo la Boldrini che dichiara “servirà pena esemplare e rieducativa”. Rieducativa perché? Non va bene che a lui piaccia la figa? Non va bene il gesto?
    Ci lamentiamo tanto del m5s ma la verità è che anche la sinistra non essendo praticamente mai stata al governo in 60 anni non ha nessuna esperienza. Per 60 anni sono stati all’opposizione a fare i belli, i puri, i moralisti; ci sono stati così tanto tempo da confondere la propaganda con la morale e si sono trasformati in personaggi come appunto quelli di sopra.

    Non esiste una morale assoluta, ma ognuno di noi ha la sua morale, in buona parte comunque condivisa. Proprio per questo ognuno deve essere libero di esprimere là propria morale e le proprie opinioni; sarà il processo democratico a decidere quale morale – attraverso le leggi, uniche morali “oggettive” – prevarrà in quel luogo geografico e determinato momento storico/politico/economico.

  • Maurizio Sulig

    Sono perplesso su due punti: 1., guardandomi intorno, leggendo commenti e reazioni ad eventi della più varia natura, non sono sicuro che ad essere affascinata “da queste stupidaggini” sia solo “una così esigua e patetica minoranza” e 2. (off-topic) non mi sono mai riconosciuto nel comunismo (sono uno dei tanti che, avendo scelto lo Stato e l’uniforme, per lungo tempo è stato tacciato di “fascista” da un movimento che si è fatto scippare la Bandiera dalla destra estrema), però riconosco all’ideologia comunista di non fare menzione di superiorità razziali e quindi, pur consegnandolo alla pattumiera della storia, sarei per la raccolta differenziata.

    • Il fascismo è dilagante, questa è la verità. Su cosa si debba intendere per “fascismo” al fine di poter fare questa affermazione, e su come poi argomentare che sia dilagante, ho speso non pochi post in questi 3 anni e mezzo di blog, credo che potrai trovarli con facilità. Ma il fascismo di cui io parlo, e che mi fa paura, ha pochissimo a che fare coi busti del duce dai rigattieri o col patetico gestore della spiaggia di Chioggia.
      Sull’altro punto purtroppo devo smentirti: non nei termini beceri del nazifascismo, ma il comunismo sovietico e quello maoista hanno fatto milioni di vittime anche fra loro minoranze etniche. Il riferimento alla razza e alla vergogna di quella scelta è giusta e corretta, ma comunque il nocciolo del mio discorso è che non sono assolutamente d’accordo nel punire per legge l’opinione. Questo, per me, resta di una gravità assoluta, arbitraria, antidemocratica.

      • maurizio sulig

        Sul punto 1.: si, in questi termini sono d’accordo. Continuo ad essere infastidito dal traffico di paccottiglia ducesca ma sono abbastanza d’accordo nel derubricarla, oggi, a manifestazione di cattivo gusto. Sul punto 2.: vero anche questo e mai pensato che Lenin, Stalin, Mao, Castro, lo stesso Che ed i loro emuli fossero degli idealisti traditi dai loro seguaci. Era, lo riconosco, un “distinguo” per il gusto della pignoleria che il mio passato da artigliere mi ha lasciato. Continuo a interrogarmi su dove si ponga, al di fuori della negazione dell’evidenza storica o scientifica, il confine fra legittima opinione e criminale ideologia. Grazie.

  • Claudio Antonelli (Montréal)

    Sono interamente d’accordo con l’analisi fatta da “Bezzicante”.
    Voglio solo aggiungere queste tre considerazioni:
    -La caccia alle streghe è sempre una caccia alle streghe, anche se sono streghe fasciste. Ma è facile capire l’impulso nobilitante e auto-gratificante di volerle bruciarle tutte sul rogo. Dopo tutto, il portare avanti il discorso, il discorso giusto perché in armonia con i tempi e le convenienze, è un impegno cui l’italiano che si rispetti è incapace di sottrarsi.
    -Da ricordare anche che tra i più accaniti antifascisti numerosi sono stati quelli che volevano soprattutto fare ammenda dei propri trascorsi fascisti o cercare di farli dimenticare. Noi sappiamo che i voltagabbana eccedono in zelo. Di loro ormai non ne rimane più nessuno o quasi, dato il lungo tempo trascorso dalla morte e dal seppellimento del fascismo (continuamente pero’ riesumato, perché preziosa linfa dell’antifascismo). Dopo la morte di Dario Fo, Eugenio Scalfari, è forse l’ultimo rimasto (ma Scalfari, ad onor del vero, non ha mai cercato di nascondere il suo errore di gioventù).
    -Vedo che quando si parla di fascismo non si menzionano mai i fascisti, eccetto Mussolini. Occorrerebbe invece menzionarli. Ma forse si vuol evitare di far ricordare che tra i seguaci del duce vi furono personaggi di tutto rilievo, anzi possiamo dire che vi fu il meglio della cultura italiana.

  • Giampaolo Mezzabotta

    Sottoscrivo e plaudo all’idea che le opinioni, tutte, non possano essere reato. Ma qui si parla di “apologia di fascismo”, non di pensare bene del fascismo. E in questo contesto la parola fascismo assume un significato diverso dal movimento fondato nel 1919 da Mussolini a Milano. Fascismo oggi equivale a suprematismo bianco e cristiano, a violenza verbale, a forzosa semplificazione della complessità moderna, a disprezzo delle regole democratiche. E fare apologia di fascismo, specie via internet, è sostanzialmente un incitamento a tutte queste belle cose, condite da un po’ di sana violenza. Non è in fondo, mutatis mutandis, l’istigazione alla violenza da parte, per esempio, degli imam nostrani ciò che stiamo cercando di prevenire in tutti i modi? Forse allora si dovrebbe fare uno sforzo di semantica e reindirizzare la legge contro tutte le forme di incitazione alla violenza. Sarebbe davvero bello che si potesse fare una norma contro l’odio e l’ideologia che accecano (cito dal post: “bisogna essere talmente accecati dall’ideologia e dall’odio, per essere negazionisti…”) ma la vedo dura. Impedire ai fanatici di sbraitare in rete colpendo le loro violenze simboliche e verbali può essere un modo per stemperare i toni e favorire il dialogo. Il fascista che dice “quando c’era lui!” non è da temere; quello che dice “i negri sono inferiori, rimandiamoli a casa loro” mi fa più paura.

  • Claudio Antonelli (Montréal)

    Fascismo, “male assoluto”?
    Sergio Romano: “L’espressione «male assoluto » fu usata da Gianfranco Fini nel corso di un viaggio a Gerusalemme. La frase mi sembrò priva di qualsiasi rilevanza storica e un po’ troppo enfatica. Se il regime fosse stato davvero «male assoluto», la Repubblica democratica avrebbe dovuto dissolvere tutte le istituzioni create nel corso del Ventennio, abolire il codice civile, sopprimere l’Iri, restituire la Banca d’Italia alla legislazione prefascista, eliminare la legislazione previdenziale e assistenziale. La Repubblica, invece, conservò molte di quelle cose perché erano state fatte da uomini competenti, non necessariamente fascisti, a cui il regime aveva permesso di realizzare i loro progetti e le loro ambizioni.”

    • Lelio Giaccone

      Ha dimenticato la bonifica delle paludi pontine: di solito viene citata anche questa.
      E mi raccomando, si ricordi che Mussolini scriveva poesie.

  • Lelio Giaccone

    Questo ddl ci mostra la drammatica differenza di qualità tra le Assemblee Parlamentari del passato e quelle odierne: Calamandrei, De Gasperi, La Malfa, La Pira, Dossetti, Fanfani, hanno ceduto il posto a Razzi, Scilipoti, Fiano

  • Salve a Tutti,
    credo che un punto fondamentale sia la definizione di che cosa si intende con fascismo, di cui ognuno da un interpretazione un po’ troppo vaga.
    Il termine “fascismo” viene comunemente usato come sinonimo di “tirannia”, inoltre, si dice fascista ogni atteggiamento illiberale, non democratico, razzista sciovinista, tendenzialmente violento.
    Questi concetti non definiscono univocamente e nel dettaglio l’ideologia Mussoliniana ne, purtroppo, ne sono caratteristiche esclusive. Questa stessa è, tra l’altro, piuttosto fumosa, prevalentemente “negativa” (intesa come “contro” piuttosto che “per” qualcosa). A parte un ostentato e pittoresco nazionalismo, il razzismo e il “primato dell’azione sulla ragione” ha molto poco da offrire dal punto di vista “intellettuale”.

    Di per contro, da quello che so del ddl Fiano e del reato di “apologia di fascismo”, in questi casi si intende invece il “regime politico vigente in italia dal ’22 al ’43” e tutte le persone e i simboli connessi a questo regime. O almeno così io l’ho interpretato, correggetemi se sbaglio.

    Mi sembra che la differenza si abissale, proprio perchè ci troviamo in Italia, dove il fascismo è “accaduto”, con tutte le sue conseguenze.
    Il “regime fascista di Mussolini”, è un atto, un evento, non un ideale, ed è indicando questo regime e le sue caratteristiche che il termine acquisisce i significati di cui sopra. Solo in Italia ha senso questa traslazione di significato, e proprio in virtù di questa la legge non è per nulla liberticida, anzi!
    A parte l’ingratitudine verso i valenti ingegneri che bonificarono l’agro pontino, vietare la glorificazione del ventennio non tocca la libertà di pensiero di nessuno. Rimaniamo liberi di sposare tutte le idee del “fascismo ideologico”, possiamo essere sciovinisti e imperialisti, anti democratici, monarchici militaristi e quel cavolo ci pare. Non possiamo essere razzisti e negazionisti, così come non possiamo andare a sposare bambine etiopi, ma le leggi in questo caso sono altre.

    In conclusione mi pare che il problema proprio non si ponga, e che tutti i valenti difensori della libertà di pensiero possano dormire sonni tranquillissimi, un po’ meno i venditori di chincaglieria nostalgica, ma credo che la nostra economia reggerà! Non ringrazieremo mai abbastanza il simpatico bagnino ciosoto per il servizio che ci ha reso, a buon intenditor 😉

    Ciao, e grazie!

    novat

    PS: il nostro rapporto col comunismo è totalmente diverso, per noi rimane una teoria economico-politica, è Marx, non Stalin, l’esempio che fai (banale, ci sono arrivati anche Brunetta e il mio tabaccaio) non è solo superficiale, è proprio sbagliato, in quanto non tiene conto del modo con cui vengono si usano i termini. Quello si che andrebbe a toccare la libertà di pensiero! Poi mi piacerebbe che qualcuno ogni tanto facesse qualche altro esempio un po’ più concreto, che so, l'”apologia di ordoliberalismo” non vi piace? Almeno quello esiste ancora! ciao!

    • In un prossimo post, di risposta alle varie critiche ricevute, parlerò anche di apologia del liberismo, del veganesimo, dell’antivaccinismo e altro. 🙂

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