Lessico della Tetra Repubblica: Grillini

I miei amici di Facebook – una TL molto selezionata dove sono esclusi perditempo e stupidi – passano ormai le giornate a sottolineare con veemenza, o con spirito caustico, le quotidiane storie di quella telenovela che si chiama Movimento 5 Stelle. Perché i 5 Stelle non sono un gruppo politico, non un movimento civico, né una pulsione etica, neppure un programma, un orizzonte, uno slancio… Il Movimento è un fenomeno sociologico, e se non si capisce questo, se non si adotta questa chiave di lettura, tutti coloro – come noi – che li ritengono un male esiziale per la nostra Democrazia, resteranno fermi sulla famosa riva del fiume ad aspettare il famoso cadavere che non passerà mai.

Per non ripetere cose vecchie, scritte a iosa qui su HR, mi permetterete di essere breve rinviando in coda, per gli approfondimenti, a precedenti post.

Quindi:

Dopo l’ovvia contraddizione di un partito padronale,

del plateale verticismo antidemocratico,

della totale inanità amministrativa (nelle città che stanno governando),

della totale e indiscutibile ignoranza del personale politico,

di più: della straordinaria mediocrità di buona parte di loro, che all’ignoranza aggiungono credenze complottiste, antiscientismo e spaccio deliberato di informazioni false,

della mancanza di un programma politico decente e resistente a un fact checking,

dell’uso smodato e prepolitico dell’invettiva verso gli avversari,

della mancanza di una solida e indiscutibile onestà dei loro occasionali amministratori,

della plateale disonestà nell’episodio delle firme false,

dell’anticostituzionalismo che li anima (vedi art. 67),

della trasparenza così presto dimenticata quando non faceva più comodo…

(e ho dimenticato certo un sacco di cose)

Dopo tutto questo, malgrado questo e voglio dire grazie a questo hanno avuto un ottimo risultato alle politiche, il risultato migliore di sempre (parliamo di politiche, sia chiaro, alle amministrative non è detto che l’andazzo sia il medesimo).

Perché?

Prima della risposta segnaliamo la loro ultimissima bravata: il loro vantato programma politico, scritto col popolo e per il popolo, dopo 5 giorni dalle elezioni, zitti zitti quatti quatti l’hanno cambiato. Non hanno corretto le virgole, hanno virato di 180° in moltissimi punti qualificanti, come ha scoperto il Foglio (QUI l’articolo di Luciano Capone; QUI una completa ricostruzione, capitolo per capitolo del programma; QUI una sintesi su la Repubblica). Il Blog delle Stelle ha negato tutto (QUI). Lo ha fatto qualche minuto prima delle 17 di martedì 17, molte ore dopo la notizia e, per scrivere quelle poche righe dove non si dice praticamente nulla, occorre immaginare un blocco dello scrittore. Di fatto la denuncia del Foglio è circostanziata e documentata e la smentita è generica e non  specifica. Ma tanto basta, e già sui social fioccano i guardiani dell’integrità grillina che bastonano e insultano coloro che accennano a questo episodio.

In pochissimi capiscono che non importa un accidenti a (quasi) nessun grillino. I 5 Stelle sono dati – dagli ultimissimi sondaggi – al 34% (Piepoli, Ixé ed IndexResearch) con Di Maio che riscuote la fiducia del 44% degli intervistati (Piepoli); erano al 32 e spicci quando si è votato poco più di un mese fa. Sale anche la Lega, per discorsi in parte analoghi sui quali, al momento, non vorrei però distrarre il lettore. Noi persone intelligenti, che ci chiediamo degli oziosi “perché?”, siamo perplessi: già fatichiamo a elaborare il lutto del 4 Marzo, ma le ragioni dell’aumento dei consensi in questo mese di balletti e finte, e fiato al vento fatichiamo a comprenderle.

E quindi posso esporre la mia tesi a partire da un sillogismo: A) il M5S non fa un accidenti di niente, sta fermo e perde tempo; B) il M5S aumenta i consensi; quindi: C) la gente vuole un partito che non faccia nulla, che cambi idee, che si faccia dirigere da Casaleggio, che non governi. E perché dovrebbe volere questo? Perché le motivazioni non sono politiche ma prepolitiche; perché non le ritroviamo in un’analisi politologica ma sociologica. Il M5S (a differenza della Lega) è il vuoto; il suo programma è sempre stato un bluff, sempre facilissimamente criticabile perché insostenibile; la sua “impoliticità” è sempre stata un fattore caratterizzante, sin dalla sua nascita; la sua grana grossa verbale e operativa talmente evidente che non era neppure necessaria la fallimentare impresa di Roma, che comunque a sua volta non ha spostato di una virgola il successo complessivo dei casaleggini. I grillini sono i nuovi adoratori del vuoto, i nichilisti 2.0, gli antipolitici d’ordinanza che non hanno alcuna critica vera, argomentata e costruttiva da fare alla politica, se non quella di essere tale. L’anticasta e l’antipolitica come teleologia. Il nulla come impossibilità culturale e morale di immaginare un qualunque pieno, per poi renderlo fattuale in qualche modo.

Al grillino medio non solo non importa nulla di nulla dei macroscopici “difetti” citati all’inizio, ma non li reputa degni di considerazione perché i “difetti” (come i pregi) sono un “pieno”, vale a dire qualcosa di argomentato e argomentabile, mentre loro rifiutano, diffidano, detestano le argomentazioni e – osservate! – questo impedisce la dialettica politica, perché io potrei discutere ore e ore con Giorgia Meloni (oddio, ne potrei anche fare a meno…) ma con un grillino ogni discussione cessa dopo un nano secondo; qualunque argomento è rifiutato perché viene rifiutata la logica argomentativa. Il loro essere “contro” è il cemento bastevole della loro identità, tanto più forte perché così poveramente costruita, perché inattaccabile in quanto vuota, in quanto non dirimente, cangiante se occorre. Questo nichilismo anti istituzionale è in sé eversivo e non sfuggiranno i perché. E diventa evidente che meno Di Maio si muove e più vince. Si contorce contro il sistema cinico e baro; invita gli avversari a farsi avanti; smentisce ogni cosa detta dal Movimento negli ultimi cinque anni e anche il loro contrario, ma sì, questa è la lotta che piace ai grillini e che loro possono capire: la lotta del nulla, per fare nulla, contro tutti.

Per approfondire, qui su Hic Rhodus:

6 commenti

  • Aggiungerei, ai fattori di gradimento dei grillini, la mistica del privilegio: tu hai qualcosa che io vorrei e non ho e quindi 1) benefici di un privilegio, 2) te lo sei procurato in modo disonesto e 3) lo hai sottratto alla ggente. Senza chiedersi perché, come tu sia arrivato a disporne. Guadagni bene, hai un lavoro interessante, una bella casa (si attende che all’elenco si aggiunga anche l’avvenenza del partner): tutti privilegi. Ridistributori pauperisti del plusvalore al grido di “la giustizia sociale è stare tutti peggio”.

  • Ma allora così stando le cose forse sarebbe meglio che Martina dicesse: “va bene, se volete, venite in via delle botteghe oscure e ci portate il vostro programma. Noi ci guardiamo” (non ce ne sarebbe bisogno, é un po’ di teatro per tirarsela un po’ e vendicare Bersani). Cio detto ci si pone realmente in fase di confronto alla tedesca e se possibile, dopo un lungo brain-storming (che non é proprio così scientifico come la vuol far passare Di Maio ma meglio degli accordi all’italiana) si verifica se si possono raggiungere dei compromessi sui rispettivi programmi (a mo di grosse Koalition) per un governo in cui il centro sinistra possa smussare gli eccessi del M5s e indirizzare le fughe in avanti (sono troppo ottimista?)
    Avverto che questa mia preferenza ha una serie di effetti collaterali:
    1) i 5stelle diventano sempre più forti nei sondaggi, quindi non hanno fretta. Nell’opinione pubblica pare li premi anche il fatto che gli altri non vogliano fare subito il governo con loro
    2) il PD rischia un’effetto SPD, tanto responsabili e ogni volta più cazziati alle elezioni successive
    3) …non mi ricordo più, mamma che arterio… 😉
    Ciao

    • Il PD è comunque in trappola. Qualunque cosa faccia. Io ritengo che non accettare le sirene M5S sia la strategia migliore per minimizzare i danni.

  • Sto gradendo molto i vostri articoli sul M5S, finora solo da voi sono riuscito a leggere delle analisi “vere” che andassero oltre la chiacchiera da bar. Ora come ora mi chiedo se ci sarà un cambio di direzione e un ritorno alla partecipazione alla politica e all’interesse verso la cosa pubblica, o se andremo avanti su questa strada, perdendo sempre più interesse, finché non si arriverà a un modello di governo differente, non democratico?
    Come per tanti problemi tipicamente italiani (ma non solo italiani), credo che la soluzione si nasconda dietro l’istruzione “di base”: educazione civica, abitudine al ragionamento e al pensiero critico, pratica del dibattito. È un processo fastidioso e snervante, ma la democrazia non è mai stata una cosa facile né comoda

  • Il pezzo è bellissimo e ben documentato. Il M5s si sposta seguendo il malumore della massa

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

w

Connessione a %s...