Scandalosa Umbria 2 – Il ritorno

La sceneggiata è questa:

  • BOOM mediatico sulla sanità Umbra;
  • la Presidente Marini si dichiara estranea: “mi sono fidata di traditori”;
  • ulteriori notizie (bisogna dirlo: sapientemente centellinate) inchiodano Catiuscia Marini;
  • la Presidente Marini fa una mezza mossa per resistere, ma annulla il Consiglio e si chiude “coi suoi”;
  • Zingaretti le fa sapere che a questo punto si deve dimettere, per evitare la terza puntata: “Scandalosa Umbria 3 – La vendetta”.

Lo scenario più probabile, quindi, vedrà le dimissioni di Marini [dimessa poco dopo la redazione di questo post], elezione umbre anticipate, la perdita di questa “storica” regione rossa.

Scende il sipario.

Ma occorre fare anche un’analisi. E se non la facciamo noi di HR, chi altri? Sì, certo, la rabbia e la vagamente nauseante indignazione. Ormai questa è la prima cosa, no? Il senso oscuro della beffa, dell’ingiustizia, semmai di una vendetta nel segreto dell’urna. Tanto abbiamo già perso Perugia, no? (E Terni, e altre) Ed era nelle cose perdere anche la Regione, e fanculo voi piddini, pidioti, ex comunisti del cazzo, arroganti come pochi, qui in provincia, vi sta bene, così imparate!

E adesso qualche spunto per l’analisi.

  1. Senza la spinta di 30 o addirittura 40 anni fa, senza l’intelligenza di ancora 20 anni fa, l’Umbria, certamente decadente, in difficoltà, affannata, è tuttora una splendida regione in cui vivere, dove i servizi sociali e sanitari sono buoni e a volte ottimi, dove la qualità della vita – pur incomparabile con quella di alcuni decenni addietro – è pur sempre ben oltre la soglia dell’accettabile. Quando Marini, prima di finire nel gorgo delle accuse, invocava i suoi “otto anni di intenso lavoro”, quando Verini rammentava la qualità generale di questa Regione anche sotto il profilo amministrativo, beh, avevano ragione. In Umbria si sta bene, i servizi sono garantiti assieme a una certa pace sociale, un quieto vivere possibile anche grazie alle piccole dimensioni, dove tutti, assolutamente tutti, conoscono bene il sistema clientelare che non ha certamente inventato l’attuale amministrazione. L’Umbria come strapaese dove lo zio prete (modernizzato semmai nello zio massone, nello zio assessore, nello zio dirigente…) può mettere una buona parola, anzi deve metterla.
  2. Lo zio prete serve bene la messa; dà i sacramenti; dice una parola di conforto alle vedove; e raccomanda il nipote per il posticino all’ospedale, per un uscierato in comune, per una concessione di invalidità. O per un più ambito posto in Regione, dove molti zii preti hanno avuto il loro bel daffare. È così che funziona. Molti nipoti senza meriti, senza arte né parte, cos’altro avrebbero potuto fare nella loro vita? Dove sistemare tanti figliocci di scarso reddito, e perché mai non aiutare quella famiglia? In questa Regione dalla bellezza ormai un po’ sfiorita, solo 100 anni avrebbero fatto i braccianti, oggi sono portinai, uscieri, centralinisti… Poi sono diventati funzionari e dirigenti, perché i nipoti degli zii preti sono gente fidata; deboli di intelligenza e morale, soldati ideali per diventare persone giuste nel posto giusto, in una trama intricata di favori, legami, conoscenze, patronaggi e familiarità assortite. Perché in paese tutti conoscono lo zio prete, molti sono imparentati, sono cresciuti tutti assieme… Qui in Umbria 50 persone comandano tutto, stanno nel PD e in Forza Italia, nel sindacato e in Confindustria, tanto si conoscono fin dall’asilo nido, hanno frequentato gli stessi ambienti, mangiato la stessa chianina, bevuto lo stesso sagrantino…
  3. Poi c’è chi non ottiene la raccomandazione, certo; e sparla dello zio prete. Semmai è un forestiero, che ne sa di quanto sia buono lo zio? di quanto si sia sacrificato per la collettività? Che ne sanno gli invidiosi, i rigorosi, i “democratici”? Lo zio prete si alza anche in piena notte, nel gelo invernale, per correre al capezzale del morente; lo zio prete ha prestato soldi, senza interessi, ai poveri orfani; quando ci fu il terremoto fu fra i primi a scavane nelle macerie; lo zio prete è più di un semplice zio prete, è uno di noi. Certo, si sa che in sagrestia gli fa visita la Norina… dopotutto anche lo zio prete è un uomo! Sì, certo, ogni tanto alza il gomito, un peccato veniale… E vi ricordate che diede l’assoluzione anche a Firmino, quell’ateo miscredente? Perché lo zio prete è buono. Ecco; questa è stata la Regione dell’Umbria in questi anni; e i Comuni principali, e il sindacato, e la Lega delle cooperative con tutta la costellazione di cooperative sociali, efficientissime e quindi molto vicine allo zio prete, se intendete cosa voglio dire… E la stampa locale. E l’Università. E non vado oltre se non segnalando che si sanno da decenni le questioni dello zio, ma gli interventi giudiziari sono stati minimi (BTW: il libro-inchiesta I padrini dell’Umbria è del 2013; molto venduto, molto discusso, niente è successo).
  4. Ora la Regione, con buona probabilità, passerà di mano. Verranno i giustizialisti, o quelli dell’honestà, faranno piazza pulita ma, facile profezia, lo zio prete resterà a dir messa, semplicemente con chierichetti più impacciati che aiuteranno la Regione ad andare più a fondo nel suo declino. Le prebende, i favori, le raccomandazioni, come farne a meno? Continueranno più o meno come prima, per la semplice ragione che non se ne può fare a meno. Tu che sei assessore, tu che sei presidente, consigliere, professore, dottore, amministratore, per quale ragione non dovresti aiutare la fila dei questuanti, che torneranno, oh, se torneranno? Tu che sei dentro il sistema, per quale egoistica perversione non vuoi che pure io, se non meritevole quanto meno necessitato, entri assieme a te? Che poi tu comunista, tu grillino, tu docente, tu vigile urbano, tu zio prete… ci conosciamo da una vita, non vorrai essere stronzo proprio con me? E quindi butteremo via (giustamente, necessariamente) l’acqua sporca delle clientele contadine con il bambino di quel po’ di sapienza amministrativa che – bene o male (a volte male) – si era costruita; e fra qualche anno, a disastro compiuto (perché le alternative, tutte e qualunque, saranno disastrose), rimpiangeremo il malgoverno della Marini che sì, è vero, raccomandava, ma faceva funzionare (abbastanza) le cose.

E adesso la morale trovatevela da soli.