Umbria – Svolgimento

Vi devo parlare ancora della piccola Umbria nell’imminenza di un voto di rilievo perché testa l’alleanza PD+5S (+ schegge di sinistra) a livello locale. Prima alcune necessarie premesse e/o riletture:

  • QUI vi ho descritto mestamente l’offerta politica umbra di domenica;
  • QUI mi ero già espresso contro la possibilità, per me, di votare il PD a 5 Stelle.

Come sanno i nostri lettori, noi consideriamo i pentastellati proto-fascisti, eversori, massimalisti, eterodiretti,un mix inaccettabile con conseguenze micidiali: giustizialismo, statalismo, autoritarismo, antiscientismo e via discorrendo. Mi permetterete di non spiegare in questo post il perché di questo giudizio sul quale abbiamo scavato e argomentato nell’ultimo lustro (5-anni-5), spiegando, mostrando, citando, e facendo tutte quelle cose che trasformano asserti astratti in ragionamenti, in logiche, in convincimenti non ideologici. Cortesemente gli interessati si cerchino i testi su questo blog usando le paroline chiave opportune.

Ora facciamo un “come se”, quella potente figura retorica che ci consente di proseguire il ragionamento, come se voi aveste letto (o riletto) tutti i vecchi post e foste ragionevolmente convinti delle nostre argomentazioni e giudizi sui grillini. Ok allora: i 5 Stelle sono proto-fascisti etc. E si sono alleati con un PD che sta scivolando vistosamente nel gorgo populista. Qual è l’argomentazione con la quale, qui in Umbria, si cerca di far vincere questa coalizione? Che gli altri sono peggio (e sono 30 anni che me li fanno votare perché “ommioddio non vorrai far vincere gli altri?”) e che anzi, questa volta, sono i peggio di sempre: fascistoni lepenisti sovranisti che fanno morire i migranti in mare. Allora: non vorrai mica far vincere i fascistoni? Turati il naso e vota… chi? I proto-fascisti, eversori, eterodiretti che consentiranno al PD locale (che vi raccomando…) di non perdere una Regione bollita già prima dello scandalo Sanitopoli?  

Ieri sera ho avuto un piccolo scambio con un amico, intellettuale di sinistra, colto, serio, che mi ha riproposto appunto codesta pappa. Per la serie: “intanto resistiamo allontanando il pericolo fascistone, poi vedremo…”. Poi vedremo. Cosa? Il PD umbro è una pena, ha da scontare decennali colpe, mancanze, arroganze e scelte sbagliate se è vero che il PIL regionale è semplicemente crollato, i servizi vengono chiusi, manca progettualità salvo quella che ha depredato l’ambiente. Avrei anche potuto correre alle barricate turandomi il naso contro i fascistoni ma, scusate, si sono alleati proprio con gli altri, i proto-fascisti eversori! Ma davvero adesso, per patetico opportunismo elettorale, tessiamo le lodi di questi nemici degli italiani? Ma a sinistra si è persa la capacità proverbiale dell’analisi storicista-marxista e della capacità di capire la natura di questi loschissimi figuri, peggiori anche dei leghisti

Mi chiedo, e ho chiesto al mio corrispondente, se non fosse vero che sono – in quanto populisti – sostanzialmente dei proto-fascisti; se il furore anti-istituzionale e anti-casta e anti-tutto non li renda, nella pratica, degli eversori; se l’eterodirezione casaleggina non costituisca un vulnus di per sé più che decisivo; e così via. Ma niente, bisogna impedire a Salvini di sventolare lo scalpo umbro da Palazzo Cesaroni, e capisco lo smacco, da lungo tempo preparato proprio da coloro che oggi temono di perdere, e credo perderanno.

Ma poi, infine, mi dico: ma se metà degli italiani guardano da quella parte, è colpa di Salvini, o Meloni, o Casa Pound? O è un moto di popolo incolto, incivile, servile, disinformato, lasciato in balìa di ogni peggiore influenza populista da questa sinistra, che ha inseguito prima Berlusconi e oggi Grillo sul loro stesso terreno? Dov’è l’egemonia della sinistra – cari amici di quell’area dalla quale mi chiamo definitivamente fuori – se avete inseguito il leaderismo, lo slogan sostitutivo delle intelligenze, le correntine democristiane, il frazionismo esasperato, i salotti della TV, invece di parlare al popolo che – in teoria – dovreste rappresentare? Non è che i riformisti e la sinistra non abbiano governato, in questi ultimi decenni, senza progressivi scivolamenti verso il nulla dove oggi vi trovate, senza un’idea che sia una sulla scuola, la ricerca, l’Europa, per non parlare di temi che fanno vincere la destra, come l’immigrazione e la sicurezza, dove avete balbettato solo futili ipocrisie e slogan buoni per un selfie. Volete fare un argine al populismo becero fascistone e vi alleate con populismo proto-fascista eversore pentastellato? Mi piacerebbe vedervi vincere (ma non credo che succederà) per vedervi soffocare lentamente nella melassa grillina. Certo: intanto però avremo tenuto fuori dal Palazzo i cattivoni.

Ecco: l’analisi. Possibile che non capiate, cari compagni, che proprio questa vostra scelta, schiettamente populista, fa un servizio eccellente alla peggiore destra che voi temete? Possibile che non vi sfiori il dubbio che quella destra crescerà e radicherà anche grazie a questa vostra scelta, che vinca o perda domenica in Umbria, perché invece della vostra brutta copia, alla fine, il popolo bue preferirà l’originale, “sdoganato” (sic) anche dalla vostra insipienza?

Ma no. La sinistra – da quella nobile e pura a quella rosa pallido di Zingaretti – è troppo, troppo, troppo narcisista, troppo ideologicamente certa della sua verità, superiorità morale, capacità amministrativa, troppo autoreferenziale (specie qui in provincia), troppo snob per leggere la realtà, per fare un’analisi come Karl avrebbe comandato, per rileggere la storia (ho suggerito al mio amico di riprendere Socialismo liberale di Rosselli, ma lui ha detto che non c’entra nulla. Eppure pare di ripercorrere gli stessi errori che la sinistra compì 90 anni fa, favorendo l’avvento di Mussolini).

Ed è qui che ho perso le residue speranze. Perché se le migliori teste locali (questo mio amico lo è) hanno perso la capacità di capire l’ABC del mondo, nel terzo millennio globale, con chi faremo resistenza contro il vagone di pupù che si sta scaricando in Umbria domenica, dilagando poi per il Paese?

Ma io non sarò complice. Conto uno, un numero assai prossimo allo zero, ma il voto non l’avrete mai, perché voi, con la vostra insipienza, siete diventati gli avversari.