Come facciamo con la curvilinearità in politica?

Nella ricerca sociale si definisce curvilineare la proprietà di un item (per esempio la domanda di un questionario) di attrarre verso la stessa risposta delle motivazioni (e atteggiamenti) opposti. Un caso canonico, che si faceva fino a qualche anno fa, era l’opinione verso il referendum sul divorzio (sì, parliamo di un epoca giurassica), al quale dichiaravano di votare contro sia i conservatori (che non volevano il divorzio) sia i più accesi progressisti come i radicali (che volevano una legge ancora più permissiva e consideravano quella in corso poco soddisfacente). Le risposte a un’ipotetica domanda “Lei voterà sì o no al referendum?”, o “Lei è favorevole o contrario alla legge [attuale] sul divorzio?” non era quindi univocabilmente correlabile a convinzioni religiosi e politiche generali. La figurina qui sotto spiega graficamente il concetto di curvilinearità. 

Curvilinearità delle opinioni sulla legge sul divorzio.

Questo fenomeno è meno raro di quanto si pensi e si esprime chiaramente nella politica contemporanea, figlia della complessità sociale, sì, ma anche dell’enorme tatticismo prepolitico delle nostre classi dirigenti.

In queste ore, per esempio, abbiamo la questione del referendum, che si terrà a Primavera prossima, sul taglio dei parlamentari. Io, personalmente contrarissimo a questa boiata pazzesca, mi trovo (ahimé) assieme a Salvini, la cui contrarietà è un espediente per contrastare il governo. All’epoca della caduta del primo governo Conte, io ero favorevole alle elezioni e diffidente verso un nuovo governo PD-M5S, sempre assieme ai peggiori fascioleghisti.

Curvilinearità delle opinioni sulla riduzione dei parlamentari.

Purtroppo questo complica la comunicazione politica, specie presso chi non ha voglia, tempo e sinapsi per sviluppare ragionamenti più articolati. All’epoca del governo Conte 2 una miriade di persone mi ha accusato di intelligenza col nemico, e la stessa cosa – è facile prevedere – accadrà col referendum (a meno che importanti forze politiche come il PD non prendano una posizione coraggiosa. Lo menziono ovviamente solo come ipotesi di studio…).

Attenzione quindi a districarsi in queste faccende e, soprattutto, non guardate a chi dice che cosa, ma quali sono i contenuti di ciò che si dibatte, e le motivazioni che ciascuno adduce. Dopodiché, sentitevi liberi di esprimere la vostra opinione indipendentemente dalla compagnia che siete costretti a condividere.