L’arsenale che gli USA hanno regalato ai talebani

Guardate le foto dei talebani 20 anni fa; guardate quelle di oggi. Notate la differenza? Stessi occhi spiritati sotto i turbanti, stessi barboni sulle facce magre, stessi atteggiamenti spavaldi. La differenza è che 20 anni fa imbracciavano Kalashnikov di fabbricazione russa, oggi M 16 americani. E molti hanno hanno elmetti, giubbotti, visori americani. Se serve una dimostrazione che quella americana è stata una rotta drammatica, inattesa e vergognosa, basta guardare l’incredibilmente enorme arsenale di armi e attrezzature lasciato alle spalle degli americani in fuga, uno straordinario regalo ai nemici valutabile in diversi miliardi di dollari.

Fonti americane parlano di oltre 2.000 veicoli corazzati e circa 40 velivoli includenti anche il potente e costosissimo UH-60 Black Hawk (vedi foto), 6 milioni di dollari a esemplare, droni ScanEagle e altro.

La cosa straordinaria, e per me incomprensibile, è che fino a poco prima di questo disastro gli americani hanno consegnato ingenti quantitativi di materiale militare all’esercito afghano, che all’arrivo dei talebani l’hanno semplicemente lasciato lì, pronto all’uso. Scrive Firstpost:

Giusto per dare un’idea, negli ultimi tre mesi da aprile a luglio 2021, gli Stati Uniti hanno consegnato alle forze di difesa e sicurezza nazionale afghane (ANDSF) sei aerei da attacco leggero A-29, 174 veicoli a ruote multiuso ad alta mobilità (Humvees), circa 10.000 razzi ad alto potenziale esplosivo da 2,75 pollici, 61.000 proiettili esplosivi da 40 mm, 9.000.000 proiettili di munizioni calibro 0,50 e 20.15.600 proiettili da 7,62 mm. Ma le forze di difesa afghane hanno mostrato poco desiderio di battersi e, a decine di migliaia, hanno deposto le armi, solo per essere immediatamente raccolte dai talebani.

Un rapporto del mese scorso, sempre di fonte americana, indica che l’esercito afghano possedeva ben 150 aerei, inclusi quattro da trasporto C-130, 23 aerei da attacco al suolo turboelica A-29 “Super Tucano” di fabbricazione brasiliana, 45 elicotteri UH-60 Black Hawk e 50 elicotteri MD-530 più piccoli. Inoltre, le forze afghane hanno ricevuto più di 30 velivoli ad ala fissa monomotore Cessna. Naturalmente non tutto questo ben di dio è in mano afghana; fonti uzbeke affermano che centinaia di soldati afghani sono fuggiti in Uzbekistan con 22 aerei militari e 24 elicotteri lo scorso fine settimana. Tutte voci non controllate, e se è certamente probabile che parte dell’arsenale americano sia altrove (ma dove? nelle mani di chi?) è assolutamente certo che una parte enorme è in mano ai talebani. E se qualcuno immagina che pilotare un Black Hawk sia difficile senza un’ottima preparazione, non lo si può certo considerare un problema insormontabile; il mercato dei mercenari offre anche piloti sufficientemente competenti.

Oltre al rinnovato potenziale bellico, questa conquista talebana è un formidabile strumento di propaganda psicologica: sono le spoglie del nemico, il segno della sua arroganza tecnologica che ora è nelle mani dei veri fedeli di Allah. Nelle emittenti di tutto il mondo, e nella comunicazione talebana, l’esibizione di queste spoglie ha l’effetto devastante di mostrare questi nemici della civiltà dalla parte giusta della Storia. È il grande riscatto dopo la sconfitta militare dell’Isis, pagato dai contribuenti americani, dall’impreparazione dei servizi segreti di quel Paese, dall’ignavia degli alleati e dalla miopia di Biden.

E non bisogna mai commettere l’errore di pensare che chi ha in mano un’arma, prima o poi non voglia usarla.