Lgbt

Che starebbe per lesbiche, gay, bisessuali e transgender, ma la consapevolezza dell’infinita gamma di possibilità dell’esperienza umana (una drammatica scoperta del Nuovo Millennio) ha rapidamente portato all’Lgbtq per aggiungere le queer, all’Lgbti perché non si possono lasciar fuori gli intersessuali, poi Lgbtqia, che include tutti i precedenti più gli asessuali, infine Lgbtqiapk, ovvero Lesbiche, Gay, Bisessuali, Transessuali, Queer, Intersessuali, Asessuali, Pansessuali (o poligami) e Kinky, che neanche vi spiego cosa siano. A un certo punto qualcuno deve essersi stufato di aggiungere lettere, avendo poi a disposizione un alfabeto limitato, e ha avuto la brillante idea di mettere un “+” (Lgbt+) come dire “eccetera”, “e tutto il resto”. Certo che la varietà identitaria che è esplosa nella sfera relazionale, affettiva e sessuale, è di enorme interesse, ma non tanto sotto il profilo dei diritti quanto in quello semantico che, in ogni epoca, riflette e rappresenta la soglia del ridicolo oltre la quale ogni generazione ha deciso di incamminarsi.