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Le nostre sono tutte Bad Bank?

padoanCol difficile accordo tra il nostro Ministro dell’Economia Padoan e Margrethe Vestager, la Commissaria Europea alla Concorrenza, sembra finalmente chiusa la questione relativa alla fragilità del sistema bancario italiano. Per usare le parole del nostro ministro, la definizione del modo in cui le banche potranno liberarsi dei crediti “cattivi” “è uno strumento che completa la scatola per gli attrezzi italiani per gestire i crediti in sofferenza”. Il giorno dopo, però, in Borsa i titoli bancari italiani hanno sofferto; come stanno davvero le cose? Quanto possiamo stare tranquilli noi cittadini?

Il “Salvabanche”: rapina agli investitori o ai contribuenti?

Foto Roberto Monaldo / LaPresse

Nelle ultime ore abbiamo visto susseguirsi una serie di colpi di scena in quella che sembrava una vicenda chiusa con uno dei soliti accomodamenti “all’italiana”: quella della crisi di quattro banche (Banca Etruria, Banca Marche, CaRiChieti, CaRiFerrara) che erano giunte a una condizione di sostanziale insolvenza. La soluzione adottata del Governo, com’è noto, è stata quella di un Decreto Legge che, con una procedura piuttosto acrobatica, prevede che le “sofferenze” di queste banche finiscano a carico del Fondo di Risoluzione. Questo permette di non far fallire le banche, di proteggere i correntisti e i posti di lavoro, ma non coloro che in queste banche hanno investito, ossia azionisti e obbligazionisti . Proprio questi ultimi, spesso correntisti e piccoli investitori, gridano alla “rapina”, e a gran voce esigono (da chi?) di riavere indietro “i loro soldi”, e sicuramente tra loro c’è chi davvero ha subito una perdita drammatica, come il recente suicidio di un pensionato dimostra. Ma chi sono davvero i rapinati, e chi i rapinatori? Vediamo.