In tutto il paese, la gente sentiva che questa fosse la cosa sbagliata. In tutto il paese, la gente sentiva che questa fosse la cosa giusta. In tutto il paese, la gente era convinta di aver perso. In tutto il paese, la gente era convinta di aver vinto. In tutto il paese, la gente pensava di aver fatto la cosa giusta e che altri avessero fatto la cosa sbagliata. In tutto il paese, la gente cercava su Google: che cos'è l'Unione europea? In tutto il paese, la gente cercava su Google: trasferirsi in Scozia. In tutto il paese, la gente cercava su Google: come si ottiene un passaporto irlandese. In tutto il paese, la gente si dava di stronzo. In tutto il paese, la gente si sentiva indifesa. In tutto il paese, la gente si teneva la pancia dal ridere. In tutto il paese, la gente si sentiva legittimata. In tutto il paese, la gente si sentiva in lutto e sotto choc. In tutto il paese, la gente si sentiva nel giusto. In tutto il paese, la gente si sentiva male. In tutto il paese, la gente si sentiva la storia sulle proprie spalle. In tutto il paese, la gente sentiva che la storia non contava nulla. In tutto il paese, la gente aveva appeso le proprie speranze. In tutto il paese, la gente sventolava bandiere sotto la pioggia. In tutto il paese, la gente disegnava svastiche sui muri. In tutto il paese, la gente minacciava altra gente. In tutto il paese, la gente diceva alla gente di andarsene. In tutto il paese, i media erano usciti di testa. In tutto il paese, i politici mentivano. In tutto il paese, i politici andavano in pezzi. In tutto il paese, i politici si dileguavano.

Ali Smith, Autunno, cit. dalla newsletter del "Foglio" EuPorn

Stamattina, al parco, solita passeggiata con Maya. Su una panchina due giovani ragazze erano teneramente abbracciate, direi allacciate, in atteggiamento amoroso. Non si nascondevano. Una passante getta un’occhiata e prosegue. Io getto un’occhiata e proseguo. Spero che tutti i successivi passanti abbiano fatto lo stesso. Viva l’8 marzo, ma anche il 9 e il 10. Viva le donne, gli uomini, le donne che amano donne, gli uomini che amano uomini. Viva la libertà di essere chi ci pare e di amare chi ci pare.

Il nostro pensiero sulle primarie PD è semplice e così riassumibile:

  1. bravo il PD che malgrado tutto ha il coraggio di provarci;
  2. bene la partecipazione, una prova di democrazia, un buon segnale per l’Italia;
  3. perplessità su Zingaretti e ciò che potrà fare; bene o male Zingaretti potrebbe significare uno spostamento “a sinistra” (se significa ancora qualcosa), il ritorno della Ditta, un passo indietro rispetto alla possibilità di unire, in una grande coalizione, forze democratiche socialiste e liberali assieme. Per non parlare della tentazione, speriamo ormai cessata, di un dialogo col M5S. Assieme alla segreteria Landini nella CGIL la polarizzazione a sinistra potrebbe diventare un rinchiudersi, una volta di più, nella riserva indiana dei giusti, creando le condizioni per nuove lacerazioni interne verso “destra” (Renzi e i cosiddetti renziani) e sostanzialmente favorendo Salvini e il populismo italiano che, abbandonando i 5 Stelle, si sta riposizionando su trincee più massimalista.
  4. A proposito del fantasma di Renzi che aleggiava su queste primarie: il fatto che Zingaretti abbia vinto senza bisogno di ballottaggio lo rafforza contro il potere di veto che Renzi e i suoi finora hanno avuto nel partito, grazie al peso che hanno nella Direzione e nei gruppi parlamentari. Potrebbe ora verificarsi il definitivo sfaldamento dello schieramento renziano e l’isolamento di quel “giglio magico” che per il PD in termini di consenso è ormai solo un danno.