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Il nostro pensiero sulle primarie PD è semplice e così riassumibile:

  1. bravo il PD che malgrado tutto ha il coraggio di provarci;
  2. bene la partecipazione, una prova di democrazia, un buon segnale per l’Italia;
  3. perplessità su Zingaretti e ciò che potrà fare; bene o male Zingaretti potrebbe significare uno spostamento “a sinistra” (se significa ancora qualcosa), il ritorno della Ditta, un passo indietro rispetto alla possibilità di unire, in una grande coalizione, forze democratiche socialiste e liberali assieme. Per non parlare della tentazione, speriamo ormai cessata, di un dialogo col M5S. Assieme alla segreteria Landini nella CGIL la polarizzazione a sinistra potrebbe diventare un rinchiudersi, una volta di più, nella riserva indiana dei giusti, creando le condizioni per nuove lacerazioni interne verso “destra” (Renzi e i cosiddetti renziani) e sostanzialmente favorendo Salvini e il populismo italiano che, abbandonando i 5 Stelle, si sta riposizionando su trincee più massimalista.
  4. A proposito del fantasma di Renzi che aleggiava su queste primarie: il fatto che Zingaretti abbia vinto senza bisogno di ballottaggio lo rafforza contro il potere di veto che Renzi e i suoi finora hanno avuto nel partito, grazie al peso che hanno nella Direzione e nei gruppi parlamentari. Potrebbe ora verificarsi il definitivo sfaldamento dello schieramento renziano e l’isolamento di quel “giglio magico” che per il PD in termini di consenso è ormai solo un danno.