Autore: redazionerhodus

Questo accordo è per il Pd un suicidio assistito. Non si fa un’alleanza di governo tra un partito e una piattaforma. Li ho avuti davanti i grillozzi, come giustamente li chiama Giuliano Ferrara, in Senato, la passata legislatura: quanto basta per non andare a prenderci nemmeno un caffè. Mai, mai, da parte dei fautori dell’abbraccio, un’analisi di che cos’è quella roba lì, come è nata, come è cresciuta, soprattutto del perché è potuta nascere e crescere. È un delitto politico averli salvati, mentre affondavano, dopo la disastrosa esperienza di governo e averli rimessi, non solo in campo, ma al centro. Spero veramente di sbagliare, ma sapete come andranno le cose? Loro continueranno a fare demagogia populista, aumentando consensi, il Pd curerà il rigore dei conti perdendo consensi. La distribuzione dei ministeri dice questo (Mario Tronti su L'Espresso).

I partiti di Zingaretti e Di Maio sembrano non essersi resi conto di come, una volta imboccato il sentiero della coalizione, sarà impossibile tornare sui propri passi. Anche nel caso di una sconfitta nelle elezioni umbre. (P. Mieli, Corriere della Sera del 25 ottobre 2019).

Chi giudicasse le prospettive dell'Italia solo sulla base dei numeri contenuti nei documenti ufficiali stenterebbe a cogliere i segni di una ritrovata consapevolezza della serietà dei rischi che incombono sulla nazione per via della mole ingente del debito pubblico. E l'esperienza del passato, anche recente, ci insegna che mutamenti nell'umore dei mercati finanziari, causati da shock economici o politici, interni o internazionali, possono essere repentini. (Osservatorio sui conti pubblici italiani. Un'analisi da leggere per intero).

Per far partire la stramba maggioranza 5 stelle-Pd-LeU servirebbe un voto veloce sulla riduzione dei parlamentari (come chiede Di Maio) e la eliminazione dal cammino immediato di una lunga serie di impacci, intesi come temi sui quali i 3 partiti non vanno d'accordo neppure presi, a piacere, a due a due. Questa roba potrebbe durare per la residua legislatura solo se i 5 stelle si arrendono totalmente, trasformandosi in una specie di corrente dorotea del Pd. Certo, di fronte alla paura del voto tutto può essere.

Giuseppe De Filippi, Il Foglio

In questo sondaggio, e in altri usciti recentemente, le intenzioni di voto alla Lega vengono stimate tra il 37 e il 39 per cento. Nel nostro caso al 38,9. Aggiungendo a questa cifra la percentuale stimata per Fratelli d’Italia, cioè il 7,4, si arriva al 46,3 per cento. Con questi numeri è praticamente certo che in caso di voto anticipato i due partiti otterrebbero insieme la maggioranza assoluta dei seggi in entrambe le Camere.

Il Sole 24 Ore

I 5 stelle non sono diversi da Salvini ma semplicemente un’altra faccia della stessa medaglia.

Roberto Giachetti, No caro Franceschini, tra Pd e M5s non ci possono essere intese, il "Foglio", 23 lug 2019.

Sarebbe interessante sapere quando la Zagrebelsky Associati organizzerà girotondi attorno al Parlamento per denunciare gli orrori costituzionali generati da una maggioranza di governo nata anche grazie al contribuito generoso offerto alla causa dai famigerati costituzionalisti antifascisti

Claudio Cerasa, Perché guardare con ottimismo ai prossimi mesi osceni di governo populista, "Il Foglio", 15 lug 2019.

“L’Italia auspica per sé, in linea col suo ruolo nella storia, un portafoglio economico di prima linea nella prossima Commissione europea”, dice Conte. Primo ministro di un governo sovranista coi conti in disordine in cui si continua a promettere a gran voce che dell’Europa non ci frega un cazzo e che possiamo spendere quanto ci pare e addirittura stampare una specie di moneta parallela per pagare i debiti. Allora la domanda che si pone è: ma questi ci sono o ci fanno? Ci credono o sono proprio scemi?

Pur di non andare a casa, Di Maio sarebbe disposto a costruire personalmente una Tav da Pomigliano a Lione.

Claudio Cerasa, Dieci ragioni per votare subito, "il Foglio", 15 giu 2019.

Realiti mette in scena l’Italia del selfie, il narcisismo dei poveri. Ha come mentore Enrico Lucci, un conduttore che cerca di raccontare il Paese profondo, senza mai assumere una visione moralista o sprezzante. L’obiettivo è di cogliere la dimensione nazional-popolare, una visione che traghettò la Rai dalla televisione pedagogica a quella generalista [...]

Carlo Freccero a proposito del "caso Lucci" e di Realiti, oggi sul "Fatto Quotidiano".