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Cosa succede quando gli scienziati sbagliano, e perché

History_of_the_UniverseA volte, le scoperte scientifiche finiscono sui media “normali”, quelli che normalmente si occupano (un po’ come noi…) di politica, economia, società, e anche (non come noi) di sport, gossip, celebrità.

Qualche mese fa, gli onori della cronaca sono toccati all’annuncio che erano state osservate le tracce delle onde gravitazionali prodotte immediatamente dopo il Big Bang primordiale, e che queste tracce erano coerenti con un’accreditata teoria cosmologica detta “dell’inflazione”. I toni dei commentatori competenti erano entusiasti, e già molti accreditavano gli scopritori di un Nobel quasi scontato. Ebbene, quel risultato era inficiato da un errore, ma il modo in cui l’errore è stato commesso, è stato rilevato ed è stato gestito è istruttivo anche (e specie) per tutti noi che lavoriamo in altri settori.

Insidie e valore della Statistica: non facciamo la figura del pollo

lies and stats

Fin dai tempi della famosa poesia di Trilussa sulla “media del pollo”, sulla Statistica aleggia lo scetticismo di chi pensa che affidandosi al buon senso e all’intuito si possano valutare correttamente realtà complesse, e che la Statistica sia invece un modo che usano gli “esperti” per propinare bugie al pubblico. Le prudenti procedure scientifiche, molte delle quali usano la Statistica come un costituente fondamentale, sono faticose e poco attraenti, e spesso indigeste anche per chi, per professione, dovrebbe informarsi ed informare. In questi ultimi mesi ci sono stati diversi casi (cito ad esempio quello, ampiamente dibattuto, del “metodo Stamina”) in cui i giornalisti (e non solo, ahimè) hanno fatto moltissimo battage, ma pochissima analisi seria dell’argomento.