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Viva lo Stato di diritto quando ci fa comodo, e canaglia tutte le altre volte!

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Parlo di TAV e mi rovinerò, già lo so. In Italia ti salvi solo se dici “No” a tutto ciò che è difforme dalla norma, dal quieto vivere e, specialmente, dalle comodità tue, dei tuoi parenti fino al decimo grado, vicini, famigli e sodali. La TAV, poi, assai più di molteplici altre fonti di dissenso civile, contrapposizione e lotta, è un simbolo, caricato emotivamente e sostanziato dalla frequente presenze sui mass media, dagli scontri sempre un pochino più aspri e, oggi, dal processo a Erri De Luca, diamine! un intellettuale dalla parte del popolo che viene processato, siamo al fascismo!

No, no e poi no! Perché non ci va più bene niente

Saying-No

La valanga di critiche su qualunque argomento, fatto, opinione, decisione è in crescita esponenziale grazie ai molteplici luoghi e forme che il dissenso trova a disposizione per esibirsi. L’evoluzione dei giornali on line per esempio, con la possibilità – in alcuni casi illimitata o quasi – di sfogarsi liberamente è un fenomeno sociologicamente rilevante per osservare i meccanismi psicologici e culturali attraverso i quali una quantità di persone trova necessario esprimere le ragioni del proprio dissenso. Poi ci sono i blog, ovviamente, in particolare quelli “caldi” (penso a Grillo). Ma al di fuori della Rete ci sono le mille e mille possibilità democratiche di rappresentarsi dissentendo, e così abbiamo No Expo, No Tav, No Muos, No Tap, No Musa, No Crescent, No Grandi Navi, No Tubo, No Canal, No Petrolio, No Gassificatore Cassola, No Biogas Latina, No Debito, No Inceneritori Terni, Offshore No Grazie, No Scorie, No Cave e c’è perfino un Comitato No Lombroso

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Il corpo delle donne è rivoluzionario

 

If I had breasts, I’d bare them in solidarity with Amina. Those women who are doing so are heroes. Support them

Richard Dawkins

Avete mai corso nudi a sostegno dei malati di orzaiolo? O partecipato a una biciclettata, tutti rigorosamente nudi, per protestare contro l’estinzione del grillotalpa argentino? Nooo? Avrete almeno fatto un calendario nudi a difesa della popolazione Kwakiutl!! Se non avete mai fatto cose così siete ormai una minoranza. Un giorno sì e un giorno no sui nostri quotidiani appaiono notizie di nudità esibite da normali cittadini (generalmente del Nord Europa e America, noi mediterranei siamo più pudichi) per le ragioni più disparate; sorrisi gioiosi, celluliti in mostra senza vergogna, cause nobilissime. Tranne che nel caso delle Femen ovviamente: belle e arrabbiatissime. Non ricordo di preciso quando sia iniziata questa moda; ormai è qualche anno ma non poi moltissimi. All’inizio forse facevano scandalo e, conseguentemente, raggiungevano lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi che stavano a cuore ai nudisti; ormai sono relegate fra le notizie minori.