Tag: Fitto

Solo chiacchiere e distintivo. I politici che urlano di più sono spesso i peggiori

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Le cronache politiche italiane sono pervase dalle proteste di minoranze più o meno arrembanti: quella del PD tiene banco sostanzialmente ogni giorno con una copertura mediatica che dovrebbe corrispondere, per numerosità di protagonisti, a quella dell’Armata Rossa. In Forza Italia Fitto si agita non poco, e probabilmente ha meno visibilità fuori dagli ambienti politici di destra solo perché un po’ tutto il suo partito è stato avanzato di dissoluzione. Salvini invece, che è minoranza solo nel senso di essere all’opposizione, perché il suo partito l’ha saldamente in mano, ha una vocazione tutta leghista all’insulto e alla corbelleria che vengono puntualmente riprese sulla stampa e sui social network. Queste figure politiche si stagliano sopra tutte le altre travolgendole, oscurandole, cannibalizzandole. Per esempio della Meloni si sente parlare poco: non ha le physique du rôle come Salvini che spara sciocchezze sesquipedali col ghigno e una sicumera che ti fanno veramente venire il dubbio che l’Italia sia ormai sopraffatta da negri stupratori e malati d’Ebola, salvo poi distrarsi un attimo e vederlo seminudo per un servizio gossip. Diamine! Questo sì è uno che ha capito tutto!

Muoia Berluscone con tutti i filistei

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E spesso, per farci del male, gli strumenti dell’oscurità ci dicono delle verità, guadagnano la nostra fiducia su delle questioni marginali per tradirci in faccende dalle conseguenze molto più profonde (Shakespeare, Macbeth, I, 3).

Ho sempre trovato morbosamente interessante la solitaria fine di certi dittatori potentissimi nei tempi di gloria che, rapidamente rovesciati da forze oppositrici, non trovano la lucidità per comprendere realmente il volgere negativo degli eventi, non colgono l’occasione per salvare il salvabile (innanzitutto loro stessi) quando ancora ne hanno l’opportunità e, in sostanza, finiscono catturati, umiliati, ammazzati ed esposti col loro corpo martoriato al pubblico disprezzo. I casi più recenti sono stati Saddam Hussein in Irak e Gheddafi in Libia, ma risalendo la storia, pur con diversità ovvie, anche Mussolini, Nicola II, Luigi XVI e un certo numero di imperatori romani.

Lunga vita al nuovo Presidente e onore al regista della sua elezione

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Abbiamo un nuovo presidente nella figura onorevole e di spessore di Sergio Mattarella. Non parlerò di lui. Devo confessare che di fronte a certi nomi che sono circolati ho stappato una bottiglia di spumante ma poi, pensando a quali altre opportunità c’erano, ne ho bevuto solo un sorso. Mi conforta l’idea che per vari motivi, alcuni dei quali accennati di recente qui su HR, Mattarella si inserisce istituzionalmente nel solco degli ultimi suoi predecessori e saprà fare bene il suo mestiere, il che non significa che sarà sempre giusto, che piacerà a tutti e che Grillo non troverà mille ragioni per gridare al colpo di Stato e chiedere prima o poi il suo impeachment. Comunque adesso ce l’abbiamo e ce lo teniamo per sette anni, solo un cretino può sperare che sia un pessimo Presidente per poter poi dire “Lo sapevo che era l’ennesimo imbroglio della casta”.