Autore: redazionerhodus

Al di là di quattro cosette (reddito di cittadinanza e poco altro) nel Movimento non esiste una linea o una visione politica. Tutto va avanti u po’ per caso, mischiando il marketing (sbagliato, spesso) con quella che dovrebbe essere la politica.

Il risultato si condensa in scelte che fanno pensare a un automobilista che viaggi con un tasso alcolico ben oltre i limiti consentiti.

Giuseppe Turani su Uomini e Business, 12 feb 2019

la verità è che lo spettacolo a cui sta assistendo l’Italia oggi è tipico di un paese che ha scelto di trasformare la scorciatoia del complottismo – è sempre colpa degli altri, è sempre colpa di quelli che ci stavano prima, è sempre colpa dei tecnici, è sempre colpa dei burocrati, è sempre colpa dei francesi, è sempre colpa dei Savi di Sion – nel vero collante del cambiamento populista.

Claudio Cerasa, C’è un'ideologia dietro alla tempesta perfetta, "il Foglio", 8 feb 2018.

[Il M5S è peggio della Lega] perché teorizza la distruzione della democrazia rappresentativa, in nome di un'imprecisata democrazia della consultazione online. È inquietante l'idea di mettere in discussione le regole fondamentali delle istituzioni democratiche. Aprirebbe le porte alle pulsione più demagogiche, creando un sistema plebiscitario. È uno scenario spaventoso.

Alessandro Dal Lago, in una intervista sull'HuffPost, 28 gen 2019

[...] Si tratta dunque di una scelta politica immune dal sindacato dell’autorità giudiziaria. “La si può ritenere deplorevole sul piano etico o religioso ma resta la decisione politica di un governo legittimo: il ministro Salvini ha agito in nome e per conto dell’esecutivo, con una decisione, si suppone, condivisa con il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli e con il premier Giuseppe Conte” [...]

la questione adesso è squisitamente politica. Il vicepremier fa bene a chiamare il Parlamento di fronte alle sue responsabilità: esiste o no una maggioranza che sostiene la politica del governo sull’immigrazione? Il numero uno del Viminale non agisce a titolo personale, e nel corso di questi mesi sono affiorate, a più riprese, certe scomode ambiguità tra gli esponenti del M5s. Secondo l’articolo 9 della Legge costituzionale, il comportamento di un ministro, ancorché costituente reato, può non essere perseguito se è stato commesso per proteggere un interesse pubblico superiore. Dunque, i grillini non potranno scaricare la responsabilità sulla magistratura: qui non c’entrano le mazzette ma la condivisione o meno della politica sull’immigrazione. Insomma, la decisione catanese mi sembra un favore fatto a Salvini…”

Intervista a Carlo Nordio su il Foglio del 26 gen 2019.

L'accoglienza di Mattarella a Salvini è un magico colpo di genio “civile” di chi custodisce il naturale e reattivo sentimento democratico unito al necessario sarcasmo antifascista.

Fulvio Abbate sull'HuffPost del 25 gen 2018

... comunque vada a finire la sfida della Tav si lascerà dietro strascichi pesanti. Se a cedere sarà la Lega, dovrà alzare quanto più possibile il prezzo in materia di grandi opere e modello di sviluppo per recuperare la base delusa. Se invece i nudi conti in termini di penali costringeranno i 5S a ingoiare anche solo una parziale ripresa dei lavori, il malumore interno arriverà alle stelle. È l’incubo che tormenta in questi giorni Di Maio: essere costretto alla resa non da Salvini ma dalle cruda realtà delle cifre. Proprio come nel rovinoso caso dell’Ilva.

Andrea Colombo, Tav, lo scontro che i duellanti non possono perdere, "il manifesto", 13 gen 2019.

È ora di porre fine a questo sciagurato “comunismo capitalistico”, con cui si privatizzano gli utili e si rendono pubbliche le perdite, addossando alla collettività l’onere del salvataggio. Occorre nazionalizzare gli assetti fondamentali di questo Paese, dalle banche alla Fiat, reagendo alla “bestia selvatica” (Hegel) del mercato deregolamentato.

Diego Fusaro sul Fatto Quotidiano dell'8 dic 2019. [Non è un fake!]

L’Italia sovranista-populista-demagogica che ha legittimato questo governo – peggiore di ogni possibile immaginazione – è, infatti, sull’orlo della bancarotta non solo metaforicamente. Una compagine di governo – improvvisata e ridicola nella componente grillina, arrogante e nevroticamente autoritativa in quella leghista – sta incartando il Paese in una lunare drammaticità iperbolica e irrealistica per affermare, in un continuo braccio di ferro, il prevalere del messaggio demagogico dell’una rispetto a quello, altrettanto demagogico, dell’altra. E poiché la realtà mediatica costituisce il campo di estrinsecazione di tale duello, bisogna riconoscere che la sua gestione da parte leghista è ben più efficace di quella grillIna; tanto ansiosa di essere efficace nello spasmo continuo di rubare il tempo a tutti e primeggiare incurante se si possono creare dei danni. Salvini, l’uomo che le televisioni riprendono sempre in cammino, di felpa vestito o in camicia e sempre con il telefono attaccato all’orecchio, è il vero grande protagonista di questa rappresentazione.

Paolo Bagnoli, Con Salvini e Di Maio hanno vinto la furbizia e la menzogna, "Il Fatto Quotidiano", 22 dic 2018.

le raccomandazioni sono di chiudere le finestre laddove si percepisce odore, ma soprattutto evitare attività all'aria aperta ed evitare di consumare prodotti colti nell'area circostante all'incendio.

 ASL e ARPA Lazio diventano battutisti meglio di Crozza (cit. da HuffPost).

Mai visto un casino del genere. Il ministro dell’Interno pubblicizza la Barilla, industriali in piazza con le madamine, il ponte lo facciamo in sei mesi, se no in nove anni, la Tav sì, anzi no, anzi la congeliamo, Ischia nel comune di Genova, dichiarata la guerra a Malta, i soldi ci sono, se non ci sono ci saranno, 9 miliardi, 18 miliardi, 37 miliardi, cinquina, tombola, abbasso l’euro, viva l’euro, chissenefrega dell’Europa, nel pomeriggio parliamo con l’Europa, quota 100, facciamo 102, mo’ diamo i soldi a tutti, a tutti no, zitti, che qualcosa a qualcuno daremo, vado in Cina in seconda, magari no, con l’aereo di Renzi, l’Ilva la chiudo, cucù la riapro, chiudo il Tap, quasi quasi ci ripenso, condono sì, condono forse, Fornero no, Fornero un po’, Spelacchio, Spezzacchio. Ma chi cazzo avete votato?

Anonimo su Il Foglio, 6 dicembre 2018

Il clima nei confronti del governo sta cambiando, il Truce si è reso conto di non poter essere sempre Truce e a poco a poco, giorno dopo giorno, flop dopo flop, l’Italia sta scoprendo che la favola dell’opposizione che non c’è si sta dimostrando essere per l’appunto solo una favola. L’opposizione esiste, cresce, matura, ottiene risultati, costringe il governo a rivedere la manovra, ma vive una contraddizione importante: ha un popolo alle spalle ma non ha un leader di riferimento capace di rappresentare quel popolo.

Claudio Cerasa, L’opposizione che funziona oltre Gattuso, "il Foglio", 28 nov 2018.

Di Battista può insultare I giornalisti italiani ma dovrebbe evitare di usare quelle zone del mondo come sfondo fotografico esotico per la sua campagna elettorale. Quando ci lavoravo ( dal 1980 al 1988, prego verificare) gente come lui veniva chiamata sandalisti, terzomondisti, neoimperialisti, voyeur del sottosviluppo. Sono sufficienti questi appellativi, Di Battista? Nessuno, di nessuna nazionalità, avrebbe osato fare di quei paesi ragione di autopromozione politica. Che è quello che il pentastellato sta facendo. Torna a casa, Di Battista, mettici la faccia sull'Italia e vieni a darci delle puttane di persona. Magari qualcuno ti prenderà, per una volta, sul serio.

Lucia Annunziata, Sindaci, giudici e libertà, HuffPost 10 nov 2018