Autore: redazionerhodus

L'accoglienza di Mattarella a Salvini è un magico colpo di genio “civile” di chi custodisce il naturale e reattivo sentimento democratico unito al necessario sarcasmo antifascista.

Fulvio Abbate sull'HuffPost del 25 gen 2018

... comunque vada a finire la sfida della Tav si lascerà dietro strascichi pesanti. Se a cedere sarà la Lega, dovrà alzare quanto più possibile il prezzo in materia di grandi opere e modello di sviluppo per recuperare la base delusa. Se invece i nudi conti in termini di penali costringeranno i 5S a ingoiare anche solo una parziale ripresa dei lavori, il malumore interno arriverà alle stelle. È l’incubo che tormenta in questi giorni Di Maio: essere costretto alla resa non da Salvini ma dalle cruda realtà delle cifre. Proprio come nel rovinoso caso dell’Ilva.

Andrea Colombo, Tav, lo scontro che i duellanti non possono perdere, "il manifesto", 13 gen 2019.

È ora di porre fine a questo sciagurato “comunismo capitalistico”, con cui si privatizzano gli utili e si rendono pubbliche le perdite, addossando alla collettività l’onere del salvataggio. Occorre nazionalizzare gli assetti fondamentali di questo Paese, dalle banche alla Fiat, reagendo alla “bestia selvatica” (Hegel) del mercato deregolamentato.

Diego Fusaro sul Fatto Quotidiano dell'8 dic 2019. [Non è un fake!]

L’Italia sovranista-populista-demagogica che ha legittimato questo governo – peggiore di ogni possibile immaginazione – è, infatti, sull’orlo della bancarotta non solo metaforicamente. Una compagine di governo – improvvisata e ridicola nella componente grillina, arrogante e nevroticamente autoritativa in quella leghista – sta incartando il Paese in una lunare drammaticità iperbolica e irrealistica per affermare, in un continuo braccio di ferro, il prevalere del messaggio demagogico dell’una rispetto a quello, altrettanto demagogico, dell’altra. E poiché la realtà mediatica costituisce il campo di estrinsecazione di tale duello, bisogna riconoscere che la sua gestione da parte leghista è ben più efficace di quella grillIna; tanto ansiosa di essere efficace nello spasmo continuo di rubare il tempo a tutti e primeggiare incurante se si possono creare dei danni. Salvini, l’uomo che le televisioni riprendono sempre in cammino, di felpa vestito o in camicia e sempre con il telefono attaccato all’orecchio, è il vero grande protagonista di questa rappresentazione.

Paolo Bagnoli, Con Salvini e Di Maio hanno vinto la furbizia e la menzogna, "Il Fatto Quotidiano", 22 dic 2018.

le raccomandazioni sono di chiudere le finestre laddove si percepisce odore, ma soprattutto evitare attività all'aria aperta ed evitare di consumare prodotti colti nell'area circostante all'incendio.

 ASL e ARPA Lazio diventano battutisti meglio di Crozza (cit. da HuffPost).

Mai visto un casino del genere. Il ministro dell’Interno pubblicizza la Barilla, industriali in piazza con le madamine, il ponte lo facciamo in sei mesi, se no in nove anni, la Tav sì, anzi no, anzi la congeliamo, Ischia nel comune di Genova, dichiarata la guerra a Malta, i soldi ci sono, se non ci sono ci saranno, 9 miliardi, 18 miliardi, 37 miliardi, cinquina, tombola, abbasso l’euro, viva l’euro, chissenefrega dell’Europa, nel pomeriggio parliamo con l’Europa, quota 100, facciamo 102, mo’ diamo i soldi a tutti, a tutti no, zitti, che qualcosa a qualcuno daremo, vado in Cina in seconda, magari no, con l’aereo di Renzi, l’Ilva la chiudo, cucù la riapro, chiudo il Tap, quasi quasi ci ripenso, condono sì, condono forse, Fornero no, Fornero un po’, Spelacchio, Spezzacchio. Ma chi cazzo avete votato?

Anonimo su Il Foglio, 6 dicembre 2018

Il clima nei confronti del governo sta cambiando, il Truce si è reso conto di non poter essere sempre Truce e a poco a poco, giorno dopo giorno, flop dopo flop, l’Italia sta scoprendo che la favola dell’opposizione che non c’è si sta dimostrando essere per l’appunto solo una favola. L’opposizione esiste, cresce, matura, ottiene risultati, costringe il governo a rivedere la manovra, ma vive una contraddizione importante: ha un popolo alle spalle ma non ha un leader di riferimento capace di rappresentare quel popolo.

Claudio Cerasa, L’opposizione che funziona oltre Gattuso, "il Foglio", 28 nov 2018.

Di Battista può insultare I giornalisti italiani ma dovrebbe evitare di usare quelle zone del mondo come sfondo fotografico esotico per la sua campagna elettorale. Quando ci lavoravo ( dal 1980 al 1988, prego verificare) gente come lui veniva chiamata sandalisti, terzomondisti, neoimperialisti, voyeur del sottosviluppo. Sono sufficienti questi appellativi, Di Battista? Nessuno, di nessuna nazionalità, avrebbe osato fare di quei paesi ragione di autopromozione politica. Che è quello che il pentastellato sta facendo. Torna a casa, Di Battista, mettici la faccia sull'Italia e vieni a darci delle puttane di persona. Magari qualcuno ti prenderà, per una volta, sul serio.

Lucia Annunziata, Sindaci, giudici e libertà, HuffPost 10 nov 2018

Speriamo che siano solo due inetti di successo, due energumeni che non sanno quello che fanno e alla fine litigheranno alla prima incrinatura dei sondaggi e delle pulsioni prepolitiche interne ai loro movimenti. Speriamo. Ma dietro la baldanza maligna forse si nasconde, e nemmeno tanto bene, l’idea che scassata l’Italia se ne fa una nuova, via dall’Europa, il famoso piano B, via dalle vecchie alleanze, via dalla moneta unica, via dalle regole, in una scommessa di distruzione creativa al vertice della quale sta il ritorno ai vecchi caratteri autarchici di una nazione che punta sulla svalutazione come unico mezzo di competizione, come unica risorsa di mercato, e sulla costruzione di un orgoglio di cartone, teatrale, plateale. Con il bottino che stanno portando a casa in tutti i campi, e l’opposizione spaesata e l’Europa dei fatti politici indebolita a favore dell’Europa commissaria e banchiera, per adesso l’unica prospettiva che si può divinare è un tanto peggio, tanto meglio, la versione per illetterati buonsensai del famoso brocardo conservatore dell’aristocrazia siciliana di fronte all’unificazione nazionale dall’alto.

Giuliano Ferrara, Fare del grande disordine una leva per un nuovo ordine, "Il Foglio", 1 nov 2018.

Adesso dovete spiegarmi perché, in un paese in cui si chiudono i porti con tutte le navi dentro, in cui si sbaracca un popoloso comune come Riace in un battibaleno, e in cui persino il pericoloso hockey è stato messo in condizioni di non nuocere*, manco i lodigiani volessero invadere Valdagno per imporre delle mense separate, non si riesca a sgomberare una casa occupata da quattro facinorosi di CasaPound perché le forze dell’ordine hanno paura di “un bagno di sangue”

(*il riferimento è al divieto prefettizio di vendere ai tifosi lodigiani biglietti della partita di hokey a rotelle Admiral Valdagno-Amatori Wasken per paura di disordini).

Maurizio Crippa, Da Lodi a Casa Pound, “il Foglio”, 24 ott 2018.

Idee irresponsabili (…) di scioccante incompetenza (…) che minacciano di affondare l'Italia in un caos degno di Babele. (…) Dichiarazioni lontane da ogni realtà, come quelle che vengono ripetutamente rilasciate da esponenti del Movimento 5 Stelle, sono testimonianza di disorientamento ed incoerenza, nonché di una politica dell'arbitrarietà senza alcuna competenza.

Il Presidente della Provincia di Bolzano, Arno Kompatscher, sulle dichiarazioni del Ministro per i Rapporti con il Parlamento, Riccardo Fraccaro (M5S), che ritiene che i lavori del Tunnel di Base del Brennero dovrebbero essere bloccati.