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Il declino dell’Università e l’accettazione della mediocrità

grad-dropoutCi sono alcuni temi che noi di Hic Rhodus seguiamo con una certa costanza, perché riteniamo che siano determinanti per il presente e il futuro del nostro paese. Uno di questi è il deficit che l’Italia accusa in termini di cultura e di conoscenza, e a quello che si può fare per contrastarlo a partire dalla scuola, fino all’Università, ai luoghi di lavoro, alla ricerca scientifica.

Non potevamo quindi non commentare un’ennesima notizia che evidenzia questo deficit, e cioè il fatto che negli ultimi anni il numero degli studenti che si immatricolano all’Università in Italia sta diminuendo. Ne parla con efficacia, sul Corriere, Ernesto Galli della Loggia, ma non è forse superfluo aggiungere qualche nostra considerazione.

Siamo tutti meridionali, che ci piaccia o no

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Qualche settimana fa, la Svimez (Associazione per lo sviluppo dell’industria nel Mezzogiorno) ha diffuso i dati relativi al suo rapporto 2015 sull’economia del Mezzogiorno, delineando un panorama talmente sconfortante che i principali mezzi di comunicazione hanno all’unisono fatto ricorso a titoli come “Il Sud sta peggio della Grecia”, sottolineando l’ampliarsi del divario tra il Mezzogiorno e il Centro-Nord, fino a riproporre l’ormai consueta immagine del “Sud zavorra d’Italia”, una specie di freno a mano tirato che impastoia la “locomotiva” del Settentrione.

Ma è proprio così? E quali sono le cause di questa situazione?

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I nostri ragazzi non capiscono nulla di economia. È solo colpa loro?

[I dati qui presentati sono stati aggiornati con un post del 21 Marzo 2018]

Qualche giorno fa, sono stati resi noti i risultati di un’indagine condotta in 18 paesi nell’ambito del PISA (il programma OCSE per la valutazione degli studenti) sulle competenze di base in ambito economico-finanziario degli studenti quindicenni.

I risultati, come non di rado accade, sono particolarmente poco lusinghieri per i ragazzi italiani (che sono risultati complessivamente al 17° posto seguiti solo dai coetanei colombiani), e vale la pena di analizzarli più da vicino, chiedendoci anche se in questo caso quella emersa sia una lacuna imputabile principalmente ai ragazzi stessi, alla qualità dell’istruzione che ricevono, o ad altre ragioni.