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L’ Italia, gli Europei e perché tutti amano il calcio

tribuCon la partita di sabato scorso contro i campioni del mondo della Germania s’è purtroppo chiusa la spedizione azzurra agli Europei di Francia, che ha comunque riservato agli appassionati momenti entusiasmanti. Le inattese vittorie contro Belgio e Spagna, entrambe contro i pronostici e le classifiche internazionali, sono state certamente frutto di acume tattico e determinazione, ma l’Italia non è stata autrice delle uniche né delle maggiori sorprese nel torneo, visti i risultati ad esempio dell’Islanda, che ha eliminato l’Inghilterra prima di essere battuta dalla Francia. E a proposito dell’Inghilterra, quest’anno il campionato inglese ha registrato la sorpresa forse più grande della storia, con la vittoria del Leicester.

Ma è una sorpresa che il calcio sia ricco di sorprese? E c’è qualcosa che le collega col fascino universale del calcio? Forse sì. 

Il calcio italiano, dai ricchi scemi agli utili idioti?

Borgorosso

Si è appena conclusa la tragicomica vicenda dell’elezione del nuovo Presidente della FIGC, la Federazione Calcio italiana, con la nomina di Carlo Tavecchio, già presidente della Lega Dilettanti. Come si sa, Tavecchio, un settantunenne apparentemente destinato a essere un candidato “istituzionale” e piuttosto grigio, è diventato improvvisamente noto per una sua improvvida dichiarazione di sfondo razzista. Se questo incidente non è bastato a impedirgli di essere eletto a rappresentare il nostro calcio, è forse però una buona ragione per dedicare una breve riflessione alla degenerazione del mondo del calcio in Italia, osservando il fenomeno senza posizioni di parte da difendere.

E se smettessimo di seguire il calcio?

Mi sono deciso di rovinare la reputazione di Hic Rhodus perdendo in un colpo solo la metà dei lettori scrivendo un post contro il calcio. Che in Italia è un po’ come parlare male della mamma, sputare su un impiego alla Regione, far stracuocere gli spaghetti… Ho aspettato l’occasione buona e mi pare questa: buttati fuori con disonore dai Mondiali, privati dei vertici tecnici e federali, il popolo calcistico italiano appare inebetito e privo di capacità reattiva; per poco, lo so, ma intanto è possibile farla franca e allora ci provo. Il calcio è un brutto gioco; non è più uno sport ma al massimo uno spettacolo artefatto, un po’ come il wrestling; costa milioni alla collettività (non solo ai tifosi); provoca danni; è politicamente scorretto e immorale; è diseducativo. Credo di non avere dimenticato nulla, quindi corro ad argomentare.