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Moriremo ammazzati come cani?

NOMON

L’ennesimo omicidio di massa negli Stati Uniti, con l’esasperazione di Obama e l’apparente inutilità degli appelli liberali a un maggior controllo sulla vendita delle armi, non può non scuoterci. Una volta assistevamo alla follia omicida americana con sdegno e pietà, giudicandola una stortura nella grande democrazia di oltre Oceano ma ora, dopo Parigi, l’esodo massiccio di immigrati di cui si sussurra di infiltrazioni jihadiste, con i continui furti in villa e le reazioni estreme delle vittime che sparano prima di dare il “chi va là?”, insomma, oggi com’è noto l’allarme sociale è cresciuto e offusca anche l’ottimismo economico che pare in crescita anche da noi. Diciamolo: siamo preoccupati; abbiamo un po’ paura; la violenza si diffonde attorno a noi; chi può si prepara al peggio e chi non sa come difendersi si barrica in casa. Moriremo ammazzati come cani?

Malandrini e complici

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(mala ‘ndrina : cattiva famiglia)

Si parla in questi giorni di mafia a Roma. In Italia si ha la cattiva abitudine di generalizzare e di applicare etichette più a livello di “suona bene” mediatico che di appropriata definizione di un fenomeno. In questo caso di “mafia” ce n’è pochina. Criminalità certamente, ma criminalità di bassa lega assurta a “colletto bianco” per l’infimo livello civile e morale del contesto politico di riferimento. Non vorrei apparire un favoreggiatore esterno, ma gli uomini di ‘ndrangheta che ho conosciuto io a quei politici li possono guardare dall’alto in basso. C’è un solo punto in comune (o in Comune!) con questo caso ed è che anche questi squallidi criminali disponevano in modo totale dei sodali politici.

La droga fa male, ma anche le carni rosse non scherzano

La droga fa male, punto e basta. Poiché poco più avanti il lettore troverà invece una dichiarazione a favore della legalizzazione della cannabis che potrebbe sconcertare, voglio proporre questo incipit in maniera chiara: la droga fa male, tutte le droghe incluse quelle chiamate “leggere”. Per essere breve vi rimando a un’unica fonte istituzionale (il Dipartimento Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio dei ministri) del 2010, segnalandovi, in pillole:

  • danni alla salute; per esempio gli agenti cancerogeni presenti nella marijuana sono il 50-70% in più del tabacco; il THC, principio attivo della cannabis, deprime il sistema immunitario; maggiore possibilità di attacco cardiaco; infertilità maschile; etc.;
  • danni sociali: minor successo scolastico per i consumatori; maggiori incidenti per i lavoratori consumatori; depressioni e disturbi della personalità; etc.

Prostituzione, l’ipocrisia che alimenta il business

Parlare (seriamente) di prostituzione significa parlare almeno di questi due argomenti:

  1. il significato simbolico e culturale della prostituzione, il suo ruolo nell’organizzazione sociale, la sua necessità nel contesto di un’ipocrisia diffusa che la nega e contemporaneamente l’alimenta;
  2. il significato economico malavitoso, il problema giuridico, l’eventuale ipotesi risolutiva del problema.

Non credo di dover rammentare, prima di iniziare il post, che l’argomento è delicato sotto molteplici profili: quasi sempre le prostitute sono persone sofferenti, sfruttate, a volte schiave; la prostituzione, riguardando la sfera sessuale, è argomento per molti urtante e coinvolge credenze morali profonde; i dati, infine, e le conseguenti analisi, sono vaghi, incerti, ipotetici (e anche datati come vedrete). Tutto ciò premesso il tema della prostituzione ha valore paradigmatico, metaforico quasi, ed è utile per una riflessione politica, vorrei dire di politica della morale.