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Il Piano di contrasto alla Povertà: una misura seria o uno specchietto per le allodole?

spiccioliPochi giorni fa, il Ministro del Welfare Poletti ha commentato in questo modo la recente approvazione del Piano di contrasto alla povertà da parte del Governo: finalmente anche in Italia abbiamo “un istituto unico nazionale a carattere universale per sostenere le persone in condizione di povertà”. Ma la misura approvata, e che di cui il Parlamento dovrà poi varare il decreto attuativo, ha le caratteristiche per essere davvero efficace? Ed è forse un passo nella direzione del “reddito di cittadinanza” invocato dal Movimento Cinque Stelle? Vediamo.

La proposta di Boeri sulle pensioni è troppo giusta per essere vera

Detto, fatto. Come aveva annunciato qualche mese fa, il presidente dell’INPS Tito Boeri ha fatto pubblicare una vera e propria bozza di provvedimento legislativo per una (nuova) riforma delle pensioni e di alcune forme di assistenza al reddito, con lo scopo di ridimensionare le pensioni più sproporzionate rispetto ai contributi versati per finanziare una forma di reddito minimo per gli ultracinquantacinquenni. Come dice il titolo del documento “Non per cassa, ma per equità”, l’effetto complessivo auspicato non sarebbe una riduzione della spesa ma lo spostamento di risorse del welfare nella direzione di una maggiore equità. Vediamo se è vero.

Com’è difficile aiutare i poveri!

povertydayPeriodicamente, anche qui su Hic Rhodus, discutiamo le statistiche e le prese di posizione politiche a proposito del problema della povertà e della disuguaglianza sociale; si tratta di un tema che è spesso al centro dell’agenda politica, talvolta trattato in modo inesatto o semplicemente demagogico. Cogliamo l’occasione di un recente rapporto della Caritas sulle politiche contro la povertà in Italia per riprendere il filo e cercare di orientarci tra le molte proposte e idee, non tutte realistiche, che circolano tra gli “addetti ai lavori”.

Il M5S insiste sul reddito di cittadinanza, ma è una cosa seria?

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Nel tentativo di riguadagnare propositività su temi di contenuto, il M5S è tornato a richiamare con forza attenzione sul proprio disegno di legge per il cosiddetto reddito di cittadinanza, che era già stato un cavallo di battaglia nella campagna elettorale per le scorse elezioni europee e che, alle precedenti elezioni politiche, in una forma o nell’altra e con maggiore o minore enfasi, aveva trovato spazio anche nei programmi di Scelta Civica (“reddito di sostentamento minimo”) e del PD (“reddito minimo”). Nonostante che alcuni giornali abbiano tentato di aiutare gli elettori a districarsi tra queste diverse proposte in ambito di welfare, mi sembra che tuttora ci sia parecchia confusione in materia. A questa confusione contribuisce anche il fatto che l’attuale proposta di legge del M5S è diversa da quella che era stata presentata nel 2013, e ovviamente da quelle che in diversa forma erano state delineate da altri partiti. Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza.

Reddito di cittadinanza, reddito minimo… facciamo chiarezza

Nelle settimane immediatamente precedenti le elezioni europee, tra gli argomenti toccati dalla campagna elettorale c’è stato quello del reddito di cittadinanza, una proposta che, a onor del vero, era già stata avanzata dal M5S sia alle scorse politiche che, in modo circostanziato, alcuni mesi fa, e che alle scorse elezioni politiche, in una forma o nell’altra e con maggiore o minore enfasi, aveva trovato spazio nei programmi di Scelta Civica (“reddito di sostentamento minimo”) e del PD (“reddito minimo”). In quel periodo, alcuni giornali tentarono di aiutare gli elettori a districarsi tra queste diverse proposte in ambito di welfare, ma mi sembra che tuttora ci sia parecchia confusione in materia. Proviamo quindi a fare un po’ di chiarezza.