Il bonus dei “furbetti” è una questione di disinformazione giornalistica, populismo giustizialista, distrazione politica di massa.
Il bonus dei “furbetti” è una questione di disinformazione giornalistica, populismo giustizialista, distrazione politica di massa.
Arriva il referendum sul taglio dei parlamentari, fra la totale assenza di un dibattito decente e la vergogna di chi ci ha condotti a questo punto.
Il Covid 19, secondo i complottisti, è uno strumento per dominarci e renderci schiavi. Cerchiamo di capire come si può arrivare a pensare tali assurdità.
In tema di immigrati la sinistra continua a sbagliare approccio, e scorda che una vera integrazione passa dal riconoscimento dei doveri dei migranti, non solo dei loro diritti.
Il capo dell’opposizione, Nicola Zingaretti, dice finalmente a chiare lettere che in questo governo non funziona niente, ma proprio niente. Bene! Era ora. E adesso?
Attorno al graaande tavolo delle riforme nessuno sederà dalla parte del torto e tutti saranno soddisfatti. I coltelli usciranno dopo, e affilati, quando arriveranno i soldi e si dovranno tradurre principi astratti in azioni concrete.
Avere i soldi dall’Europa è stato difficile, ma fare le riforme richieste, e farle bene, potrebbe essere quasi impossibile.
Conte esce vittorioso dal vertice europeo sul Recovery Fund. Ma anche Rutte e i “frugali”. Ne esce ammaccata l’idea di Europa ma, specialmente, ora dobbiamo dimostrare di esserci meritati quei soldi.
Anche Hic Rhodus aderisce finalmente alla campagna galattica per un linguaggio politicamente corretto. E ricordate: la guerra è pace!
L’Istat ha condotto un’indagine sulla sieroprevalenza. Diamine! E chi lo sapeva? Le ragioni di un fallimento.
I simboli sono potenti strumenti di comunicazione politica, a saperli usare. Ma in Italia chi ha il carisma, la visione, la capacità di mostrare nuovi simboli per la sfida che ci attende?
L’aggressione di Beatrice Ion ci deve fare riflettere sulla necessità di isolare socialmente, politicamente, civicamente, i rei di delitti infami contro la collettività.
La cooperazione allo sviluppo (che comunque in Italia si fa pochissimo) costa troppo per quello che realmente produce.
Il linguaggio politicamente corretto dilaga invadendo tutti gli spazi della nostra vita sociale. Ma si tratta di una trappola.