La sconfitta umbra evidenzia l’incapacità d’analisi della sinistra riformista e il fallimento della sua pentastellizzazione.
La sconfitta umbra evidenzia l’incapacità d’analisi della sinistra riformista e il fallimento della sua pentastellizzazione.
I partiti di Zingaretti e Di Maio sembrano non essersi resi conto di come, una volta imboccato il sentiero della coalizione, sarà impossibile tornare sui propri passi. Anche nel caso di una sconfitta nelle elezioni umbre. (P. Mieli, Corriere della Sera del 25 ottobre 2019).
Correre a votare i populisti a 5 Stelle per fare diga contro i populisti salviniani, è come volere spegnere il fuoco con taniche di benzina.
Non omologatevi!
Chi giudicasse le prospettive dell'Italia solo sulla base dei numeri contenuti nei documenti ufficiali stenterebbe a cogliere i segni di una ritrovata consapevolezza della serietà dei rischi che incombono sulla nazione per via della mole ingente del debito pubblico. E l'esperienza del passato, anche recente, ci insegna che mutamenti nell'umore dei mercati finanziari, causati da shock economici o politici, interni o internazionali, possono essere repentini. (Osservatorio sui conti pubblici italiani. Un'analisi da leggere per intero).
Un lettore del Fatto ringrazia il Direttore per aver ricordato quanto sia sana e giusta la gogna mediatica.
L’impolitica dilaga. Troveremo una strada per non omologarci, resistere, e tornare alla politica argomentata?
Anche se Di Maio non sbaglia più i congiuntivi, il M5S è rimasto lo stesso di sempre. E’ il PD, invece, che sta rapidamente cambiando; in peggio.
Per qualche strano motivo si è diffusa l’idea che l’improbabile, esorbitante numero di format politici che è vanto e gloria del palinsesto italiano sia “sinonimo di democrazia”, e che al contrario, tutti quei senatori e deputati fossero solo un inutile spreco della politica, pardon della “casta”, e tanti saluti a pesi, contrappesi e garanzie. Oggi Di Maio rivendica con orgoglio una vittoria che, più ancora che col Pd, andrebbe condivisa con “Striscia la notizia”, “Le Iene”, “Report”, “Ballarò”, “Dritto e rovescio”, “Piazza Pulita” e tutta la compagnia di giro. Dietro quell’ottanta per cento di italiani che gioiscono per la scure che ha tagliato i costi della nostra democrazia ci sono anche i frutti di almeno quindici anni di telepolitica scatenata. (Andrea Minuz, La politica travolta dal trash, "il Foglio", 13 ott 2019(
L’invasione degli ultracorpi
Renzi rottama, vince, stravince! Tutti renziani.
Gentiloni, un altro stile, un gran signore, ottimo Gentiloni.
Salvini, un grande, mio Capitano!
Conte 2, uno statista, viva Conte!
(to be continued…)
L’offerta umbra per il voto del 27 ottobre (rinnovo del Consiglio regionale) ha il sapore stravagante e gioioso dei Village People, di Grease, dell’indecenza appena nascosta sotto una patina di smarrimento epocale. Sono lieto di […]
L’imminente conflitto turco-curdo mostra – se solo lo si vuol vedere – la diversa prospettiva geopolitica che dovrebbe animare l’Europa.
White House statement demonstrated a complete lack of understanding of anything happening on the ground (Brett McGurk, former US special envoy for the fight against Isis (Brett McGurk, former US special envoy for the fight against Isis)
La Sanità pubblica è un sistema complesso, e ha problemi complessi. Non cercare soluzioni complesse significa fallire in partenza.
Voto ai sedicenni? O voto solo a chi è in grado di capire perché votare? Una proposta libertaria.