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Il difficile ruolo delle avanguardie politiche nella società dell’omologazione – 1

parte 1

1^ parte – Le avanguardie politiche

È noto che le funzioni delle avanguardie riguardano il progresso (o una sua idea), il superamento del vecchio (o ritenuto tale), l’innovazione. Senza qualcuno che insiste nella sua idea, credendola buona e rischiando per essa, resteremmo perennemente fermi nelle convinzioni, nelle tecnologie, nelle soluzioni che già furono dei nostri padri e nonni, collettivamente rassicurati dal fatto che se hanno funzionato per loro funzioneranno anche per noi. Ed effettivamente, in un certo senso, è proprio così. Quando si moriva a quarant’anni per mancanza di farmaci non si pensava che infilandosi inquietanti aghi nelle vene si sarebbe potuti vivere… chissà? Fino a cinquant’anni, forse addirittura sessanta! E doveva essere pazzo chi si assoggettava a tali punture! La stessa cosa vale per la scienza in generale, per l’arte, la filosofia, la politica e non si creda che non valga anche per i piccoli comportamenti quotidiani che ci riguardano. Il termine |avanguardia| è particolarmente legato ai gruppi sperimentali artistici fra fine ‘800 e ‘900, riprendendo dal linguaggio politico rivoluzionario dell’epoca; qui verrà utilizzato in senso più generale e politicamente neutrale nel senso di individui o gruppi con idee innovatrici contrapposto a mainstream, omologazione, potere culturale costituito. La riflessione che voglio proporre riguarda la necessità delle avanguardie anche politiche, e la difficoltà crescente che possano emergere nell’epoca contemporanea.

Individualismo, corporativismo, diritti acquisiti… Come tenere ferma l’Italia

25 Individualismo e diritti acquisiti

Prendo spunto dalla recente vicenda Aldrovandi per parlare in realtà dell’atomizzazione sociale che sta attraversando la nostra società, della frammentazione delle appartenenze, dell’irriducibilità dei presunti diritti contrapposti. Inizio da Androvandi ma parlerò poi di politica, di economia, di un mucchio di cose perché il tema che voglio affrontare è generale, trasversale, ammorba tutto e tutti e come una malattia tardivamente riconosciuta e mal curata sta disgregando il tessuto connettivo della nostra società.