Tag: televisione

Realiti mette in scena l’Italia del selfie, il narcisismo dei poveri. Ha come mentore Enrico Lucci, un conduttore che cerca di raccontare il Paese profondo, senza mai assumere una visione moralista o sprezzante. L’obiettivo è di cogliere la dimensione nazional-popolare, una visione che traghettò la Rai dalla televisione pedagogica a quella generalista [...]

Carlo Freccero a proposito del "caso Lucci" e di Realiti, oggi sul "Fatto Quotidiano".

Il Trono di Spade fra Brooklyn e Garbatella

Il_Trono_di_Spade

L’inverno sta arrivando.

Sì, guardo il Trono di Spade e mi piace. No, non vi saprei fare un riassunto perché con una stagione l’anno e una proliferazione di casate e personaggi e sotto-trame di questa mole ho perso il filo. Comunque è facile: c’è un trono conteso, diversi personaggi cattivi e perfidi in competizione, consiglieri infidi che tradiscono, assassinii (14 in media nella seconda serie – fonte – ma hanno migliorato nel tempo), parricidi, stupri, incesti e poi, vediamo… religioni stravaganti, zombi gelati che arrivano da un misterioso Nord (Salvini questa volta non c’entra) e donne accaldate e perciò discinte, tutte giovani e graziose e dai comportamenti decisamente licenziosi. Ah! Ci sono anche tre draghi!

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La finta realtà televisiva costruisce vere opinioni negli spettatori

 

Mi faccio vanto di non guardare mai certe reti televisive e in particolare certi programmi. Lo so, è un atteggiamento snob indegno di un sociologo, commentatore e blogger, ma la mia ostilità è troppo forte e trovo modo di spiegarvela a partire dal recente caso di Striscia la notizia che ha licenziato in diretta due inviati, Fabio e Mingo, dopo avere appurato che la loro inchiesta su un finto avvocato barese era una bufala inventata di sana pianta, come altri servizi precedenti. La faccenda è venuta alla luce solo perché si è mossa la Procura che ha deciso di perseguire il presunto reo chiedendo atti e carte inesistenti. Se Fabio e Mingo si fossero limitati a costruire finti servizi su casi meno “sensibili” per un procuratore probabilmente sarebbero ancora al loro posto a scandalizzare bravi cittadini con finti preti, finti cartomanti, finti pescivendoli e altre finzioni che da decenni (questo è il punto) la televisione spazzatura propina per lo scandalo dei benpensanti, la rabbia degli indignati, l’incredulità dei creduli.