Autore: Claudio Bezzi

Mandrakista. Detesto gli ideologismi, i populismi, i discorsi politicamente corretti. Ho anche un blog di racconti, Kafka srL: kafkasrl.wordpress.com

A un anno esatto dall’insediamento del nuovo governo gialloverde (1° giugno 2018), la giustizia italiana si ritrova stravolta. Le riforme volute dall’esecutivo e approvate in Parlamento da Movimento 5 stelle e Lega (carceri, anticorruzione, prescrizione, stop alla nuova disciplina delle intercettazioni, legittima difesa, decreto sicurezza, referendum propositivo in materia penale, voto di scambio) hanno cambiato i connotati del sistema giudiziario, nel segno delle manette e del populismo penale, e il peggio probabilmente deve ancora venire (la riforma del processo penale e civile). Il tutto accompagnato da una tambureggiante retorica giustizialista, diretta ad alimentare gli impulsi più manettari della opinione pubblica.

Ermes Antonucci, Un anno di forca, "il Foglio", 1 giu 2019

I risultati clamorosi della Lega a Riace e Lampedusa mettono definitivamente la parola “fine” alle magliette rosse, gli arancini, i #restiamoumani, il #noninmionome e altre bischerate retoriche e consolatorie che hanno finora impedito ai democratici di costruire un pensiero, un progetto, una reale e credibile alternativa. Se i riformisti, liberali, socialisti fino alla nuova Sinistra non capiranno, tutti, nessuno escluso, questa ovvietà, la destra ottusa e panciuta continuerà a decidere le politiche italiane.