La bagarre in aula sul ddl Zan è uno specchietto per le allodole, una grande finzione simbolica da parte di una politica che non conta, non sa contare, non è rilevante sui problemi cruciali del Paese.
La bagarre in aula sul ddl Zan è uno specchietto per le allodole, una grande finzione simbolica da parte di una politica che non conta, non sa contare, non è rilevante sui problemi cruciali del Paese.
Cuba allo stremo economico e pandemico. La gente scende in piazza contro il regime, e Biden mostra ancora una volta la storica incapacità americana a interagire con l’Isola.
La strada di Napoli dedicata ad Arafat è segno di un’ideologia fondata sull’ignoranza della storia.
L’attesa della finale sembra non finire mai. Poi, all’improvviso, sarà tutto finito, in un modo o nell’altro. Forza Italia!
Le vaccinazioni vanno spedite ma in termini assoluti siamo ancora indietro. Intanto abbiamo iniziato ad ammassarci come sardine e i nuovi casi sono destinati a salire. Non è che stiamo sbagliando qualcosa?
Il problema del linguaggio di genere è reale. Ma ci sono modi corretti per affrontarlo e scivoloni ridicoli da evitare.
Malika Chalhy, cacciata da casa perché omosessuale, è stata al centro di una gara di solidarietà. Ma niente paura! Ci hanno pensato Selvaggia Lucarelli e il Codacons e risistemare le cose.
Clamorosa confessione di Grillo: ci ha sempre presi per il culo, consapevolmente e ripetutamente.
Veridico resoconto della conferenza stampa di un noto uomo politico, ieri, con gli antecedenti e gli accidenti del caso.
Il dibattito sui diritti LGBT (analogamente a quello sui diritti delle donne) ha subito un’accelerazione impropria privata di prospettiva storica.
Continuano a proporre leggi particolaristiche, inseguendo l’emotività del momento. Leggi inutili, sbagliate, e a volte dannose.
Sono stato al mare e ho fatto alcune osservazioni per la nostra rubrica sulle stranezze italiche.
Cerco disperatamente notizie politiche. E invece trovo solo rappresentazioni meschine di personaggi problematici.
Di fronte al male del mondo la risposta più intelligente è razionalistica, e non etica.
Dobbiamo fare i conti con l’enorme diffusa sofferenza psicologica e sociale. È necessario non per dovere morale, ma per intraprendere qualunque azione politica.