Piccolo bilancio marino (quasi) post Covid

Sono tornato ieri da due settimane di mare. Sono bellissimo, tutto abbronzato. Non vi dirò dove perché non ha molta importanza, diciamo non Rimini, non la Sardegna, ma un posto un po’ di nicchia, dove incontri il burino romano e l’intellettuale con la evve moscia. A me piace, è molto tranquillo, quasi sperduto… Mentre stavo là a godermi il sole e a fare le foto che accompagnano questo articolo, ho ragionato su un po’ di cose, che vi ripropongo qui, così di corsa:

  • le mascherine le portavano sì e no il 5%, anticipando l’imminente decreto liberatorio; ma va bene così, dai; anch’io, che sono un rigoroso, trovavo buffi, quasi alieni, i due, tre villeggianti che arrancavano in ciabatte sollevando sbuffi di sabbia, con la mascherina in mezzo a un popolo ignudo, impegnato a fare tuffi a bomba, bagni di sole e castelli di sabbia; 
  • i prezzi dei negozi, al paesello, sono scandalosi; dite: “Campiamo con questi tre mesi di turismo…”; dite: “C’è stato il Covid, dobbiamo rifarci…”. No: siete proprio stronzi. C’è una intelligenza meschina dietro l’eccessiva speculazione che stanca il turista che, volendo, può sempre mandare tutti dove sapete e cambiare destinazione verso lidi (e ce ne sono parecchi) dove il turista non viene considerato un pollo da spennare, vecchio vizio dell’industria turistica accattona italiana;
  • i bambini: il 50% è obeso o vistosamente sovrappeso, una patologia quasi sconosciuta venti anni fa; è interessante notare che il 50% di questi hanno la madre magra che si atteggia a strafica (costume osé, trucco vistoso, evidente frequentazione di palestra); morale: chiamate i servizi sociali!
  • sempre i bambini: il 30% è maleducato, irrispettoso e rumoroso; ma il 70% di costoro ha genitori che, anche se presenti, se ne infischiano, guardano altrove, non intervengono (ciò spiega perché hanno bambini rompicoglioni); futuri bulli di periferia crescono;
  • bambine femmine fino – diciamo – ai 7-8 anni: ma perché gli mettete il due pezzi? Scusate, ma a queste povere creature fate prendere il sole, senza inutili strisce di stoffa a imitazione delle mamme!
  • Topless! Adesso parliamo di topless; spariti per un ventennio e oltre, già si affacciavano timidamente da un paio d’anni; quest’anno ne ho visti diversi (nel senso che ho visto le signore in topless e subito girato lo sguardo verso l’orizzonte o altro): diverse ragazze ma non poche signore, anche piuttosto stagionate e in ciccia. Evviva! Io credo che il topless sia igienico, sano, piacevole e segno di libertà femminile. Donne, toglietevi il reggiseno e prendete il sole!
  • Sporcizia: ho trovato due chilometri di spiaggia libera, senza stabilimenti, completamente lercia; vecchi bidoni arrugginiti, pneumatici di camion, cassette di frutta di plastica, bottiglie… Ormai do loro un nome, perché – per esempio – il bidone arruginito – io lo chiamo Pierluigi – lo trovo proprio lì ogni anno… Ma porcaccia la miseria, Comune di XXX, prendi due operai, un camioncino, e una volta l’anno fa’ pulizia. Quella spiaggia di nessuno è anche la mia, io vi vengo a portare soldi e voglio che il bel mare abbia una splendida spiaggia.

(Tutte le foto sono di Claudio Bezzi)