Piangiamo i morti e capiamo umanamente chi si prepara a vendicarli in tribunale. Ma le denunce non avranno esito positivo e i mille mali italiani (non solo in sanità) hanno bisogno d’altro.
Piangiamo i morti e capiamo umanamente chi si prepara a vendicarli in tribunale. Ma le denunce non avranno esito positivo e i mille mali italiani (non solo in sanità) hanno bisogno d’altro.
Finalmente sequestrato lo stabile occupato dai fascisti di CasaPound. Ed è bastato – incredibile! – applicare le leggi dello Stato.
Sapete argomentare o solo asserire? Riuscite a farlo scampando i pericoli delle fallacie logiche e delle ideologie o ci cascate dentro con entrambi i piedi?
Ore 18.00 di sabato 30 maggio, corso principale di una media città appenninica: il passeggio, o struscio, in un pomeriggio freschino ma col sole giusto. Fate pure la tara alla mia capacità di stima ma – al mio occhio – ho visto un 50-60% di adulti (più verso il 60) senza mascherina; qualcuno l’aveva al collo, qualcuno addirittura al polso come un ninnolo, la maggior parte nulla di visibile; tutti allegramente a spasso, uno vicino all’altra. Per quanto riguarda i giovani direi non meno dell’80% privo di protezione e, per di più, rigorosamente imbrancati come pinguini nella stagione degli amori. Le ragazze, mostrando nudità che il vento ancora freddo dovrebbe sconsigliare, a sbaciucchiarsi e brancicarsi con ostentazione di sorellanza; i maschi, più virilmente, spalla a spalla ammucchiati sulle scalette della cattedrale o nei bar a farsi l’aperitivo (per carità, non tocca ai gestori fare i gendarmi coi clienti…). Delle due l’una: o fra un mese le varie curve del virus hanno continuare a calare, oppure – come in molti temono – avranno ricominciato a salire. Nel primo caso suggerisco di abolire l’OMS, chiudere la specializzazione in virologia e dare uno svedese Nobel a Bolsonaro. Nel secondo caso, invece, pongo la domanda: chi si assumerà le responsabilità per quei nuovi morti?
Mentre l’Occidente piange ipocritamente per la repressione ad Hong Kong, le strategie di Cina e Usa convergono verso un punto di non ritorno. Ma i giochi potrebbero essere tutti già fatti.
Sopraffatti dal coronavirus non pensiamo più ad altro: cosa succede in Libia? Si ricandiderà Trump? Ma, soprattutto: che fine ha fatto Greta Thunberg?
Allora, come nelle previsioni è andata così: primo fine settimana senza chiusure drastiche: assembramenti folli (anzi, scusate, semplicemente dementi) e – nella mia città – addirittura una scazzottata di massa. Conseguenze: le autorità richiudono; nella mia città locali chiusi alle 21 anziché all’1 del mattino. I gestori dei locali ringraziano, la gente uscita con guanti e mascherine ringrazia, ma soprattutto ringrazia il virus. Che aspetta (disegno tratto dal manifesto.)
Non c’è categoria che non lamenti di essere stata dimenticata dal governo. Per forza: questo accade perché mancano politiche strategiche e strutturali.
L’ultima (speriamo) “cronaca” vede il vostro Eroe mettere il becco fuori casa, per avventurarsi nella giungla virale della sua città.
Si può parlare di meritocrazia in Italia, nel lavoro? Certamente no…
Pare si vada strutturando, con reciproca soddisfazione, l’alleanza PD-M5S. Quindi: siamo fritti!
La corsa verso il vaccino ci vede fuori gioco. Ed esposti al bullismo di altri paesi.
Gli elementi costitutivi del catastrofico virus populista, che si va diffondendo ovunque.
Fra i cattivissimi detrattori di Silvia Romano e i buonissimi suoi santificatori, è in corso un dibattito sterile che impedisce una visione critica della vicenda della cooperante.