Cronache del virus # 9 e (forse) ultime

Le mie cronache del virus si concludono (forse) col vostro Eroe (in senso propperiano) che approfittando del DPCM liberatorio, e abbastanza rassicurato dalla presenza – nel luogo in cui vive – di una situazione tranquilla, è finalmente uscito di casa.

Poiché da un po’ di tempo mi dedico – da dilettante – alla fotografia, e in particolare a quel genere chiamato street photography

(che sarebbe a dire: esco con la macchina a tracolla, faccio cose, vedo gente e scatto qua e là personaggi e situazioni – che uso anche per allietare questo post), sono uscito sia martedì che ieri (giovedì): la prima volta al centro della mia città e ieri, invece, in una zona di parchi cittadini.

Prima sorpresa: ma sì, dai, la gente è abbastanza brava. Diciamo che un 70-80% ha la mascherina, semmai al collo; più al centro, meno nei parchi dove i corridori, per esempio, comprensibilmente evitano l’apnea. Vedere capannelli di vecchietti al parco (tipico luogo di incontro nella mia città) stare a debita distanza e mascherati era assieme buffo e triste, non so se mi capite. Locali (al centro) aperti con cartelli a volte anche spiritosi sulla necessità delle norme (distanziamento etc.) e addetti al servizio – poveretti – rigorosamente mascherati e guantati. Coppie di amici/amiche ai tavolini a “una certa distanza” (non proprio un metro, via, ma comunque non appiccicati), e tutto sommato una situazione accettabile.

Seconda sorpresa: al netto dei corridori, passeggiatori solitari all’aperto, e altri casi vaghissimamente accettabili (e leciti secondo

un’interpretazione aperta dell’ultimo decreto), resta almeno un 15% di persone che sono senza mascherina e ti passano accanto strafottendosene ampiamente e sfidandoti con un’occhiata che dice “prova a dirmi qualcosa, stronzo!”.

Già nella 5^ puntata di queste “Cronache” vi raccontai un incontro di questo genere, in un’epoca di ancora forte allarme. E mi arrabbiai molto. Ora accade che l’allarme appare minore, la moderata liberalizzazione è presa da alcuni come un liberi tutti (QUI Ottonieri ha messo in guardia da questa interpretazione), e comunque – questa è la mia convinzione – esistono in mezzo a noi no vax ultra ortodossi, complottisti irriducibili, fieri oppositori e bastian contrari di qualunque cosa dica qualunque governo… oltre a un bel numero di imbecilli, ovvio! Costoro non solo se infischiano, ma desiderano ostentare che se ne infischiano. Desiderano mostrare la loro pochissimo sofferta scelta filosofica (o solo fancazzista? Vallo a sapere!) e non hanno neppure la mascherina al collo, sapete? come i ragazzini sul motorino col casco infilato nel braccio, che non si sa mai vedessero un vigile… Ecco, nemmeno quello. La mascherina proprio non ce l’hanno e si infilano in pertugi stretti, marciapiedi, stradine e scalette cittadine per le quali non ci sono santi: devi incrociarli a pochi centimetri di distanza; perché la loro incrollabile fede che si tratti di tutto un imbroglio, di un complotto, di un’enorme truffa ai nostri danni, impone loro di mostrartelo in pratica, venendoti addosso senza protezione, sia perché loro non hanno certo paura di questo stupidissimo virus, sia perché – specialmente, specialmente – tu piccolo mollusco fifone che li incroci non devi osare avere paura, quindi protestare, scansarti (ahahah!), girare la testa dall’altra parte.

Questi personaggi – qui dove vivo io – sono pochi, ma ben visibili. Sono loro che – se del caso – faranno muovere le statistiche dei contagiati, malati e morti nelle prossime settimane.

***

Esiste un effetto speculare e solo – chiamiamolo così – “intellettuale” di questo atteggiamento: è quello di coloro che, al di là del loro comportamento pratico, che non conosco, esibiscono certezze pericolose su Facebook o Twitter, o su blog. Quelli che minimizzano, ostentano i loro selfie smascherati e appiccicati, continuano a suggerire che è tutto un pasticcio e che la Svezia – dove ciascuno ha fatto come gli pareva – è andata di gran lunga meglio di noi (cosa falsissima, l’abbiamo spiegato dettagliatamente ma costoro evidentemente non leggono Hic Rhodus), e – in modi differenti – insinuano comunque l’idea che basta, la nostra libertà è inviolabile, quindi usciamo, stiamo tranquilli, e basta con tutte ‘ste puttanate. Sono opinioni, per carità, ma ciascuno di noi è influencer, nel proprio piccolo, anche senza essere Chiara Ferragni; siamo testimoni del nostro tempo, ne siamo interpreti e narratori, dichiariamo qualcosa in tutti i nostri comportamenti. Lo dichiariamo ai parenti, agli amici veri ma anche – via via più debolmente – agli “amici” di Facebook.

Non mi pare ci sia sufficiente consapevolezza, in ciascuno di noi, del fatto che lasciamo tracce, man mano che ciascuno procede nel proprio percorso di vita, e quindi inciampi, ostacoli, segnali che si lasciano intendere e seguire. Penso che sia una responsabilità che – per quanto minima e quasi impalpabile – dovrebbe farci riflettere

e mantenere, quanto meno, un principio di prudenza.

***

In linea di massima queste cronache sono finite. Sarebbe davvero un pessimo segnale se dovessi rimettervi mano nelle prossime settimane. Tutte le puntate precedenti cliccando QUESTO link.

(Tutte le foto sono dell’Autore)