Categoria: Europa

Diventare euroscettici in tre mosse: ein, zwei, drei

merkel_2214280b.jpg

Il tedesco è sicuro di sé nel peggiore dei modi, nel modo più disgustoso e inesorabile, perché è ciecamente convinto di sapere la verità: una scienza, cioè, da lui stesso elaborata. (Lev Nikolaevic Tolstoj, Guerra e pace)

Anche gli europeisti più convinti stanno iniziando a sentirsi a disagio di fronte a mesi (anni) di interventi europei poco comprensibili decisi in tavoli ristretti dove l’Italia non siede; di fronte a palmari cecità riguardo a fenomeni rilevanti che non si riescono ad affrontare efficacemente e con unitarietà d’intenti.

Migranti, traumi e assistenza (non?) professionale

immagine titoloDal 4 al 6 dicembre scorsi, ho assistito ai lavori del convegno “Analysis and Activism: Social and Political Contributions of Jungian Psychology”, svoltosi a Roma e organizzato dalla IAAP (International Association for Analytical Psychology). Tra le altre cose, mi ha attirato l’insolito accostamento tra la scuola analitica che si richiama all’esempio di Carl Gustav Jung, una personalità di sconfinata cultura e grande profondità di pensiero, e l’attivismo sociale, un’attività pragmatica quant’altre mai. Il programma (di cui ho potuto ovviamente seguire solo una piccola parte) era effettivamente estremamente variegato, e qui vorrei parlare di uno solo tra i molti, interessanti argomenti toccati: l’assistenza psicologica ai migranti e ai profughi.

Mentre a Roma si discute di presepi e sondaggi, a Londra…

bennCari lettori di Hic Rhodus, ovviamente stiamo seguendo con molta attenzione le vicende legate all’offensiva terroristica dell’Isis, al comporsi di alleanze più o meno “naturali” per combatterla, e alle tensioni che si accompagnano alle azioni militari russe, francesi, e ora britanniche. In questi giorni ha avuto una notevole risonanza il discorso tenuto al Parlamento inglese da Hilary Benn, “ministro-ombra” degli Esteri nell’opposizione laburista, che prima di votare a favore dell’intervento militare britannico in Siria ha spiegato il motivo per cui lui (insieme a diversi altri parlamentari laburisti) ha deciso di votare in contrasto con il suo leader di partito Jeremy Corbyn. Noi di Hic Rhodus pensiamo che, indipendentemente dall’opinione di ciascuno, un discorso come questo dimostri un livello di dibattito pubblico che purtroppo non trova riscontro nel nostro Paese, molto concentrato su temi che definiremmo di piccolo cabotaggio. Abbiamo quindi pensato di offrire ai nostri lettori la possibilità di leggerlo, in una versione leggermente abbreviata per ragioni di spazio e tradotta da noi.

La nuova ondata migratoria: entusiasmi, commozioni, rifiuti. E problemi da risolvere

copertina Baldissera

I recenti flussi migratori in Germania attraverso i percorsi balcanici occidentale e orientale (Grecia, Macedonia, Serbia, Ungheria, ma anche via Bulgaria) hanno riguardato in questi ultimi giorni circa 20.000 persone. Si tratta di una parte modesta dell’ondata di migranti che si dispiegherà nei prossimi mesi ed anni – soprattutto dopo le dichiarazioni della cancelliera tedesca Angela Merkel: accoglieremo in Germania tutti i rifugiati provenienti dalla Siria, esclusi quelli balcanici, poi corretto: sino a 500.000 rifugiati l’anno.

Tsipras e il referendum, una Grexit senza paracadute

WileE

Beh, ieri è stato il gran giorno: si è svolto il tanto atteso Greferendum sull’accettazione delle misure proposte alla Grecia dai creditori, e in particolare dall’UE, per l’estensione del programma di sostegno finanziario allo Stato ellenico.

Questo post, scritto in gran parte prima dell’annuncio dei risultati, non è dedicato a un commento del voto, che ha segnato il successo del No e della linea di Tsipras; piuttosto, analizza alcune implicazioni del possibile percorso di uscita dall’Eurozona della Grecia che molti osservatori considerano inevitabilmente collegato a questo referendum, e che, come vedremo, potrebbe essere in qualche modo condizionato più dalla stessa decisione di indire il referendum che dall’effettivo esito di quest’ultimo.

Soluzioni praticabili al problema dell’immigrazione

1429865073_crowded-shipt

Il quadro: Mancanza di solidarietà europea; problema ormai da considerare endemico e non eccezionale; aumento dell’emergenza in un Paese che – a differenza di altri – annega in un bicchier d’acqua, figuriamoci di fronte a questi sbarchi continui; leggi vergognose che aggravano i problemi (la Bossi-Fini) e comunque incapacità di applicarle con rigore; allarme sociale crescente con massiccio posizionamento di un elettorato spaventato verso partiti lepenisti e fascisti; conflitti fra istituzioni (per esempio fra Regioni che non vogliono ospitare i migranti e lo Stato) che non fanno il bene di nessuno; che altro? Costi, sprechi, morti in mare, alimentazione di una tratta umana che oltre a essere vergognosa è infiltrata da malavita organizzata e signori della guerra… Ho dimenticato qualcosa?

Tutte le colpe della Grecia (dalle quali l’Italia deve cercare di imparare qualcosa finché è in tempo)

grecia7

Lo Stato greco è l’unica mafia al mondo che sia riuscita a fare bancarotta (Petros Markaris).

Il tira e molla di Tsipras e Varoufakis (al momento in cui scrivo siamo in fase “tira”) avviene in un momento drammatico in cui l’enorme debito pubblico greco, in combinato disposto con altri fattori (perdurante crisi, debolezza economica strutturale, enorme evasione fiscale) lascia i nostri vicini a ballare sull’orlo di un precipizio che, qualora cadessero, avrebbe reazioni a catena non indifferenti.

Brexit, l’uscita dell’UK dall’Unione. Ovvero: chi è dentro non può più uscire?

Pluck

Cameron ha vinto ed entro un paio d’anni manterrà la promessa del referendum per restare in Europa (non già nell’Euro dove non sono mai entrati, “semplicemente” nell’Unione Europea). Gli inglesi son fatti così, hanno una gloriosa storia di Dominion e in quest’Europa sono sempre stati stretti e l’idea di uscire dall’Unione vellica la parte più tradizionalista e conservatrice d’Oltremanica. Ma possono farlo? Intendo dire: possono stabilire d’averne abbastanza, smettere di rinnovare la tessera del club e farsi gli affari loro così, leggermente e impunemente? La risposta sembra essere “No”.

Immigrazione, invasione, disperazione, desolazione

12656_650_320_dy_700_migranti_morti_nel_Mediterraneo_lutto_e_bandiere_a_mezzasta_in_Sardegna

Non mi sarebbe parso necessario un post sulle tragedie dei barconi nel Mediterraneo se non mi fosse salita, più forte della pietà per le vittime, la rabbia per gli sciacalli che speculano politicamente: Salvini, Meloni, Santanché in un crescendo di cinica imbecillità propongono soluzioni improponibili raccogliendo i loro pochi miserabili applausi dal popolo di pancia che costituisce la base del loro elettorato. Niente pensiero, niente cultura, niente logica prima ancora di nessuna pietà. Non stupitevi se assegno così poco rilievo, in questo testo, alla pietà verso le vittime; è voluto, è necessario. Il sentimento della pietà, per quanto nobile, è frutto di sentimenti, di modi di intendere l’altro, il diverso, lo straniero, in questo caso l’immigrato; riguarda il senso che hai della vita e la tua concezione dei destini dell’umanità… qualcosa di troppo variabile e impalpabile. Non si può discutere in termini di pietà con Salvini e i suoi uomini di pancia. Io vorrei proporre un discorso freddo, tutto di testa, basato su questioni puramente logiche e razionali. Se riusciamo a restare in questi binari forse vediamo la natura dei problemi e intravvediamo qualche barlume di soluzione. Praticabile.