Gli insegnanti fanno un lungo ponte con la scusa dei diritti sindacali. Ma non ci hanno intontito fino a ieri con la necessità di aprirla, la scuola?
Gli insegnanti fanno un lungo ponte con la scusa dei diritti sindacali. Ma non ci hanno intontito fino a ieri con la necessità di aprirla, la scuola?
Crisi dei partiti, mancanza di visione, prepotenze crescenti da paesi massimalisti… Cos’è rimasto del concetto di “democrazia”?
Periodico appuntamento con le pseudoargomentazioni e le fallacie logiche dei collaboratori del “Fatto quotidiano”. Quello di oggi voterà “Sì” al referendum, ma non sa il perché.
Casaleggio jr. è una pallida imitazione di quel furbo allucinato che è stato il padre, ma in quanto a spudoratezza non ha eguali. Da imprenditore qual è (la sua impresa si chiama “Movimento 5 Stelle”), essendo i suoi dipendenti morosi (per essere suoi dipendenti si paga, sì, ma in cambio si passa da nullafacenti a parlamentari), scrive una lettera additandoli al pubblico ludibrio. Non c’è politica, non c’è rapporto dialettico, figurarsi se c’è un democratico congresso, un’elezione, una nomina… Casaleggio è il padrone, e poche chiacchiere. Grillo il suo Amministratore delegato, Di Maio e Crimi, e Di Battista i suoi quadri intermedi, e tutti gli altri, semplicemente, esecutori della sua volontà. Scissioni interne? Leadership parlamentare? Coalizioni locali? Il destino del governo? Prima pagate, bastardi, che siete indietro coi versamenti!
QAnon, la nuova teoria complottista arrivata anche in Italia, presenta una grande novità: è interamente costruita su balle fantasiose e assurde. Per questo è così pericolosa.
E così saranno i genitori ad avere l’obbligo di misurare la temperatura dei bambini prima di mandarli a scuola. Una risata (virale) ci seppellirà…
No, nonostante l’immagine che ho scelto per l’apertura di questo articolo, non sto per proporvi un excursus nel cinema ideologico dell’Unione Sovietica. Il totalitarismo di cui parlo si è anzi gloriosamente insediato nella roccaforte dello […]
Questo è il problema principale di Zingaretti: mostra grande determinazione sulle cazzate e si defila sulle questioni fondamentali (Roberto Saviano, in un’intervista sulla Stampa).
Zingaretti e il PD. Di riformismo, di centro-sinistra, di liberalsocialismo, non c’è rimasto più nulla. Il nuovo partito populista di massa è nato lasciandosi alle spalle una voragine.
Quattro domande – abbastanza retoriche, sì… – sull’omicidio di Colleferro, e sulla mancanza di risposte educative, sociali, giudiziarie.
Ogni cosa ha due aspetti, due significati, due potenziali effetti… Pagnoncelli nell’ultimissimo sondaggio, nel ricordarci che il 71% degli intervistati è orientato per il “Sì”, fa un’analisi per partito, e ci dice che il 32% degli elettori del PD voterà – contro le indicazioni di Zingaretti – “No”. Ecco. Quindi – visto da me – due democratici (sedicenti) su tre sono ormai assuefatti al clima populista, sono integrati nell’orbita di Di Maio, hanno accettato il salto antropologico senza precedenti dell’attuale dirigenza PD. Ne prendo atto. Anche se lo sentivo già, che le cose erano così, ora è certificato: il PD non è più una possibile risorsa democratica e riformista, nel bene e nel male, sia pure con le sue contraddizioni, ed è ormai chiaramente, decisamente schierata col populismo protofascista; sia a livello di segreteria e dirigenti che a livello di elettori.
Il randello della falsa democrazia brandito dai negazionisti, oggi a Roma. E alla guida, un manipolo di cinici.
E’ tutto così assurdo. Si va di corsa verso la vittoria dei Sì, verso la perdita del governo di altre regioni, verso l’assenza di riforme, senza un’idea… Ma dove stiamo andando?
Se gli USA sono la più grande democrazia del mondo, come hanno fatto a eleggere Trump (e probabilmente a rieleggerlo a novembre)?