Autore: Claudio Bezzi

Mandrakista. Intollerante.

Il conflitto fra sunniti e sciiti che vuole ingoiare l’Occidente

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Come sottolinea Franco Venturini sul Corriere la mossa di Riad di giustiziare il leader religioso sciita Nimr al Nimr è semplicemente un’altra tragica tappa della guerra fra sciiti e sunniti, ovvero fra potenze locali in Medio Oriente, per il controllo delle risorse e per il dominio geopolitico nell’area. Un conflitto che ha origini antichissime, che si complica per le diverse componenti, alcune estremiste come noto, in seno al sunnismo, e che è reso drammatico sia dai potenziali militari odierni sia dalla novità (rispetto al passato) di un terrorismo che si esercita nell’Occidente ateo e apostata e infedele per ragioni di mera propaganda interna.

Il pero dell’inquinamento

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Il pero, naturalmente, è quello da cui il luogo comune fa cadere gli sprovveduti che si accorgono che qualcosa non va nell’aria che respiriamo (o nell’acqua che beviamo, o nelle carni che mangiamo…) solo perché gli impongono le targhe alterne. O che le mezze stagioni sono sparite a causa del surriscaldamento crescente. Il problema è talmente reale e grave da far prendere risoluzioni apparentemente abbastanza serie alla recente conferenza sul clima di Parigi, anche se poi bisognerà vedere cosa si farà concretamente e a breve.

In spirito (hicrhodusiano) di servizio eccovi alcune informazioni puntuali che potranno farvi capire meglio, speriamo, di che materia sia fatto il problema.

Moriremo ammazzati come cani?

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L’ennesimo omicidio di massa negli Stati Uniti, con l’esasperazione di Obama e l’apparente inutilità degli appelli liberali a un maggior controllo sulla vendita delle armi, non può non scuoterci. Una volta assistevamo alla follia omicida americana con sdegno e pietà, giudicandola una stortura nella grande democrazia di oltre Oceano ma ora, dopo Parigi, l’esodo massiccio di immigrati di cui si sussurra di infiltrazioni jihadiste, con i continui furti in villa e le reazioni estreme delle vittime che sparano prima di dare il “chi va là?”, insomma, oggi com’è noto l’allarme sociale è cresciuto e offusca anche l’ottimismo economico che pare in crescita anche da noi. Diciamolo: siamo preoccupati; abbiamo un po’ paura; la violenza si diffonde attorno a noi; chi può si prepara al peggio e chi non sa come difendersi si barrica in casa. Moriremo ammazzati come cani?

La (inevitabile) crisi della NATO

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L’impudente atteggiamento di Erdogan nella crisi dello scacchiere siriano (col recente attacco al caccia russo) ma ancor più la risposta europea al terrorismo, mostra la crisi profonda che attraversa la NATO in questi ultimi anni. Gli europei, in maniera discutibile, con accelerazioni non concordate (quelle di Hollande), con tentativi di fragili alleanze fra alcuni Paesi, e probabilmente con moltissimi occhi sui propri elettorati (Hollande deve fare vedere ai francesi che reagisce; Renzi e Merkel pure ma senza esagerare e senza stare in prima linea…), agiscono indipendentemente dalla NATO anche nei riguardi di Putin

È giusto disubbidire?

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Una professoressa coi suoi studenti, durante una recente manifestazione, polemizza con un poliziotto che l’invita a rispettare le leggi replicando “Non si rispettano regole sbagliate”. Sull’onda, poi, continua, a titolo di esempio, sentenziando che nel ’38 le leggi razziali non si dovevano rispettare. L’idea che ribellarsi è giusto (da Sartre a Ottolenghi), che la lotta contro il potere sia sempre corretta (da Pasolini a De Luca – Erri, non Vincenzo) che bisogna essere sempre indignati (Hessel) e via discorrendo è antichissima, sia pure con motivazioni e forme storiche diverse ma si manifesta oggi con una diffusione di massa, una continuità e una pervasività particolari,

Contro Scientology

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Writing for a penny a word is ridiculous. If a man really wants to make a million dollars, the best way would be to start his own religion (Ron Hubbard, fondatore di Scientology)

Mi rendo conto che è un brutto titolo. È brutto essere programmaticamente contro qualcuno o qualcosa, e chi scrive sa che attraggono di più argomentazioni positive, che è bene usare una retorica che accenni a qualcosa di buono per poi sparare bordate critiche con un bel sorriso stampato in viso. Ma non è questo il caso, o semplicemente io non ci riesco.