Perché l’Italia è così indietro in campo digitale.
Perché l’Italia è così indietro in campo digitale.
Tutti i pericoli del voto elettronico, tanto celebrato dai populisti…
Per quanto possa essere sgradevole dirlo, sì: l’intelligenza (o la sua mancanza) influisce sul voto, sulla politica, sulla qualità della democrazia.
Stamattina, al parco, solita passeggiata con Maya. Su una panchina due giovani ragazze erano teneramente abbracciate, direi allacciate, in atteggiamento amoroso. Non si nascondevano. Una passante getta un’occhiata e prosegue. Io getto un’occhiata e proseguo. Spero che tutti i successivi passanti abbiano fatto lo stesso. Viva l’8 marzo, ma anche il 9 e il 10. Viva le donne, gli uomini, le donne che amano donne, gli uomini che amano uomini. Viva la libertà di essere chi ci pare e di amare chi ci pare.
L’enorme quantità di materiale violento, offensivo o illecito prodotto ogni giorno obbliga Facebook e gli altri Social ad avere moderatori che rischiano gravi ripercussioni psichiche.
Questa e altre evidenze ci dovrebbero convincere a istituire contromisure che colpiscano direttamente l’identità digitale di troll e criminali.
Insomma, davvero vedete da qualche parte una ragione per essere ottimisti? E la cosa non vi fa arrabbiare?
Il nostro pensiero sulle primarie PD è semplice e così riassumibile:
La complicata palude della Brexit incomincia a suggerire un nuovo referendum in GB. Ma ciò non implica forse la fallacia e l’inutilità del voto popolare?
L’ultima puntata della serie su popolo e intellettuali parla di scenari politici…
Sprechiamo milioni di Euro di Fondi europei, e la colpa è solo la nostra.
YouTube radicalizza il peggio della disinformazione ma, qualche volta, ci può riservare una sorpresa piacevole…
Un amico di Foligno, docente, ha scritto su Facebook (e noi – col suo consenso – riproponiamo):

L’immunità assicurata a Salvini dal voto del Senato non è che la naturale conseguenza di una legge che non tutela i cittadini dagli abusi, anche gravi, del potere politico.
Assieme alla segmentazione sociale che investe popolo ed élite, inevitabilmente anche il linguaggio è diventato multiplo e, sostanzialmente, incomunicante.
Gli intellettuali nell’epoca del populismo… Hanno perso il popolo, ma anche la capacità di essere guide.