Le smargiassate della destra impongono risposte intelligenti, non repliche scomposte, o indignate, o moraliste.
Le smargiassate della destra impongono risposte intelligenti, non repliche scomposte, o indignate, o moraliste.
Il primo fondamentale dibattito attorno al nuovo governo. Una questione evidentemente essenziale, visto che perfino la Boldrini ha detto la sua.
Ci sarebbe anche un modo intelligente e costruttivo di stare all’opposizione, ma forse è chiedere troppo…
La polemica della settimana riguarda il merito, introdotto dal governo nel settore scolastico. Ma se ne parla equivocando molto su cosa debba intendersi con ‘merito’.
Secondo Robert Nozick, l’avversione degli intellettuali “parolai” verso l’economia di mercato nasce dal traumatico passaggio dalla scuola al mondo esterno.
Kevin Spacey, licenziato in tronco dal set di House of Cards, bandito da Hollywood per presunte molestie sessuali… È innocente! Adesso, chi paga i danni?
Ecco i primi passi del Governo Meloni. Un passo avanti e due indietro, ma la partita vera inizia ora.
La tendenza degli intellettuali ad abbracciare ideologie massimaliste ha finito per relegarli in un ruolo di insignificanza.
La qualità delle nomine dei Presidenti di Camera e Senato non è casuale ma riflette quella dei nostri partiti di destra.
Calenda, sempre caratterialmente sopra le righe, ha detto più volte, in campagna elettorale, che la destra avrebbe sì vinto, ma non sarebbe durata sei mesi, lacerata da contraddizioni interne inconciliabili. In diversi post qui su Hic Rhodus io ho più volte affermato una cosa simile, immaginando un paio d’anni di faticoso governo, con una Meloni sempre più logorata dalla burbanza e dagli appetiti degli alleati, nonché travolta dalla montagna di problemi nell’incapacità tecnica e politica di risolverli. Bene; dopo il voto per l’elezione del Presidente del Senato sono arrivato alla conclusione che io avevo torto e Calenda ragione: durano sei mesi.
Sarà colpa di Facebook, sarà che non ci sono più gli intellettuali di una volta, il fatto è che nessuno più argomenta i suoi pensieri. Una guida.
Navalny rappresenta una chiara voce di denuncia al regime massimalista di Putin. Ma l’Europa fa poco, è divisa e preda di interessi particolaristici che, di fatto, aiutano il dittatore russo.
Stupefacente il penoso flirt che parte del PD cerca ancora di avere col M5S. E non si può sperare in un ravvedimento.
Il velo non è una scelta. Le teocrazie patriarcali sono ignobili. Il relativismo è un concetto inappropriato. Le donne islamiche vanno sostenute.
TVTTB!