Meloni: benino, quasi male, forse un disastro

Come ha scritto Ottonieri da poco, la botte della destra dà il vino che ha (anche la botte di sinistra, peraltro…), e non si cava il sangue dalle rape e infine uno gioca con le carte che ha in mano, e così coi modi di dire abbiamo detto tutto, che in sintesi è: ma cosa vi credevate? Allora, se il primo gire di carte (le presidenze di Camera e Senato di cui parlava Ottonieri) ha portato due pessimi soggetti alla seconda e terza carica del Paese, senza concedere nulla alle minoranze (cosa che non usa più e, detto come inciso, PD e M5S hanno con lo stesso sistema e la stessa arroganza esclusa Azione di Calenda dalle otto vicepresidenze), alla seconda mano la lista dei ministri farebbe piangere, se non ci fosse qualche rara avis che potrebbe non fare malaccio, se glie lo consentiranno. Ma qualche uccello gagliardo in mezzo a un pollaio di dilettanti e persone chiacchierate fa sparire gli uccelli gagliardi, non il pollaio.

Ho letto della disperata ricerca di Meloni dei famosi “nomi di eccellenza”, specie fra tecnici da mettere in ruoli importanti, ma pare che i tecnici abbiano tutti declinato l’invito, perché un Ministero fa bella figura nel curriculum, ma un Ministero in un governo di destra-destra-centro mica tanto, e quindi “No, grazie del pensiero”.

Ora, il fatto che Meloni ci abbia provato mostra un’ammirevole consapevolezza nella Premier, e l’evidente desiderio di fare bene; che voglia fare bene per un complesso prestazionale o perché ha a cuore il Paese non ha molta importanza. Che abbia preso a pesci in faccia Salvini non concedendogli il Viminale e mettendogli l’inviso Giorgetti allo Sviluppo Economico, e avere preso a pesci in faccia il malamente incanutito Berlusconi non dandogli né la Giustizia (dove invece c’è una delle poche persone presentabili della compagine) né dello Sviluppo Economico che gestisce le telecomunicazioni (che per il Cavaliere significa Mediaset), e bocciando senza appello la Ronzulli, sono a mio parere punti guadagnati dalla leader di destra, che almeno mostra che non solo ha un pensiero, ma anche la determinazione per esserne conseguente. Brava Meloni! Poteva appiattirsi sul suo successo e veleggiare accontentando gli alleati, spingendo in basso l’asticella della credibilità italiana e della sua efficacia di governo, invece no. Ve lo posso dire? Le do un bell’8, perché dopo avere visto all’opera i Letta e i Conte (Draghi, ovviamente, è fuori classifica) questa, almeno, non si fa mettere i piedi sulla testa da vecchi gradassi e nuovi smargiassi. Sia chiaro, è un “8” al carattere, al desiderio, al tentativo…

Ma poi, al di là di lei, di quello che lei avrebbe voluto, la botte è quella, e quindi abbiamo Tajani, che ha avuto tutti i suggelli di europeista e atlantista dai popolari europei e che potrebbe perfino essere meglio di Di Maio agli Esteri (capite? Bisognava pur dare un dicastero “pesante” a Forza Italia, e Tajani è stato perfino Presidente del Parlamento Europeo quindi, va beh, vada per Tajani); Piantedosi agli interni sarà certamente meglio di Salvini, ma visto il curriculum non è detto che sia così tanto meglio; Giorgetti al MEF non male, ha ricoperto quel ruolo con dignità e, anche qui, la Lega doveva pur avere qualcosa… Nordio alla Giustizia a me personalmente va bene: Nordio è un garantista, sempre che glie lo facciano fare (il garantista, intendo). Valditara all’Istruzione (e al Merito, cosa significa? Boh?) passi, è almeno un professore, ma il fatto di essere salviniano non depone a favore della sua tempra, né il suo saltellare politico fra AN e Popolo delle Libertà ci può rincuorare sulle sue tendenze politiche. E poi la Casellati, una delle peggiori Presidenti di Senato di sempre, alle Riforme, mamma mia! Santanché al Turismo, doppio mamma mia! Eccetera.

Adesso si comincia a giocare sul serio: dal documento di programmazione economica alla crisi energetica, dall’inflazione ai migranti, dalla crisi ucraina e le sanzioni a Putin al Covid… diciamo pure che serve un grande governo con una grande Premier per affrontare almeno decentemente almeno la metà di questi problemi. Vedremo.

Qui a HR non diamo per scontato che sarà tutto un disastro, e se ci sarà qualcosa di buono, secondo noi, lo scriveremo certamente. Qualcosa, almeno. Qualcosina…

Fonte: HuffPost
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