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Penso che sia intelligente. Di un’intelligenza rozza, volgare, violenta, a tratti ridicola, ma intelligente. D’altronde anche LVI era teatrale, con pose grottesche, molto “fisico”, ma mica stupido. Io spendo da mesi (anni?) il mio tempo, la mia fatica, per contrastare una malefica intelligenza che fa il male dell’Italia, assolutista, suprematista, razzista… Ed ecco la mossa da tempo attesa da tutti: TAC! Apre la crisi, certo, si vuole sbarazzare degli alleati dopo aver succhiato loro tutto l’elettorato possibile. Sapevamo che l’avrebbe fatto. Ma – diavolo! – sbaglia tutto, ma proprio tutto, in un delirio superumano di imbarazzante stupidità. Confuso, pasticcione, appannato, evidentemente pentito… Non è intelligente, è un cretinetti qualunque. E allora ho paura. Per la prima volta ho una dannata paura. L’Italia non è in mano a un malefico guastatore intelligente che sa cosa fa, ma a un cretinetti borioso e malmostoso che non ha la più pallida idea di cosa fare. Siamo perduti.

E’ un governo carnale, questo di Salvini, che ci viene somministrato quotidianamente con abbondanza di immagini. Tette (delle cubiste), panza (sua) esibita con amichevole naturalezza, linguaccia (sempre sua) nei selfi degli entusiasti villeggianti abbracciati a lui, epidermide su epidermide, sudore mischiato a sudore, effluvi corporali con spruzzate di gin e di crema solare 50 (l’ha raccomandata il Capitano in persona in un twit!), piedi, peli, forse anche la tradizionale pisciatina in acqua. Questo è veramente, totalmente, corporalmente, scatologicamente il ministro del popolo, il leader (si pronuncia all’emiliana) del popolo, il primo, il vero, l’unico. Mai nessuno fu come lui, mai nessuno lo sarà più. Durerà a lungo.

In punto di diritto ha ragione Carola, l’ormai mitica comandante della SeaWatch che cerca di sbarcare i suoi migranti, e torto marcio l’Italia del Truce (un breve compendio giuridico sul caso lo trovate QUI). In punto di diritto. Ma dovrebbe essere chiaro a tutti che questo non è affatto il punto specifico della questione, che invece è totalmente, assolutamente, direi “semplicemente” politico, nel suo vile significato contemporaneo di propagandistico, elettoralistico, e poco più (così è oggi la politica). Carola fa infiammare i cuori dei buonisti di sinistra, mentre il Truce fa ribollire le pance dei cattivisti che lo acclamano (lo spiega benissimo Roberto Arditti QUI). Punto. Questo ha effetti negativi micidiali, poco considerati dai più: 1) la Sea Watch è parte del problema dei migranti ma non è il problema dei migranti, che così resta vago, lontano, irresoluto; 2) stiamo polarizzando il dibattito verso punti di non ritorno basati sulla fuffa, sull’ideologia, sull’appartenenza: che bello acclamare “la Capitana” se si è di sinistra; e poi? Che bello sbeffeggiare Carola se si è di destra; e poi? 3) tutto questo, comunque, ha riflessi generali, per esempio sul nostro (irrilevante) ruolo europeo, dove ci vedono battere i pugni per questioni meschine, e mancare ai tavoli dove l’eventuale soluzione al problema è all’ordine del giorno.

Riceviamo e volentieri pubblichiamo.

Mi sono trovato a provare a mettermi nei panni di chi vota Salvini. Sono tanti e, nella mia personale esperienza anche parecchio trasversali, certo più vecchi che giovani, più  “proletari” che upper class, ma trasversali (anche visti i numeri assoluti). 
Credo che, parafrasando una pubblicità televisiva, a Salvini piaccia vincere facile.
In questo momento storico non contano tanto gli atti, conta il sentiment e trovo che lui sia, sempre parafrasando, lo spirito dell’Italia a cavallo. Se modifica il numero degli irregolari a proprio uso e consumo non conta, se non mantiene la promessa dei rimpatri non conta, se chiude i porti ma sbarchi e morti (meno ma non solo per merito suo) continuano non importa. Importa che lui interpreti lo spirito degli Italiani e lo faccia parlando spesso il loro linguaggio. 
É difficile per chi pesa il beneficio netto che, nonostante tutto, la nostra immigrazione di bassa qualità (rispetto ad altri paesi) ci porta, assieme con la questione e il costo degli irregolari, con la tragedia di vite soffocate dall’acqua di mare, con le prigioni libiche disumane, con la necessità sociali e economiche di non essere autolesionisti per esercitare umana pietà, con il maledetto regolamento di Dublino… é difficile dicevo, per costoro (noi), elaborare un linguaggio che colpisca subito il punto e le pance delle persone. 
Sì: abolizione del regolamento di Dublino e redistribuzione delle persone, vie preferenziali di accesso regolamentate, valutazione delle richieste di asilo da parte di agenzie ONU sui territori di transito e/o partenza, accordi con i paesi di emigrazione per i rimpatri; tutte cose difficili da mettere in atto, ancor più senza Europa. In mancanza cronica di quest’ultima e dei danni di cui possiamo ringraziare Francia (deposizione di Gheddafi) e gruppo di Visegrad (opposizione alla qualunque redistribuzione), almeno lui esprime una tensione che risponde alle paure dei nostri concittadini, avendole per altro alimentate. 
Cito: “vedo troppe faccine nere in giro” da medico di elevata cultura classica; “si ven a fe qua, chi stega a ca sù” da vicina di casa settantenne; “io non vedo l’ora che un altro venga giù da Predappio!” da collega laureato dopo che una famiglia magrebina non gli concesso il passo, dovuto per regolamento, in un ambulatorio, segue approvazione generale; “dobbiamo pagare le spese sanitarie di mogli, madri che non lavorano e che vengono qua seguendo il marito che magari poi perde pure il lavoro” da mia moglie (che non conosce le regole per i ricongiungimenti che io ho letto ma sono ovviamente opinabili se si ragiona in termini di vantaggi economici netti)
Mi accorgo di un fastidio generale cui non riesco ad opporre un minimo ardore intellettuale, sarà che é un periodo che sono stanco, anche un po’ di me stesso, sarà che non voglio rischiare lo scontro che nel mio lavoro non mi conviene. 
Infine:
Berlusconi: “Io sono come voi e parlo come voi e voi potreste essere di successo come me. Insieme noi cambieremo l’Italia affinché questo possa succedere”. 
Renzi: “io sono come voi ma non ho il fardello di tutti quei soldi fatti come non si sa. Sono un po’ meglio di voi in verità ma insieme noi cambieremo l’Italia come lui sopra non é riuscito a fare”.
Grillo: “Io sono come voi e, come voi, non sono stato sporcato dalla politica. Insieme noi cambieremo l’Italia quando tutti quelli che si credono migliori di voi, quei fanfaroni tutti uguali, non ci sono riusciti”.
Salvini: “Io sono come voi. E non mi vergogno di dire le cose che tutti voi dite e pensate, perché le penso anch’io. Sono l’unico che non vi prende in giro quando dico che sono come voi e che insieme noi cambieremo l’Italia e l’Europa pure”.