Categoria: Salute e Qualità della vita

– Tutti i post epidemiologici, sulla salute etc. (include p.es. il caso Stamina);
– Sicurezza e percezione della sicurezza sociale;
– Welfare, equità sociale.

Un futuro senza antibiotici?

empty blisterLasciando (almeno apparentemente) i temi di politica ed economia, oggi ci occupiamo di un argomento di importanza, letteralmente, vitale: il progressivo ridursi dell’efficacia delle cure “standard” contro le infezioni microbiche, e in particolare degli antibiotici. L’occasione è data da un recente rapporto dell’OMS, che presenta una rassegna della situazione a livello mondiale, evidenziando fin dalla prefazione che l’aprirsi di “un’epoca post-antibiotici, nella quale anche comuni infezioni e piccole ferite possano uccidere, lungi dall’essere una fantasia apocalittica, è invece una possibilità molto concreta per il 21° secolo”. Questo scenario, che dovrebbe coinvolgerci tutti molto più di certe questioni di bottega politica, richiede azioni immediate da parte di tutti, sia a livello globale che individuale.

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Dal Bel Paese alla Terra dei fuochi

 

del bel paese là dove ‘l sì suona

Dante, Inferno, XXXIII, 80

Voi, che non siete più giovani, vi ricordate il paesaggio italiano 50 anni fa, o anche solo 40? Vi racconto di quando venni in Umbria la prima volta, a metà degli anni ’70. Arrivai in autostop con quella che poi sarebbe diventata mia moglie e il penultimo passaggio mi lasciò subito a sud di Gualdo Tadino. Vi potrei portare nel punto preciso in cui scesi dalla macchina e vidi per la prima volta l’Umbria in quel tardo pomeriggio autunnale. Lo sbalordimento di quella bellezza mi stordì, e riuscii solo a mormorare “**!!* voglio vivere qui!”. Ricordo i paesaggi, che in Umbria sono sempre stati molto antropizzati, a causa della sua storia, ma più belli di quelli toscani (per me, ovviamente, per me!) perché più selvaggi, meno addomesticati. Il digradare delle colline, il lago… i boschi ovunque… Se adesso venite in Umbria trovate un paesaggio punteggiato da cave e capannoni, un susseguirsi di case e casette e casupole intramezzate da box e capannette e attività un tempo produttive (la crisi…), strade riempite da rotonde e svincoli stradali disegnati da geometri ubriachi. L’Umbria da cartolina, che con intelligenza potrebbe vivere di turismo, ottimo vino e buona cucina (oltre che di artigianato e aziende di eccellenza internazionale), non esiste più da tempo e lo slogan “Cuore verde d’Italia” urla la sua vergogna a chi, come me, ama questa terra.

Spesa sanitaria e costi standard: lo stiamo facendo sbagliato?

In un precedente post, ho cercato di cominciare a ragionare su se e dove sia possibile (e credibile) ridurre la spesa pubblica, dato che il nostro nuovo Presidente del Consiglio continua ad affermare di voler ridurre drasticamente le tasse sul lavoro. Preferisco per ora non prendere in considerazione l’idea che questo tipo di provvedimento possa essere finanziato da una maxi-patrimoniale, risolvendosi quindi di fatto in un incremento della pressione fiscale, e prendo piuttosto per buone le parole del ministro Alfano che afferma che stiamo per assistere al “più grosso taglio alla spesa pubblica e alle tasse che si ricordi”. Nientemeno. Ma come e dove si può tagliare la spesa?