Categoria: Scienza e Tecnologia

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Notizie dal CERN: niente nuove scoperte, anzi, sì: la Natura non è naturale.

Dal 3 al 10 agosto si è tenuto a Chicago un importante convegno nel campo della Fisica delle Alte Energie, l’ICHEP. C’era particolare attesa per le relazioni degli scienziati che al CERN stanno raccogliendo nuovi dati dopo il potenziamento dell’LHC, l’acceleratore che ha permesso di scoprire il Bosone di Higgs; infatti, dopo quella scoperta, gli sperimentatori si stanno concentrando (oltre che sulla migliore comprensione delle caratteristiche del bosone stesso) sulla ricerca di nuovi fenomeni, e alcuni dati preliminari raccolti nel 2015 suggerivano la possibilità di una nuova particella non prevista dal Modello Standard della Fisica.

I dati raccolti nel 2016 hanno smentito questa possibilità, e per ora non offrono alcun appiglio per le teorie “oltre il Modello Standard”, come la Supersimmetria. Vediamo perché questo è importante, e cosa potrebbe cambiare nella “filosofia” della ricerca fisica.

CERN: si riparte verso nuove clamorose scoperte (o no?)

Evento LHC a 13 TeV

[Nota: i primi importanti risultati del ciclo di esperimenti di cui parliamo qui sono discussi in un successivo post che vi invitiamo a leggere]

Tutti a bordo: al CERN si riparte. L’immagine che vedete qui sopra raffigura uno dei primi “eventi” registrati al CERN di Ginevra dopo il potenziamento cui è stato sottoposto il Large Hadron Collider (LHC), che è l’acceleratore di particelle che ha consentito la scoperta del bosone di Higgs, e che ora opera a un’energia complessiva di 13 TeV, quasi raddoppiata rispetto ai 7 TeV disponibili precedentemente.

I fisici di tutto il mondo attendono con emozione i risultati degli esperimenti a queste energie mai raggiunte prima, con l’aspettativa di scoprire qualcosa di radicalmente nuovo e tale da imprimere una nuova direzione alla Fisica fondamentale. E se invece…?

Stretta la banda, larga la via…

leafTutti sappiamo che l’Italia è in grave ritardo nell’adeguamento delle nostre reti di comunicazione ai requisiti di capacità e capillarità proposti dall’Agenda Digitale Europea, e che in generale la diffusione della rete fast broadband in Italia è ancora piuttosto limitata. Negli anni, si sono avvicendati diversi piani mirati a superare questo ritardo (anche se dovremmo chiederci se sia davvero questo il ritardo italiano nella digitalizzazione), e in questi giorni c’è stato l’annuncio di un piano, guidato da Enel e benedetto dal Governo, per la banda ultra-larga in 224 città a partire da Palermo, Napoli, Genova e Firenze. Grande assente da questo scenario, Tim/Telecom Italia.