C’è un dibattito, marginale, sul concetto di ‘fascismo’, che vale la pena chiarire; anche perché coinvolge un altro concetto, ‘populismo’, che si è messo di traverso nella campagna elettorale.
C’è un dibattito, marginale, sul concetto di ‘fascismo’, che vale la pena chiarire; anche perché coinvolge un altro concetto, ‘populismo’, che si è messo di traverso nella campagna elettorale.
Calenda e Bonino presentano il programma di Azione e +Europa. Noi l’abbiamo riassunto e abbiamo aggiunto un primo commento.
Finalmente la svolta necessaria del PD, che chiama a raccolta i razionalisti, europeisti, riformisti, per battere la destra populista e sovranista.
Una sinistra con poche idee lancia vecchi e logori slogan, non vedendo chi sia il vero nemico.
I tempi sono cupi, ma non diamoci per vinti. C’è una grande occasione da cogliere per i democratici, riformisti, liberali ed europeisti. Coraggio!
Non poteva che finire così, e non illudetevi: non rimpiangeremo Draghi né domani né mai, perché ci sarà più comodo sprofondare nel disastro gridando al complotto. (Mattia feltri, HuffPost del 21 lug 2022)
Un Senato di vili e ipocriti manda a casa Draghi e apre le porte a Meloni. Buona fortuna!
Scemo più scemo, cretinetto, boccalone, imbecille, con una buona dose di cattiveria, eversività, fascisteria. In altre parole: un 5 Stelle (lo scrive il New York Times!).
Le ragioni (mie personali) a favore del voto subito, senza paura della destra becera e cercando di tradurre la probabile sconfitta in un’occasione per i riformisti, socialisti e liberali.
La crisi di governo non è una crisi politica. Non ha nulla di “politico”, semmai di culturale, antropologico, patologico…
Canea a favore della legge elettorale proporzionale da destra e da sinistra. Noi di Hic Rhodus siamo contrari, e vi spieghiamo perché.
Quando per risolvere un problema complesso viene proposta una soluzione “semplice” bisogna diffidare.
C’è una distanza siderale fra quanto discettano e propongono alcuni intellettuali, sindacalisti, politici, e il mondo reale, che funziona in un modo sconosciuto a molti di coloro che straparlano.
L’inaccettabile sciopero dei tassisti, uguale a quelli delle centinaia di corporazioni italiane, mostra la debolezza del governo e l’arretratezza strutturale del Paese.