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Mi voglio ricordare di Berlusconi, anche se ormai non è più in grado di nuocere e sono lontani i tempi delle leggi ad personam. Me ne voglio ricordare perché il male che ha fatto all’Italia non è consistito in singole azioni isolate, ma in un progetto di modifica strutturale della morale e della politica; il “berlusconismo” è stato il suo lascito: il viatico per le destre, il populismo, il leaderismo, la politica come spettacolo. Mi voglio ricordare anche di Grillo, anche se la sua parabola è in forte declino, e del suo compare Casaleggio, che al di là delle sciocchezze enormi, delle contraddizioni e della brevità, tutto sommato, della loro stella, hanno elevato il populismo a ragione di stato, il qualunquismo e l’ignoranza a condizione onorevole e il trasformismo a logica esplicita della quale non vergognarsi, regalandoci, per di più, quella catastrofe per l’Italia di nome Di Maio. E mi voglio ricordare anche di Zingaretti, che al culmine di una gravissima crisi di identità del PD si è ritagliato il ruolo storico di persona sbagliata nel momento sbagliato, eliminando definitivamente ogni possibilità a breve termine di avere un partito credibile, popolare, riformista in grado di battere le destre più pericolose di sempre. Me li voglio ricordare tutti, perché in maniere diverse costoro sono i campioni che hanno fatto questa Italia, in queste condizioni, senza obiettivi, senza programmi, in uno stato di permanente guerra fredda civile.

Italicum. Quali sono le ragioni vere di tutto ‘sto bordello?

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La bagarre. Termine giornalistico come ‘vacanzieri’, ‘torrida estate’ e altri cliché linguistici che entrano nell’uso comune; in questo caso un simpatico francesismo per dire rissa parlamentare, tafferuglio politico, lancio di crisantemi (contro Renzi), ingollamento di mortadella (contro Prodi), esposizione di volantini, manifesti, corde da impiccato… Perché nel Parlamento le chiacchiere a un certo punto finiscono e c’è bisogno di mostrare, esibire l’indignazione suprema, lo scandalo indicibile a cui si assiste, la mostruosità inenarrabile degli avversari. E giù un bel cazzotto se l’avversario è a tiro. E sia bagarre, quella vista alla Camera dopo l’annuncio della fiducia all’Italicum.

Muoia Berluscone con tutti i filistei

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E spesso, per farci del male, gli strumenti dell’oscurità ci dicono delle verità, guadagnano la nostra fiducia su delle questioni marginali per tradirci in faccende dalle conseguenze molto più profonde (Shakespeare, Macbeth, I, 3).

Ho sempre trovato morbosamente interessante la solitaria fine di certi dittatori potentissimi nei tempi di gloria che, rapidamente rovesciati da forze oppositrici, non trovano la lucidità per comprendere realmente il volgere negativo degli eventi, non colgono l’occasione per salvare il salvabile (innanzitutto loro stessi) quando ancora ne hanno l’opportunità e, in sostanza, finiscono catturati, umiliati, ammazzati ed esposti col loro corpo martoriato al pubblico disprezzo. I casi più recenti sono stati Saddam Hussein in Irak e Gheddafi in Libia, ma risalendo la storia, pur con diversità ovvie, anche Mussolini, Nicola II, Luigi XVI e un certo numero di imperatori romani.