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La continua ricerca di una stella al crepuscolo

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Ma sul tuo piccolo pianeta ti bastava spostare la tua sedia di qualche passo. E guardavi il crepuscolo tutte le volte che lo volevi… (Antoine de Saint-Exupéry, Il Piccolo Principe).

Un sarcastico Mattia Feltri commenta gli entusiasmi della sinistra italiana per il successo di Jeremy Corbyn con un breve commento seguito da un discretamente lungo florilegio di citazioni, da Veltroni a Fassina e Civati, passando per D’Alema e Bersani (ché nessuno si chiami fuori…), di lodi ai vari leader della sinistra che all’estero, per periodi più o meno lunghi, hanno illuso sulla rivincita di una sinistra internazionale nuovamente arrembante, da Zapatero a Corbyn, appunto, passando per Lula, Tsipras etc. I commentatori italiani sono ovviamente, e piuttosto banalmente, appiattiti nelle loro posizioni rituali: chi critica o addirittura irride, e chi approva o addirittura si entusiasma.

Volete davvero morire a 40 anni?

Nel caso siate stati sul Marte negli ultimi 30 giorni, potreste non aver saputo dell’iniqua e vergognosa distribuzione della ricchezza nel mondo. Perché, con la pubblicazione del World Wealth Report, la notizia che tutti i giornali hanno riportato è che circa l’1% della popolazione possiede più o meno la metà della ricchezza del mondo, fatto usualmente accompagnato da commenti del tipo “mai tanta ineguaglianza”.

L’Oxfam briefing paper è molto chiaro in proposito, basandosi su dati del World Economic Forum:

  • circa metà della ricchezza mondiale è posseduta dall’1% della popolazione;
  • la ricchezza dell’1% più agiato vale 110 trilioni di dollari, 65 volte la ricchezza totale della metà della popolazione mondiale meno agiata;
  • gli 85 più ricchi del mondo sono ricchi quanto tutta la metà meno agiata della popolazione mondiale;
  • sette persone su dieci vivono in paesi dove la disuguaglianza economica è cresciuta negli ultimi 30 anni;
  • l’1% più ricco ha incrementato la sua percentuale di reddito in 24 su 26 paesi per i quali ci sono dati dal 1980 al 2012; negli USA, l’1% più ricco ha raccolto il 95% della crescita post crisi, mentre il 90% più povero è diventato ancora più povero;