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i grillini sono il primo movimento politico fondato sul ricatto come strumento ordinario di gestione dei rapporti interni ed esterni [...]. Per i grillini questi metodi al limite del lecito, lungi dall’essere un’eccezione, rappresentano la regola: non sono un incidente patologico ma la normale conduzione della vita di un partito che, in nome di una concezione totalitaria della democrazia, pretende il controllo assoluto sui propri eletti e, a tale scopo, inserisce nel codice etico una multa da 100mila euro per il parlamentare che osi dissentire. Una sanzione salata che, se non è un palese ricatto, denota tuttavia una forma mentis, una sorta di disciplina estorsiva che punta alla coazione morale dietro l’ombra della minaccia, più o meno esplicita. Se non ti attieni agli ordini impartiti, vieni fatto fuori e devi pagare (poco importa che il valore giuridico di questa clausola sia pari a zero).

Annalisa Chirico, M5s, il partito fondato sul ricatto (articolo tutto da leggere), Il Foglio, 21 marzo 2019.

Al di là di quattro cosette (reddito di cittadinanza e poco altro) nel Movimento non esiste una linea o una visione politica. Tutto va avanti u po’ per caso, mischiando il marketing (sbagliato, spesso) con quella che dovrebbe essere la politica.

Il risultato si condensa in scelte che fanno pensare a un automobilista che viaggi con un tasso alcolico ben oltre i limiti consentiti.

Giuseppe Turani su Uomini e Business, 12 feb 2019

... comunque vada a finire la sfida della Tav si lascerà dietro strascichi pesanti. Se a cedere sarà la Lega, dovrà alzare quanto più possibile il prezzo in materia di grandi opere e modello di sviluppo per recuperare la base delusa. Se invece i nudi conti in termini di penali costringeranno i 5S a ingoiare anche solo una parziale ripresa dei lavori, il malumore interno arriverà alle stelle. È l’incubo che tormenta in questi giorni Di Maio: essere costretto alla resa non da Salvini ma dalle cruda realtà delle cifre. Proprio come nel rovinoso caso dell’Ilva.

Andrea Colombo, Tav, lo scontro che i duellanti non possono perdere, "il manifesto", 13 gen 2019.

Una coalizione tra grillini e verdi? A me pare che la collocazione naturale del M5s, in Europa, sia nel blocco dei partiti sovranisti. [...] La loro struttura non è democratica. Per noi non c’è differenza tra grillini e Salvini.

Philippe Lamberts, presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo

Con tutti i dubbi possibili sui sondaggi, che conosciamo e che abbiamo spiegato mille volte qui su Hic Rhodus, anche l’ultimo sondaggio mostra le forze di governo in crescita. E se anche il M5S, dal giorno delle elezioni, ha perso qualche punto (ampiamente compensato dal guadagno della Lega)

non c’è stata alcuna “frana”, Sono stati abbandonati da chi scioccamente – da sinistra – li aveva votati “contro” il PD, e si sono ormai ricreduti, ma la stragrande maggioranza degli elettori casaleggini è assolutamente a favore delle politiche di questo esecutivo.

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