Le fibrillazioni nel governo sono espressione dell’estrema povertà nella cultura politica attuale.
Le fibrillazioni nel governo sono espressione dell’estrema povertà nella cultura politica attuale.
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È la ricorrenza della “liberazione dall’occupazione nazista e dal regime fascista”; una festa nazionale, civile, sempre più sfocata man mano che passano gli anni e ci si allontana da quella…
Aumentano gli articoli di giornale che propongono la tesi che la SuperLega di calcio sia un attacco alla Democrazia. Una balla insostenibile fondata su una sciocca fallacia logica.
In un brevissimo video che trovate su tutti i giornali, Grillo, furioso, difende il figlio accusato di stupro citando elementi che parrebbero scagionarlo o, quanto meno, ridimensionare il fatto. Io non so come sono andate le cose ma per principio starei con Grillo e il garantismo, e contro il linciaggio mediatico, certo imponente a causa del cognome del presunto reo. Gli auguro di risolvere presto la questione, nel migliore dei modi, anche perché finire nel tritacarne della giustizia italiana non è da augurare a nessuno. Ciò detto, ricordo sommessamente al padre infuriato che difende il figlio, che lui e i suoi figliocci politici hanno soffiato per anni e anni sul fuoco del peggiore giustizialismo, delle condanne popolari, della galera, del sospetto come colpa certificata, esprimendo un ministro della [in]giustizia come Bonafede.
Il mondo è governato da mediocri quando va bene e da furfanti quando va male. Ma non possiamo evitare un governo e un centro decisionale. Un’aporia insolubile
A proposito della stupidaggine detta da Hunziker, e della massa di commenti stupidi che sono seguiti.
Di Battista, araldo delle idiozie proto-fasciste del populismo più stupido.
Cosa fare coi “dittatori”? Fin dove si può spingere la realpolitik? Una questione spinosa che non possiamo risolvere con appelli ideologici.
La polemica di Murgia (e Bottura) sull’uniforme del generale Figliuolo è oltre la stupidità: disinformata, falsa, ideologica, insostenibile. Una riflessione sui doveri dell’intellettuale.
Draghi chiama Erdogan dittatore. E spiega che bisogna parlare chiaro sia pure “cooperando” per gli interessi del Paese. Una straordinaria discontinuità politica; una lezione per i politici italiani e per i leader europei.
C’è una contraddizione – scrive argutamente Quagliariello – fra la legge Zan contro l’omofobia e il sostegno delle quote rosa. Discutiamone.
“In galera per il reato di catcalling”; “In galera per le droghe”; “In galera, in galera!” L’invocazione della repressione per difendere delle pretese di libertà non appare contraddittorio ai nuovi paladini della giustizia, quelli che parlano politicamente corretto e che vogliono condannare i personaggi storici del passato?
Ho scritto un libro e ve ne parlo.
Contro la decrescita felice e i ragazzini che pretendono di insegnarcela.
Quella dell’ufficiale italiano che cercava di vendere segreti ai russi è una storia di ordinario egocentrismo, infantilismo, rifiuto della responsabilità, tipica del nostro tempo.