Categoria: Disuguaglianze e Diritti

– Diritti sociali, civili, universali…
– Diritti dei lavoratori, diritti dei cittadini;
– LGBT;
– Eutanasia, aborto, eterologa…

Disuguaglianza o ingiustizia?

fair-balance

Nel suo recente post sulla distribuzione della ricchezza e sulla sua correlazione con il benessere sociale, SignorSpok ci ha mostrato come storicamente negli ultimi 100-150 anni parallelamente a un aumento delle disuguaglianze economiche (misurate tipicamente dall’Indice di Gini) si sia assistito a un incremento generalizzato del benessere, e in particolare anche del benessere dei meno favoriti. In sostanza, e in un’ottica “macroscopica” (sia temporalmente che geograficamente), la lunga fase espansiva delle economie di stampo occidentale ha sì prodotto una significativa polarizzazione della ricchezza, ma è stata accompagnata da un miglioramento generalizzato delle condizioni di benessere,  pur nelle differenze non irrilevanti tra i modelli sociali dei diversi Paesi. Facendo riferimento al recente rapporto dell’Oxfam che evidenzia il costante crescere delle disuguaglianze, insomma, il nostro Spok ci avverte che non è così scontato che queste disuguaglianze abbiano (e tantomeno abbiano avuto in passato) effetti negativi. In questo post proveremo invece a chiederci, scendendo dagli scenari macroscopici ad altri ben più delimitati, se e quando le disuguaglianze diventino un’ingiustizia e un problema.

Volete davvero morire a 40 anni?

Nel caso siate stati sul Marte negli ultimi 30 giorni, potreste non aver saputo dell’iniqua e vergognosa distribuzione della ricchezza nel mondo. Perché, con la pubblicazione del World Wealth Report, la notizia che tutti i giornali hanno riportato è che circa l’1% della popolazione possiede più o meno la metà della ricchezza del mondo, fatto usualmente accompagnato da commenti del tipo “mai tanta ineguaglianza”.

L’Oxfam briefing paper è molto chiaro in proposito, basandosi su dati del World Economic Forum:

  • circa metà della ricchezza mondiale è posseduta dall’1% della popolazione;
  • la ricchezza dell’1% più agiato vale 110 trilioni di dollari, 65 volte la ricchezza totale della metà della popolazione mondiale meno agiata;
  • gli 85 più ricchi del mondo sono ricchi quanto tutta la metà meno agiata della popolazione mondiale;
  • sette persone su dieci vivono in paesi dove la disuguaglianza economica è cresciuta negli ultimi 30 anni;
  • l’1% più ricco ha incrementato la sua percentuale di reddito in 24 su 26 paesi per i quali ci sono dati dal 1980 al 2012; negli USA, l’1% più ricco ha raccolto il 95% della crescita post crisi, mentre il 90% più povero è diventato ancora più povero;

Poveri lavoratori…

Come preannunciato nel post sull’importanza della Statistica, vorrei “rileggere” alcuni temi di particolare interesse e molto presenti nel dibattito politico utilizzando le evidenze statistiche disponibili, in particolare quelle fornite dall’Istat e dall’OCSE.

Il tema forse più rilevante a giudizio di quasi tutti i commentatori italiani è quello del lavoro, rispetto al quale le proposte e le discussioni mi sembra si concentrino su due obiettivi prevalenti:

  • come ridurre il tasso di disoccupazione, prevalentemente giovanile;
  • come sostenere economicamente chi per un motivo o l’altro (giovani in cerca di prima occupazione, quaranta-cinquantenni “espulsi” dalle aziende, “esodati”, ecc.) si trova a non avere un lavoro.