Asia e le altre. Il difficile rapporto fra i sessi e il femminismo in bianco e nero

Ho pensato a lungo prima di scrivere. E certamente avere pensato a lungo non garantisce saggezza e verità. Poi sono un maschio e già questo, inevitabilmente, mi schiera, no? Parlare di molestie sessuali contro le donne, “da maschio”, mi rende comunque, sia pure molto da lontano, una sorta di parte in causa, ma poi penso: anche parlarne da femmine. Non c’è nulla da fare. Chiunque ne parli è una parte in causa.

Ho pensato a lungo perché dopo le rivelazioni di Asia Argento mi sono detto: “Ma come, ne parla adesso, dopo vent’anni?”. Poi, naturalmente, mi sono pentito di avere avuto un pensiero così meschino perché non tiene conto dei rapporti di forze, dell’inesperienza… e ho letto i commenti di chi saggiamente indica il problema generale che non viene cancellato per niente dal tempo passato (per esempio ne ha scritto ManginoBrioches, una bravissima blogger). Ma poi ho letto anche dichiarazioni di altre donne, come quella di Cucinotta che mostre altre sfaccettature del problema… Insomma, ho pensato a lungo prima di scrivere, e a furia di pensare mi si sono confuse le idee. Forse era meglio avessi scritto di getto qualunque cosa…

1) La violenza sessuale è sempre da condannare in qualunque forma e luogo e contesto avvenga, anche se scoperto o rivelato anni dopo. Fin qui è stato facile e molto politicamente corretto, ma adesso aiutatemi a definire ‘violenza sessuale’. Stupro a parte, ovviamente. Le avance sono una forma di violenza sessuale? Sì, se sono eccessive e proposte da una persona (per esempio un maschio) che ha un potere diretto su un’altra persona (per esempio femmina). Il datore di lavoro che mette le mani addosso a una sua dipendente, con l’implicito ricatto del licenziamento, compie un’indegna violenza sessuale anche se non consuma uno stupro e anche se la dipendente, impaurita, accetta il rapporto sessuale. Quel rapporto sessuale non è consenziente ma frutto di una costrizione, e assomiglia a uno stupro anche se non si consuma nella violenza fisica. D’altra parte l’avance fatta da un giovane innamorato regalando un mazzo di fiori all’amata, e l’insieme di piccoli messaggi verbali e gestuali, in un gioco che potrebbe condurre i due a rotolarsi fra le lenzuola sono, invece, un sano e normale gioco fra i sessi. D’accordo fin qui? Vi mostro questi due estremi in un disegnino:

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Ora: Asia Argento si situa in qualche punto ignoto tra i due estremi. Certamente più a destra che a sinistra ma… dove, esattamente? Nessuno di noi può saperlo; non certo io, non Cucinotta, non ManginoBrioches e – scusate se esagero – neppure la protagonista stessa, che rivanga vecchie esperienze nel ricordo trasfigurato dal tempo. Prima excusatio non petita: questo non è il prologo di un’argomentazione strumentale per diminuire la gravità dell’accaduto. Ho detto che certamente il suo “incidente” si colloca nella metà di destra dello schemino, ovvero sul versante della violenza. Lo so, ne sono intimamente convinto, non lo dico per dire. Ma cosa sia realmente successo, quale fossero le intenzioni dei protagonisti in quel momento, quali le motivazioni e le conseguenze reali in quel momento, non possiamo saperlo, no?

2) I ruoli sessuali sono sbilanciati, asimmetrici, ineguali e penalizzano fortemente le donne. Non parlo dei ruoli sociali e professionali, dove le ingiustizie sono denunciate da tempo, ma di quelli sessuali. Il comportamento sessuale dei maschi è primitivo e predatorio, e affermarlo come fatto “naturale” non significa giustificarlo ma semplicemente spiegarlo; quello femminile è, simmetricamente, mentale e seduttivo. Prima che decidiate di venirmi a tagliare le gomme della macchina vi prego di non considerare, le precedenti, mie opinioni maschiliste ma la sintesi di considerazioni storico-antropologie, biologiche e psicologiche che ho già trattato altrove, per esempio QUI. Basta aprire un qualunque giornale on line, uno non particolarmente gossiparo, per vedere star scollate su red carpet, famose cinquantenni “ancora in forma”, dive e divette che fanno del sedere tonico e delle tette abbondanti un passe-partout primario, prima dell’intelligenza, prima della competenza. E’ solo un esempio banale. Prendete la letteratura, la più nobile e  acclamata. Il cinema, anche di qualità. Prendete i riferimenti culturali che vi pare ma, per una ragione o per l’altra, la donna viene rappresentata, dalle donne stesse, come oggetto di desiderio erotico. Anche i maschi, direte. Dei bei fusti di Hollywood certamente ammiriamo il profilo esteriore se siamo ragazzine quattordicenni, ma il grande schermo è pieno di brutti affascinanti, brutti eroici, brutti magnetici. E belli o brutti che siano fanno, agiscono, sono protagonisti. Non altrettanto di brutte… Voglio dire che la cultura dominante è un immaginario di uomini che fanno e di donne che si desiderano. Di uomini artefici del mondo e di donne che li accolgono, li sostengono, li incitano, li “confortano” dietro le quinte. Guardate alle mogli e compagne dei principali leader europei per avere un distillato di storie interessanti. E, prima di venirmi a lanciare pietre contro le finestre, tenete a mente che ho parlato di cultura dominante, che di per sé non significa affatto cultura “giusta” e nemmeno cultura “da accettare”. La cultura dominante si contrasta ma non la si vince sulla breve distanza. Ho scritto molti post sulla questione femminile da questo punto di vista: i processi culturali cambiano sulla distanza di molti decenni, mentre quelli sociali mutano in anni. Anche se oggi molte donne (non tutte, neppure moltissime) e alcuni uomini (neppure pochissimi) hanno consapevolezza dell’ingiusto ritardo di cui soffrono le prime, è solo l’ampia e duratura estensione di nuovi modi di essere e di relazionarsi che concorrerà, col tempo, a modificare il rapporto maschi/femmine in maniera conveniente, a partire dalla parità nei rapporti di potere.

3) E comunque c’è chi dice “no”. Scusate, qui veramente temo la vostra rabbia: c’è chi dice “no”, c’è chi rifiuta la raccomandazione e chi rifiuta la minaccia, chi rifiuta la lusinga e il ricatto. Per carità: ci sono situazioni e situazioni: la povera operaia ricattata dal bavoso datore di lavoro, che porta l’unico stipendio a casa dove l’attendono bimbi affamati, ecco, questa è una donna che non può dire di no, non può scegliere, e quindi la sua è la massima violenza subita, è un vero stupro. C’è però chi può scegliere; chi può difendere la sua dignità rinunciando a un’ipotetico vantaggio oggi in favore di un’integrità che potrà (o forse no, certo, chi può dirlo?) rendere vantaggi domani. Approfittare della giovanile avvenenza fisica oggi per trarne un vantaggio, e lamentarsi vent’anni dopo sull’onda dell’emozione sociale causata da un certo susseguirsi di atti di violenza, insomma, non mi piace, va bene? Direte: parli tu che sei un maschio, che ne sai? No, non l’accetto. Anche “i maschi” hanno i loro ambiti di ricatto, affettivo, professionale… “Fai questo / non fare quello altrimenti…”. Io li ho subiti, miei amici li hanno subiti… C’è chi dice “Sì”, ma c’è chi dice “No”, come quel giovane ricercatore che ha denunciato i concorsi truccati. Avrà la carriera stroncata dal sistema perverso? Non lo so, ma consideriamo quel giovane una brava persona, giusto? Pensiamo abbia fatto bene a scoperchiare la pentola del malaffare universitario. C’è chi dice no anche alle profferte sessuali. Donne che hanno fatto carriera dicendo “No” alle molestie e alle facili scorciatoie, e anche se posso capire che molte altre, effettivamente, si saranno forse viste stroncare le carriere, pure siamo tutti d’accordo che la lotta alla molestia passa dal dire “NO”? La lotta non può passare dal dire “Sì” e poi, dopo, protestare di avere subito molestie considerate, da chi le ha perpetrate, quasi un peccato veniale, in virtù di quella cultura dominante che si diceva prima. Perché sei ricco e potente, l’hai sempre fatto, hai “sedotto” decine di donne, perché non anche te? Perché non con una volgarità tollerata ai ricchi e ai potenti? Vi ricordate il Trump di “Grab them by the pussy”? E’ stato votato da milioni di donne americane! Riascoltatelo:

Seconda excusatio non petita: mai usato linguaggio volgare con le donne che ho amato; sempre corteggiato delicatamente, mai alzando tono della voce, figuratevi le mani; mai preteso “prestazioni” non gradite… Ma probabilmente io (credo così, lo spero) sono un uomo acculturato, consapevole dei rapporti sociali bla bla… Ho avuto vicino donne intelligenti, volitive, gentili e accoglienti, mai succubi, che hanno sempre detto i loro “No”. Cominciando dall’educazione dei loro figli. Quelli maschi. E dovremmo pur parlare anche di questo. Che madre ha avuto Trump? E Weinstein?

4) Mentre espatrio sotto falso nome per ragioni di sicurezza, arrivo infine a dire che una certa cultura femminista in bianco e nero mi pare ideologicamente ottusa. Tutte le obiezioni femministe a questi miei punti di vista li ha benissimo scritti Michela Pagarini sull’HuffPost. Potete leggerle da voi: non importa un fico secco se se ne parla dopo 20 anni, non ha significato parlare di possibilità di scelta, non ha importanza essere tornata a letto col porco perché c’è pure la nota “Sindrome di Stoccolma” e così via. Ovviamente non le condivido – non avrei altrimenti scritto questo mio – perché manca, a tali obiezioni, qualunque tentativo di dare uno spessore storico e sociale al fatto. Il porco è tale per definizione e la donna è la sua vittima per definizione. Ergo: a morte il porco e viva le povere donne. Io personalmente ho conosciuto donne infami, stalker seriali dai cui uffici uscivano uomini in lacrime distrutti, ma probabilmente è un altro discorso. Ho conosciuto madri complici totali dei loro figli maschi violenti con le mogli, e anche questa forse è un’altra storia. Ho letto cronache di file lunghissime di stelline, veline, semi prostitute, quasi maggiorenni alla porta di potenti che per qualche seratina fra amici concedeva poi una comparsata in TV o un appartamento all’Olgiata. Ancora altre storie per il femminismo in bianco e nero. Che non concede nulla al ruolo sociale (sia pure minimo) che Asia Argento già aveva, al contesto locale in cui tutti sapevano (e lo dicono ora, donne comprese, tacendo di altri profittatori), e specialmente, e specialmente, all’elemento della responsabilità già menzionato. Pensare che l’uomo porco, in quanto maschio e di potere, sia un porco e basta, e che la donna sia vittima e basta senza un filo di contestualizzazione, senza dare un senso all’azione, senza rendere spessore alle storie, finisce col tracimare nell’inevitabilità della guerra fra i sessi, nell’irriducibilità delle differenze, nell’impossibilità di un superamento culturale delle condizioni di asimmetria.

In conclusione, quello che voglio dire è che sono certamente solidale con le donne che subiscono violenze, ci mancherebbe altro! Anche Asia Argento ha la mia solidarietà, perché anche lei ha indiscutibilmente subìto. Ma ha subìto da privilegiata, in un contesto (quello dello star system) dove ne potrebbe raccontare più la camera da letto che la macchina da presa. E’ ingiusto? Certo che lo è, e Weinstein merita tutto il biasimo possibile. Ma se tutte le donne iniziassero a dire “No” oppure a denunciare subito, se educassero diversamente i loro figli (guardate, questo è un punto cruciale, so quello che sto dicendo…), avremmo qualche dibattito in meno sui social, qualche maiale maschio più “addomesticato”, e relazioni di genere più felici. Ma attenzione alla trappola! Come in Francia un dibattito analogo sta portando il governo a proporre leggi basate sulla delazione, come in America la paranoia della facile denuncia porta i maschi a non voler salire soli con donne in ascensore, così il nostro dibattito deve partire da una considerazione liberale ed ugualitaria. Le donne vanno assolutamente difese innanzitutto come persone. Immaginare in maniera rigida, intollerante, manichea, mezza umanità di predatori maschi e mezza di potenziali vittime femmine, e pretendere di salvaguardare queste ultime con le mani sugli occhi non è, nella maniera più assoluta, la strada da percorrere.

Corrediamo l’articolo con la nostra Mappa 27.

Sono inclusi i principali articoli da noi pubblicati sui temi trattati in questo post, ma altri non sono stati inclusi: sulla prostituzione, sull’infibulazione, altri che trattano questi temi all’interno di discorsi più ampi etc. Se desiderate sarà facili trovarli tutti.

Mappa 27 Disuguaglianze di genere

Questi sono i link:

Il corpo delle donne è il problema?

Forme di violenza

Derive

11 commenti

  • Questo è il bezzicante che preferisco
    Tagliente,ma critico,attento alle donne,ma realista
    Dice un vecchio proverbio che tira più la gnocca che un carro di buoi,pertanto non vorrei essere tacciato per sessista in questo mio commento
    L’aspetto è antropologico,il potere del fascino femminile è un’arma potentissima,il potere maschile del ruolo del pigmalione è una vera e propria figura creata dalle stesse donne
    Il ruolo nella società delle donne e madri è violentissimo sotto il profilo psicologico,le madri hanno il potere manipolatorio che la natura (perfetta) ha donato loro e le madri e donne usano questo potere spesso in maniera dirompente proprio sui figli maschi
    Dopo tanto maschilismo ( vero o presunto) narrato dalla storia umana,la storia della vita poi ci insegna che le “debolezze ” di Trump e di Weinstein provenivano da madri potenti e magari assenti nei sentimenti,nelle emozioni
    Per mia esperienza personale ,posso dire che il potere biologico che le madri hanno sui figli maschi è pervasivo,frutto della parte animale,ancestrale, dell’essere umano
    In ogni caso,la donna nel suo essere donna.nel suo splendore è un animale da cacciare,ma, il problema è che alle donne piace tanto tanto il Potere

  • Sì va bene tutto però peccato che comunque la percezione della colpa ricada sempre sulle donne, in primis sulle presunte femministe. Mai che ci si interroghi sull’uomo in sé, che parti un’autocritica su certi comportamenti, tutti gli uomini conniventi che hanno taciuto allora? Senza tenere conto che non si può parlare di femminismo in sé ma di femminismi e che al giorno d’oggi una cultura diffusa della storia delle donne e del femminismo è completamente assente, eppure tutti e tutti a definirsi femministe/i o antifemministi/e così a caso, magari dopo aver letto due o tre righe, solitamente di parte su internet. Ogni questione è banalizzata e semplificata. Se le femministe dunque alzano la voce, fanno troppa caciara e lottano contro le discriminazioni, i pregiudizi e gli stereotipi di genere, ecco che si grida alle potentissime lobby nazi-femministe al soldo del pensiero unico che vogliono castrare la virilità del povero maschio, se si incentiva un’educazione paritaria di genere OMIODDIO ecco che arriva il GENDER! E via discorrendo. Ma adesso invece fa comodo dire: e le femministe tutte zitte eh? E chissenefrega di Asia Argento, in senso buono lo dico, lei è solo UNA tra le tante che ha raccontato la sua storia, quello che rode a molti pare essere il fatto che la SUA storia non è la storiella da piccola fiammiferaia che avevamo in testa. E allora? Si parla di un sistema di potere e di un abuso di questo. Punto. Le denunce contro Weinstein ci sono state eccome nel corso degli anni, tutte affossate, dal sistema compiacente e connivente. Le donne che ci hanno provato sono state accusate di non cercare altro che pubblicità oppure sono state ostracizzate dal sistema. Molto bene, dettagli in fondo. Ma gli abusi di potere valgono in tutti i campi, se no non avremmo la mafia, la corruzione dilagante, lo sfruttamento sul lavoro etc. Se tutti e tutti parlassero, si ribellassero e avessero un sistema che protegge loro e non il potente saremmo a posto direi. Non mi pare sia così. Chi commette un abuso di potere si troverà sempre di fronte a varie opzioni: chi si rifiuta, chi accetta per paura, chi accetta per convenienza o connivenza. Ripeto e allora? L’abuso di potere viene meno, è più scusabile? Alle donne piace il Potere? Chi è che detiene il Potere solitamente? Non sono gli uomini? Ma a loro che piaccia il Potere e che per esso siano disposti a compiere qualsiasi atto anche becero va bene perché è culturalmente accettabile? Anche no, grazie.

  • Gaspero Domenichini

    Questa volta concordo (quasi) intereramente con Bezzicante, e per esprimere meglio il concetto riporto una barzelletta che mi pare significativa (i maschi, sulle donne, parlano spesso “per barzellette”):

    Tizio, parlando con Caio, gli chiede: «Ma tu, quando vuoi “andare” con tua moglie, glielo chiedi “per piacere?»
    Al che Caio lo guarda perplesso, ma in maniera molto significativa; allora Tizio riprende:
    «Ma allora “dopo” la ringrazi?»
    Caio si mostra ancora più perplesso …
    Infine Tizio sbotta: «Ma allora che diavolo di “educazione sessuale” è!»

    Non so se è chiaro il senso, ma nel rapporto fra marito e moglie” quel tipo di educazione è davvero fuori luogo, e il comportamente (per me) naturale può apparire “maleducato” o “criminale”, ma solo a chi è pieno di stupidissimi preconcetti.

  • Carissimo Claudio, al di là di tutto ciò che hai scritto, che sai che condivido, vorrei aggiungere che non basta affatto lavorare sull’ educazione dei figli maschi, pur essendo la base di partenza del cambiamento radicale.

    Io sí che punto il dito su Asia e le altre,e ti spiego perchè.

    Sono donna anch’io, adesso vecchiotta e un po’ appassita, ma fino a qualche anno fa avevo la mia bella corte di spasimanti. Dai 25 ai 30 anni, poi, la corte era ben corposa, non lo nego.

    In quegli anni ero una donna in carriera e anche un po’ “femme fatale”, come mi chiamava un caro amico. Ero anch’io vittima dell’ immagine, perchè comunque per entrare nel gioco dello “yuppie” dovevi anche accettarne il “dress code” e tutte le stronzate ad esso legate. Per farla breve, curavo ogni piccolo dettaglio estetico, perchè comunque lavoravo in un dipartimento di una famosa multinazionale in cui l’immagine era importante.
    A volte si lavora vendendo anche l’immagine, lo sappiamo, ciò succede nel mondo dello spettacolo. Ma è un’ arma a doppio taglio, se non fai attenzione ti fai male.

    Ti racconto tutto ciò per dirti, in definitiva, che pur essendo ultra-femminista, non sono di quelle che mio marito non può vedere : grasse, spettinate e anche un po’ puzzone che dicono “il maschio deve amarmi per il mio cervello e non per il mio aspetto”. Sappiamo benissimo entrambi che questa è una solenne cazzata, perchè comunque la vista è un senso fondamentale e visto che l’abbiamo, ed è anche collegato a varie zone cognitive del nostro cervello, è bene alimentarlo correttamente.

    Orbene, se sei una donna belloccia e curata, i maschietti ci provano quasi sempre. Ciò diventa quantomeno fastidioso, soprattutto se coi maschi di cui sopra ci devi lavorare. Non ti racconto tutti gli aneddoti che ho in memoria, ma sì uno gravissimo che mi vide vittima nel ’91 : implicati il mio capo ed un fornitore di trasporti cugino di un importantissimo politico di allora !!! Insomma, robe da denuncia, che comunque non ho fatto perchè avrei perso la causa, non so se mi spiego. Quello che però feci fu chiedere al personale che mi cambiassero il dipartimento, non senza aver detto prima chiaramente al mio capo il motivo della mia richiesta, e a lui non rivolsi mai più la parola , anzi, lui abbassava lo sguardo quando ci incrociavamo nel corridoio. Al fornitore, col quale il mio capo mi aveva lasciata volutamente sola in un ufficio, dissi con educazione che se pensava che io fossi una puttanella qualunque aveva sbagliato persona (immagina la sua faccia 😁 )

    Inutile dirti che non feci mai carriera, anzi, nel 93 me ne andai con le palle infiammate da cotanto “machismo”. Ecco, ciò che volevo dirti è che, con educazione e fermezza, non bisogna MAI scendere a compromessi con nessuno, nemmeno a costo di dover perdere possibilità di carriera. Se tutte noi fossimo lineari in questo senso saremmo un po’ più avanti nella lotta al macho testosteronico. Che poi, comunque, c’è un vizio culturale schifoso, dietro. Il maschio ha sempre usato il sesso, fuori dal rapporto in cui è rincoglionito dall’ amore, per sottomettere la donna, essere considerato inferiore ancora dalla maggioranza. A volte per la strada sento dei discorsi, tra uomini, da far accaponare la pelle, e non sai con quanta voglia sferrerei un bel calcio nei testicoli a questi “veri uomini ” !!!

    In definitiva : mi sa di mezza balla il fatto che Asia e le altre tirino fuori la cosa solo adesso. Diciamo che vent’anni fa avevano un certo tornaconto nello stare zitte? Io dico di sì, scusami. Poi in particolare Asia Argento che ha sempre vissuto sul personaggio della piccola dannata alternativa, figlia dello psicopatico Dario, trasgressiva, ecc. ecc. Adesso di colpo fa la parte della povera traumatizzata che non ha mai avuto la forza di parlarne con nessuno? Ma per favore !! Chi vuol prendere per il culo?

    Ecco, l’ho detto, adesso flagellatemi pure,
    Ross

    • Io ho letto la tua storia con molto interesse e il fatto che condivida molte cose e altre meno – tipo sull’estetica, che secondo me deve essere una scelta personale sia da parte di maschi che femmine e non un assecondare mode e aspettative dall’alto o dell’altro, mi spiace ma Margherita Hack e Umberto Eco si sono sposati lo stesso eh – non mi rende automaticamente tua nemica quindi per favore lo chiedo a tutti e a tutte la finiamo con questa retorica sbeffeggiante che ho notato anche nell’articolo da “flagellatemi pure” “so già che mi crocifiggeranno” “dovrò emigrare per aver detto questo” etc etc… No, dico: seriamente? E’ questo il modo di impostare un dialogo maturo, pacifico e onesto? Ma dove le vedete le orde di fustigatrici e fustigatori che vi impediscono con violenza di esprimere la vostra opinione? Ma che avete tutto il morbo di Fusaro?

      • Cara Loren, intervengo solo per invitarti a riconoscere un linguaggio auto-ironico (non certo sarcastico) che può piacere o non piacere, ma è un tipico mio stilema. Nessuna autoflagellazione e, per pietà del dio dei blogger, non paragonarmi a Fusaro! 🙂 Grazie dei tuoi contributi. Sto meditando su tutti quelli ricevuti qui sul blog, sulla fanpage di Facebook, su twitter, meditando di scrivere un seguito…

      • Ok, ma anche la mia era ironia appunto :-), come dire vi prego non usate almeno qui gli stessi stratagemmi retorici da anti-qualcosa del dico una verità scomoda pertanto chiunque mi critichi diventerà per forza una nazi qualcosa etc. A me sembra che si stia dicendo di tutto e di più forse anche troppo e sinceramente non ne posso più di tutto quello che sto leggendo su questo argomento, compresi i toni, a volte aggressivi, a volti sarcastici a volti da messa cantata… almeno servisse a qualcosa ma ne dubito. E paradossalmente credo che da dopodomani le donne che subiranno abusi avranno duemila paranoie in più a parlare visto il polverone. Spero di sbagliarmi. Sì ammetto il colpo basso con Fusaro, chiedo scusa. Comunque è interessante quanto ha detto Kristen Stewart che sposta la questione degli abusi anche alle truccatrici, sarte etc e stando a quel che dice lei ha usato il suo potere di star per proteggerle: “Non posso dirvi quante volte ho salvato makeup artists e assistenti alla regia con un “Fermo lì, stronzo!”, e quando dico salvate intendo momentaneamente perché sì, si imbarazzavano per un secondo ma questa cosa va avanti ogni singolo giorno. Quindi quello che sto dicendo è stiamo attenti a queste cose ad ogni livello. Queste ragazze hanno paura di perdere il loro prossimo lavoro, proprio come accade alle attrici, per questo tengono la bocca cucita… è lo stesso discorso.”

      • Hahaha, cara Loren, riguardo al flagellarmi volevo fare la battuta, anche se ho avuto confronti accesi più di una volta su questi argomenti con le amiche che odiano il maschio. Ho frequentato assiduamente un gruppo femminista, al quale sono ancora iscritta, e ti assicuro che a priori, in certi ambienti, si difende sempre e solo la donna come vittima del maschio. Ecco, mi sembra una presa di posizione poco intelligente. Che dire di quelle donne che usano il sesso per far fare all’ uomo tutto ciò che vogliono? Avrei nomi e cognomi di persone conosciute da fare al riguardo. Non è anche quello un abuso di potere messo in atto nei confronti di qualcuno, indipendente dal suo genere di appartenenza? E quelle donne che si concedono ai mariti in modo studiato per poi farsi comprare qualcosa il giorno successivo?? Ho 56 anni e ne ho già viste e sentite di “cotte e di crude”, non credo più nella divisione tra maschi e femmine ma tra persone oneste e disoneste. Buona giornata, Ross

      • Carpe diem, però capisci che qui non si sta parlando né delle simpatie/antipatie personali verso i vari femminismi – in ogni gruppo comunque succede un po’ di tutto, personalismi, antagonismi, estremismi, divisioni, etc – ma di un sistema consolidato e diffuso che legittima, copre, abusi di potere e in particolare sessuali contro le donne. Se si parla di abusi e molestie sessuali credo sia un semplice dato di fatto che quelli commessi dagli uomini nei confronti delle donne siano da sempre maggiori e più consolidati, anche per una questione storica, culturale e fisiologica, se dire questo significa dire che tutti gli uomini sono molestatori o peggio allora non so, mi arrendo, abbiamo un serio problema di comunicazione. Ora, come già ho scritto che ci siano donne e uomini (ci sono anche i gigolò, ma già il nome è un po’ più figo eh) che utilizzano il corpo e la seduzione per fini personali/professionali è un dato di fatto, così come mi pare ovvio che ci siano donne stronze e uomini non stronzi… ma non vedo come questo c’entri con la molestia, il ricatto sessuale e lo stupro. No, non voglio credere che usare il “potere della seduzione” (sa tanto di Baudrillard) sia uguale a costringere una donna in cerca di lavoro a soddisfare le tue esigenze sessuali pena il licenziamento, la distruzione della carriera o altro, così come non è la stessa cosa rendersi esteticamente attraenti per attirare l’attenzione di chi vuoi tu e sbattere all’angolo una persona con la forza, intimorirla e metterle le mani addosso. Comunque di mezzo ci dovrebbe essere quel piccolo particolare che si chiama consenso. Inoltre, parli di quelle donne che non la darebbero per farsi comprare regalini… mi sembra più un’immagine mentale anche un tantinello offensiva, ci saranno ma non credo siano oggetto di fondate statistiche o prassi consolidate e diffuse indicative di alcunché e in questo contesto non vedo cosa c’entri. Weinstein era un molestatore seriale con un potere immenso e una totale immunità, lo sapevano tutti, non solo le molestate ma anche giornalisti, dipendenti, colleghi e quanti altri. E ovviamente di tizi come lui ce ne sono a bizzeffe. Questo è il problema. Che ci fossero delle tizie che si buttassero ai piedi di Weinstein volontariamente non toglie assolutamente nulla al fatto che lui abbia attuato molestie ripetute e ricatti beceri sfruttando il suo potere.

  • Loren permettimi
    E la dignità umana dove è andata a finire ?
    Io non accetto e non accetterò mai compromessi di qualsiasi natura,sono pazzo ? sciocco? ingenuo ?
    no so un libertario,non esiste che mi si possa fare calare la testa di fronte allo schifo
    Certo rischio di finire a fare il clochard ne sono consapevole,il sistema non ama le pecore nere come me
    Ma, la mia dignità è la mia stessa eternità

    • No signore lei è un idealista come me, mi spiego anch’io voglio pensare che in ogni situazione mi comporterò sempre secondo i miei principi morali e sarò brava e risoluta nel dire di no e farmi rispettare ma a differenza sua so che il mondo non segue i miei principi morali e da donna che per quanto tale anche se va in giro da quando è nata come l’ultima delle nerd e la faccia chiusa a pugno perché non si sa mai mandasse il messaggio sbagliato, e per questo è stata peraltro sempre criticata da donne e uomini, visto che rinuncerei alla famigerata femminilità, ha comunque ricevuto palpeggiamenti non richiesti, masturbazioni davanti a sé in luogo pubblico, battutine e altre cosucce tipiche e ovviamente non faccio la clochard ma quasi, insomma, non ho la presunzione di sapere in quale situazione mi potrei mai trovare e come potrei reagire a livello psicologico e fisico di fronte a quella perché non vivo in un fumetto della Marvel. E posso dire che a me che sia normale ricevere tutte queste attenzioni non richieste e subire tutte queste molestie solo per essere una donna fa un tantino incazzare ancor più se il problema viene spostato non nel comportamento abusante ma sul fatto che alcune donne ci stanno? Quindi meno giudizi e pregiudizi, soprattutto se si parla di chi in fondo non era che una ragazzina e più ascolto, riflessione, solo questo. Allo stesso tempo sempre da donna senza averlo esplicitamente richiesto non ha idea di quante storie di persone, donne, come me, non ricche, non avide, nemmeno poi così avvenenti e manco meno ingenue abbia sentito tra le lacrime e le grida soffocate, perché non ci sono state e hanno perso il lavoro, perché un uomo gentile si è rivelato un mostro, perché l’insegnante di scuola guida ha allungato le mani, etc etc e francamente è uno schifo, e no… nessuno è dalla tua parte e ti sostiene tanto meno il sistema, c’è solo rabbia, vergogna, solitudine, senso di impotenza e sì magari orgoglio se ti è andata bene. Ma faccia attenzione qui non si tratta del caso Asia Argento e delle grandi star – ebbastaa! – si tratta ripeto di un sistema di potere, corruzione, omertà e abusi, consolidato, diffuso, ad ogni livello ordine e grado che si perpetua perenne perché è consolidato innanzitutto nella cultura e mentalità. Lo sa quante denunce ha ricevuto in passato Weinstein e non solo per abusi sessuali? Lo sa che fine hanno fatto? E anche grazie alla complicità dei giornali tipo il New York Time? Lo sa che senza delle PROVE effettive è praticamente un’operazione suicida denunciare qualcuno perché si rischia la querela per diffamazione? Ora che ci siano donne – e uomini – più che disponibili a vendere o regalare il loro corpo e usare la seduzione come mezzo per ottenere vantaggi personali e professionali è un dato di fatto – esistono anche gigolò che si sposano maliarde – che non mi sogno di smentire e credo proprio che mai e poi mai vorrei farne parte ma che l’esistenza di questi casi vada ad oscurare tutta una sterminata serie di violenze e abusi e ricatti e minacce e molestie di ogni tipo verso ogni donna – e perché no uomo – che si trova schiacciata in posizione di vulnerabilità, inferiorità e mancanza di tutele, in un sistema che protegge sempre il potente e schiaccia la vittima è un’altra cosa.

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