Nel Paese dove dimora Renzi non vivono Landini e Fassina

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Un anno di governo Renzi (dal 22 Febbraio 2014) e un bilancio che appare nefasto a molte componenti politiche, ottimo ad altre e con chiaro-scuri ai commentatori più moderati. Io non tenterò alcun bilancio politico in senso tradizionale; voi lettori avete le vostre idee e non sarò io a farvele cambiare, e potete trovare sui giornali on line ottime riflessioni, alcune delle quali segnalate in fondo a questo articolo. Il bilancio che voglio fare non riguarda le riforme fatte o non fatte, quelle fatte a metà, quelle accusate di essere nocive in quanto “non di sinistra”… I lettori potranno trovare su questo blog molteplici articoli di Ottonieri che hanno fatto le bucce a queste riforme cogliendone elementi positivi e spesso negativi. Quello che io vorrei mettere al centro della mia breve riflessione è sostanzialmente culturale, e riguarda l’enorme strappo dato da Renzi alla politica tradizionale cercando nel contempo di vederne alcune conseguenze di prospettiva.

Sarà Anonymous a sconfiggere l’Isis?


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La minaccia dell’Isis è sulle pagine di tutti i giornali, e noi italiani in particolare siamo sempre più preoccupati di trovarci “il nemico alle porte”, ossia in Libia. Di fronte a questa obiettiva minaccia, di cui peraltro su Hic Rhodus abbiamo parlato già da tempo, la strategia dei governi europei, e in particolare di quello italiano, sembra orientata alla prudenza rispetto alla possibilità di un impegno militare diretto.

Qualcuno che, dopo la recente strage di Charlie Hebdo, ha dichiarato guerra aperta all’Isis c’è: si tratta di Anonymous, la rete di attivisti hacker che si è già fatta conoscere per diverse azioni di una certa rilevanza. Saranno loro la punta di diamante della reazione occidentale al terrore islamico?

Il prezzo dei diritti

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L’argomento “diritti” è tra i più dibattuti e discussi (anche da Hic Rhodus, si vedano i riferimenti in fondo) ma è pure tra i più quotidianamente invocati ora che il “popolo” (o “la gente”) ha ottenuto voce sui media e in “rete”. Ormai sappiamo che, nei tempi in cui viviamo, esistono diritti di due generi: quelli “artificiali” legati ad aspetti che riguardano persone e cose e quelli “naturali”.

I primi sono i diritti che trovano tutela nelle regole di uno Stato, detto appunto di diritto, che li protegge mediante sanzioni sia penali sia civili. Questi diritti sono strettamente legati alle condizioni di civile e concorde convivenza tra i cittadini e tra i cittadini e lo Stato, che ha interesse a tutelarli, essendo la base su cui esso stesso può “stare” e prosperare, ma è una tutela passiva, cioè attivata a diritto violato. I diritti naturali sono invece quelli che usiamo attribuire in dote a ciascun uomo/donna al momento stesso in cui nasce (secondo alcune interpretazioni di fedi religiose anche prima della nascita).

Smettetela di mettere le foto dei bambini su Facebook

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C’è un problema che giudico importante e riguarda i bambini: la loro privacy che genitori orgogliosi violano continuamente riempiendo la bacheca Facebook (ma il discorso vale anche per Instagram e un po’ tutti i social) dei visi gioiosi dei loro pargoletti. NON VA BENE. Ci sono pochi e precisi motivi per i quali non va bene: il problema della privacy e quello della sicurezza personale dei bambini. Non solo infatti – primo problema – i bambini si troveranno una massa di loro informazioni personali che una volta divenuti adulti potrebbero aspramente rinfacciarvi ma – secondo e assai più grave problema – le foto e le informazioni dei bambini su Internet sono una ghiotta fonte di approvvigionamento di foto da parte di pedofili e malintenzionati.

Economia: una rondine non fa primavera, ma è sempre meglio di un gufo…

rondineIn questo inizio di 2015, abbiamo assistito a un insolito fenomeno: il manifestarsi di alcuni segnali positivi per l’economia italiana. Da un lato la Banca d’Italia ha comunicato che prevede per il 2015 una crescita del PIL “significativamente superiore” delle sue stesse precedenti proiezioni; dall’altro lo stesso annuncio è stato dato dal Centro Studi di Confindustria. Infine, l’Istat ha comunicato che, finalmente, ci sono segni di ripresa dell’occupazione, e che a dicembre il numero degli occupati è cresciuto di circa 93.000 unità.

Si tratta di segnali di un reale miglioramento, o di un fenomeno statistico magari stagionale, come qualcuno ha suggerito?

Successi contro la povertà e nuove sfide per l’uguaglianza in America Latina

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Lo scorso novembre ho avuto il piacere di presentare il libro di Clarisa Hardy Estratificación social en América Latina: retos de cohesión social. Con l’intervento della stessa autrice, figura di riferimento del dibattito sulle politiche sociali dell’America Latina e già Ministro nel primo governo di Michelle Bachelet (Cile), l’evento è stato organizzato all’Università di Roma Tre dall’Istituto Italo Latino Americano e dall’Ambasciata di Cile in Italia. Vi ha preso parte anche l’ex Presidente cileno Ricardo Lagos, noto in Italia come personalità di spicco della lotta alla dittatura militare cilena e della ricostruzione democratica di quel paese.

Lo studio della Hardy fornisce abbondanti dati sulla situazione sociale dell’America Latina e li interpreta restituendo l’immagine di una regione molto differenziata al suo interno, ma con due tendenze comuni: l’arretramento della povertà e l’emergenza di un ceto che non può ancora dirsi classe media. Un nuovo strato sociale non più povero ma allo stesso tempo vulnerabile. La tesi della Hardy è di attualità anche nell’Europa alle prese con la crisi, e suona come un monito: la vera sfida è la disuguaglianza, se le politiche di welfare si concentrano sulla povertà possono essere efficaci per diminuirla (e lo sono state in America Latina), ma non rimuovono gli svantaggi sociali.

Grexit: inizio della fine o una buona lezione per tutti?

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La Grecia ha riacquistato le prime pagine dei giornali a partire dalla vittoria di Syriza pochi giorni fa; Tsipras e Varoufakis hanno vinto sull’onda della disperazione del popolo greco, ma soprattutto dell’umiliazione subita dalla Troika, umiliazione rinnovata coi tre bei “No” netti ricevuti nel recentissimo tour europeo in cui i due leader greci hanno cercato sponde per una soluzione basata su alcune proposte ritenute inaccettabili. Punto. A partire da questa banale constatazione dei fatti si possono poi intrecciare pareri complessi che rischiano di essere sempre in qualche modo sbagliati, almeno in parte:

L’invasione degli ultracorpi

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I mostri sono fra noi, aumentano costantemente nello sbigottimento dei più anziani, e si preparano a prendere il potere. Sono coloro che modificano il proprio corpo in forme sostanziali, spesso radicali, con la pittura, col piercing, con la chirurgia. I loro corpi assomigliano sempre meno ai nostri (quanto meno al mio!) e la cosa mi causa qualche turbamento. Sappiamo bene che abbiamo da sempre cercato di camuffare il nostro corpo: le donne con colori sul viso e vestiti pensati per esaltare determinate forme legate alle caratteristiche sessuali secondarie (seno, fianchi…) allo scopo di segnalarsi al maschio e contribuire alla prosecuzione della specie; gli uomini con tatuaggi e marchingegni (relativi all’abbigliamento, specie militare) per spaventare il nemico e segnalare aggressività. Non credo di dover mostrare un granché di questa premessa, se anche storia, archeologia e antropologia (ed etologia) non dovessero bastare, una banale storia dell’arte vi mostrerà questa evoluzione dei camuffamenti (qualche illustrazione l’ho messa anch’io, come vedete).

Il turco lunatico di Barak Obama

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di Lee Smith

Hic Rhodus offre ai lettori un punto di vista particolare, quello degli ebrei americani più critici verso l’Amministrazione Obama, sui rapporti fra Stati Uniti e Turchia nell’ambito della crisi mediorientale. La proposta di questa, come di altre future traduzioni, non significa una necessaria condivisione della redazione di Hic Rhodus sulle molteplici questioni trattate e sui giudizi espressi dall’autore.

Questo articolo è riprodotto da Tablet Magazine, “Tablemag.com”, la rivista online di notizie ebraiche, idee e cultura, col permesso dell’editore. Traduzione, note e suggerimenti finali per ulteriori letture sono a cura di Hic Rhodus.

 

Lunga vita al nuovo Presidente e onore al regista della sua elezione

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Abbiamo un nuovo presidente nella figura onorevole e di spessore di Sergio Mattarella. Non parlerò di lui. Devo confessare che di fronte a certi nomi che sono circolati ho stappato una bottiglia di spumante ma poi, pensando a quali altre opportunità c’erano, ne ho bevuto solo un sorso. Mi conforta l’idea che per vari motivi, alcuni dei quali accennati di recente qui su HR, Mattarella si inserisce istituzionalmente nel solco degli ultimi suoi predecessori e saprà fare bene il suo mestiere, il che non significa che sarà sempre giusto, che piacerà a tutti e che Grillo non troverà mille ragioni per gridare al colpo di Stato e chiedere prima o poi il suo impeachment. Comunque adesso ce l’abbiamo e ce lo teniamo per sette anni, solo un cretino può sperare che sia un pessimo Presidente per poter poi dire “Lo sapevo che era l’ennesimo imbroglio della casta”.

Farmaci, qual è il prezzo giusto?

Closeup Money rolled up with pills falling out, high cost, expensive healthcareRecentemente, ho ricevuto una mail da parte di un’associazione internazionale di attivisti che attirava la mia attenzione sulla visita che Barack Obama ha appena compiuto in India. Uno dei temi che dovevano essere in discussione, infatti, è la questione relativa alla normativa indiana sulla proprietà intellettuale, che attualmente impedisce alle multinazionali del farmaco di brevettare in India una serie di farmaci “salvavita” per i quali aziende farmaceutiche locali producono “generici” sostitutivi che hanno un costo enormemente inferiore. Non è facile dire se i colloqui si siano incentrati anche su questo argomento (alcuni resoconti parlano genericamente di un impegno del Premier indiano Modi a facilitare gli investimenti esteri e a offrire un contesto di mercato “più aperto”, che potrebbe voler dire diverse cose).

Ma qual è il prezzo “giusto” dei farmaci?

Essere Presidente della Repubblica

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Lo dico subito in apertura a tutti coloro che spammano su Facebook e Twitter presunte frasi contro la casta di Pertini, che rimpiangono Pertini, che inneggiano a Pertini-il-Presidente-di-tutti-noi: questo breve post non è stato scritto per voi! Pertini ha “esercitato” dal ’78 all’85, il che significa che molti di voi non erano nati o erano bambini; se avete meno di cinquant’anni e parlate di Pertini non ne avete titolo, lasciate perdere e non fate gli omologati che corrono dietro a modelli che non conoscono per unirsi a un coro di indignati da salotto. Questa sfuriata iniziale mi serve per introdurre i due assolutamente distinti blocchi di Presidenti che abbiamo avuto, quelli prima di Tangentopoli e l’inchiesta “Mani Pulite” (Pertini e Cossiga gli ultimi) e quelli dopo (Scalfaro, Ciampi e Napolitano).

La (proposta) nuova legge elettorale italiana

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In Italia sono in atto due processi paralleli e profondamente connessi: la riforma costituzionale relativa al bicameralismo perfetto, che si è dimostrato, almeno qui, inefficiente e molto lungo nei processi decisionali, e la nuova legge elettorale, chiamata a sostituire l’illogico (e, pertanto, infame) Porcellum (voluto da Pdl e Lega, alias Berlusconi e Bossi), dichiarato incostituzionale e causa prima ed unica del “Parlamento dei nominati” in quanto non prevede alcun meccanismo di scelta delle persone all’interno di liste decise dai partiti, o meglio, da chi controlla i partiti.

La connessione è dovuta al fatto che l’eventuale nuovo Senato post riforma costituzionale, con competenze ridotte e diverse dall’attuale, non sarà più eletto, se non in maniera molto indiretta. Diviene fondamentale quindi, ai fini della scelta di chi governa il paese, la legge elettorale della Camera.

Ecco le più importanti scoperte scientifiche del 2014… e del 2015!

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Alla fine di ogni anno, i bilanci sono d’obbligo, e anche il campo della scienza non fa eccezione: riviste e siti specializzati hanno pubblicato le loro classifiche del “meglio del 2014”, naturalmente soggettive e discutibili come tutte le classifiche di questo tipo. Vediamo, pescando tra alcune di queste selezioni, un piccolo numero di scoperte che meritano una segnalazione particolare e perché.

La civiltà dei rifiuti

Latina - Discarica Indeco presso Borgo Montello

Uno dei problemi cruciali della nostra epoca, talmente pressante e drammatico che tendiamo a disconoscerlo e rimuoverlo, è quello dei rifiuti. Ogni giorno ciascuno di noi produce una notevole quantità di rifiuti che si somma a quelli industriali producendo un’incredibile montagna di scarti che devono finire lontano dai nostri sguardi e dai nostri olfatti. Nell’Europa a 28 membri nel 2010 il totale di questi rifiuti ammontò a 2.506 milioni di tonnellate, dei quali 101,4 (4%) classificato tossico (fonte: Eurostat); considerando una popolazione totale di 505 milioni di abitanti, significa (rifiuti industriali inclusi) cinque tonnellate pro capite (in Italia meno, circa la metà), quasi quattordici chili al giorno, ogni giorno, per ciascuno di noi, poppanti inclusi. Non vale l’obiezione che buona parte di questi rifiuti sono industriali e non li producete voi; sono rifiuti prodotti dall’insieme economico e sociale della nostra comunità, sono la base del nostro benessere e del nostro stile di vita. Quelle industrie producono scarti per costruire gli oggetti che a noi servono.