La (proposta) nuova legge elettorale italiana

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In Italia sono in atto due processi paralleli e profondamente connessi: la riforma costituzionale relativa al bicameralismo perfetto, che si è dimostrato, almeno qui, inefficiente e molto lungo nei processi decisionali, e la nuova legge elettorale, chiamata a sostituire l’illogico (e, pertanto, infame) Porcellum (voluto da Pdl e Lega, alias Berlusconi e Bossi), dichiarato incostituzionale e causa prima ed unica del “Parlamento dei nominati” in quanto non prevede alcun meccanismo di scelta delle persone all’interno di liste decise dai partiti, o meglio, da chi controlla i partiti.

La connessione è dovuta al fatto che l’eventuale nuovo Senato post riforma costituzionale, con competenze ridotte e diverse dall’attuale, non sarà più eletto, se non in maniera molto indiretta. Diviene fondamentale quindi, ai fini della scelta di chi governa il paese, la legge elettorale della Camera.

Vale la pena di ricordare, a proposito del rispetto della volontà popolare, che il Porcellum sostituì il sistema introdotto esplicamente dai cittadini italiani con l’esito il referendum del 18 aprile 1993, il quale, con un consenso dell’82,7% dei voti e un’affluenza del 77%, portò all’abrogazione di alcuni articoli della vecchia normativa elettorale proporzionale del Senato, configurando un sistema maggioritario, delineato in seguito dalle leggi n. 276 (Senato) e n. 277 (Camera, nota anche come legge Mattarella) del 4 agosto 1993. I referendum tenutisi nel 2009 per modificare il Porcellum (leggere le posizioni di allora dei partiti in proposito è illuminante) hanno ottenuto, da parte dei cittadini italiani, delle percentuali di affluenza bassissime.

Schermata 2015-01-25 alle 16.09.32Chiariamo subito che di leggi elettorali, in Italia, ce ne sono state molte, e molto diverse l’una dall’altra, come si può verificare tramite l’ottimo portale storico della Camera dei Deputati: non posso non rilevare che i due periodi nei quali sono state vigenti leggi proporzionali sono andati a finire molto male: il primo con il fascismo, il secondo con l’affermazione di un sistema instabile con forti componenti personalistiche e demagogiche.

Quali sono dunque le caratteristiche salienti dell’Italicum, come viene chiamata la (proposta) nuova legge elettorale?

Eccole:
1) premio di maggioranza alla singola lista – pari al 55% dei seggi – con il 40% dei voti validi;

2) ballottaggio nel caso in cui nessuna lista ottenga il 40% dei voti. In tal caso il premio – nelle stesse proporzioni – verrà assegnato alla lista che ottiene la maggioranza dei voti al secondo turno;

3) 100 capilista ‘bloccati’. Solo i capilista potranno essere candidati in più collegi elettorali, fino ad un massimo di 10;

4) ogni elettore potrà esprimere una (sola) doppia preferenze di genere (uomo/donnna, per capirsi) tra i candidati/e che non sono stati inseriti come capolista;

5) soglia di sbarramento per le liste 3% dei voti validi su base nazionale;

6) efficacia della Legge Elettorale a partire dal primo luglio 2016. In caso di scioglimento anticipato delle Camera si andrà a votare con il cosiddetto “Consultellum”: essenzialmente un proporzionale con soglie.

Di fronte a tali caratteristiche, quale è l’analisi che si può fare? Chiarisco prima che la mia valutazione è basata sulla convinzione che le elezioni non servano per far vincere qualcuno, ma per avere un Parlamento e un Governo che lavori efficacemente per il bene dello Stato e, quindi, dei Cittadini che lo costituiscono. Pertanto, anche visto il pregresso storico e le caratteristiche della popolazione italiana, ritengo che l’uninominale a doppio turno sia una soluzione ottimale, infatti:

rende difficile candidare impresentabili, perché il candidato è molto visibile (difficile lamentarsi del deplorevole stato dell’industria e della cultura se, mettiamo, hai votato qualcuno che crede alle scie chimiche e ai chip sottopelle);

rende difficile l’imporsi di idee estremiste, grazie al doppio turno.

suffragio-leggi-povero-12Di conseguenza, commentando le caratteristiche dell’Italicum:

  • il ballottaggio per l’assegnazione del premio di maggioranza se nessun partito supera il 40% è un’ottima cosa, in quanto consente agli elettori una doppia possibilità di scelta “strategica”; lo renderei obbligatorio proprio per quanto detto sopra: rendere difficile che un estremismo possa trionfare (esempio greco: io sono un sostentore delle destra moderata, ma perdo e vanno al ballottaggio Syriza e Alba Dorata: per quanto Syriza sia a me odioso, i neonazisti sono peggio e sarebbero una catastrofe: voto quindi Syriza al ballottaggio, perché il bene di tutti vale più del considerare la mia prima scelta come l’unica percorribile);
  • il premio di maggioranza al singolo partito, con soglia elevata, è buona cosa; in teoria, chi ha una maggioranza certa, ha la opportunità e la responsabilità di governare per l’intera legislatura, rendendo possibile, anche grazie alla riforma costituzionale (anche questa, ad oggi solo proposta) una politica industriale, sociale, scientifica e culturale di lungo periodo;
  • capilista bloccati: è il peggior ricordo del dono avvelenato voluto da Berlusconi, Bossi ed i loro accoliti, che consente di “scegliere” le persone non a chi ne ha titolo (e responsabilità), ovvero i cittadini, ma ai capi partito. L’introduzione di una preferenza nell’Italicum è uno specchietto per le allodole (ricordiamo che l’eliminazione delle preferenze è uno dei due punti per il quale il Porcellum è stato dichiarato incostituzionale), come spiegato più dettagliatamente qui;
  • preferenze di genere: una assurdità demagogica: al Parlamento, come ovunque, dovrebbero essere scelte le persone migliori, non persone derivanti da un obbligato e insensato equilibrio tra i sessi, che dovrebbe essere invece assoluto nelle opportunità;
  • soglia di sbarramento: sembra ragionevole garantire una rappresentanza per partiti che superino su base nazionale il 3%;
  • efficacia da luglio 2016: squisito bizantinismo italiano, per consentire a qualcuno di far saltare il banco se necessario e andare a votare con il Consultellum. Bocciato con vergogna.

L’eventuale approvazione dell’Italicum ed elezioni tenute con questo sistema, attuata la riforma costituzionale, risolveranno i problemi cronici dell’Italia? Dipende:

chi vincerà le elezioni userà bene l’opportunità di governare con tranquillità per cinque anni?. Qualche dubbio può sorgere. Un governo “di parte” o “di fazione”, che governa non a favore, per quanto possibile, di tutti i Cittadini, ma contro chi ha perso le elezioni, potrebbe essere il prodotto catastrofico di un sistema del genere.

il sistema garantisce davvero la governabilità per cinque anni? Non è affatto detto; se per arrivare alla soglia del 40% si accorpano i partiti all’interno di liste uniche, usando i capilista bloccati per gestire le ripartizioni tra partiti accorpati, possiamo star certi che il giorno dopo in Parlamento si divideranno, e saremo da capo. Anche con il premio di maggioranza, questa potrebbe sfaldarsi rapidamente.

stiamo infine esaminando il Paese i cui Cittadini, con percentuali impressionanti, riconoscono come leader popolari gente del calibro di Berlusconi, Bossi, Grillo, Salvini, Renzi, Vendola, Casini mentre dileggia, dimentica o ritiene colpevoli delle peggiori nefandezze persone come Segni, Monti, Napolitano, Ciampi, Prodi, Fini, Bersani (salvo poi lamentarsi delle figure che i leader popolari gli fanno fare all’estero); non c’è sistema elettorale che possa porre rimedio alla scelta di figure inadeguate alla responsabilità alla quale sono chiamate; per approfondire questo aspetto rimando a questo purtroppo sempre attuale articolo.

La responsabilità di quello che succederà sarà quindi solo ed esclusivamente degli elettori: a voi dell’Accademia delle Scienze vulcaniana è senz’altro chiaro; spero che lo sia anche ai Cittadini italiani.