La storia del senso di colpa in occidente, e la sua attualizzazione estrema in una cultura di impostazione freudiana, non giustifica lo scambiare un’epidemia con una catarsi. Non mi sento purificato dal virus, non chiedo alle circostanze eccezionali in cui stiamo vivendo una lezione morale per come si debba stare al mondo, per essere migliore nel futuro, dopo il relativo risanamento sanitario e epidemico, men che meno un processo in piena regola al recente passato dell’umanità. (Giuliano Ferrara, Il Foglio, 31 marzo 2020)
Coronabonds? MES? L’importante è che siano molti, benedetti e subito
L’Italia, in questo momento, ha ragione a sostenere che i Coronabond sarebbero la rislo strumento necessario per sostenere l’economia. Ma se Germania & C. non ci sentono da quell’orecchio?
Tutto questo casino per salvare quattro vecchi?
Se sgomberiamo il campo dalle fragili motivazioni morali, quali ragioni razionali ci sono per questo enorme sacrificio che stiamo compiendo contro il virus?
Cronache del virus # 3
Incominciamo a vedere i cambiamenti nei nostri comportamenti, nei nostri giudizi… Intanto assistiamo al disastro fuori dall’Italia, dove ripetono – forse in peggio – i nostri vecchi errori. E l’Europa cosa fa?
Il tempo sospeso. I giorni dell’epidemia da covid-19 – A colloquio con Claudio Widmann, psicoanalista junghiano di Ravenna
La paura, l’innato istinto verso la sopravvivenza, i canti dai balconi come forma rituale… Il coronavirus visto dalla psicoanalisi junghiana.
Scordatevi la libertà che date per scontata
Si continua a straparlare, anche in margine alle risoluzioni per contrastare il virus, di libertà, con evidente riferimento a un concetto settecentesco e irreale. Quella libertà è morta, assieme alle democrazie occidentali, e il futuro prossimo venturo sarà molto diverso da come ve lo immaginate…
Lettera di un europeista convinto, ma non acritico
Siamo un paese incapace di essere normale, sempre in cerca di alibi, anche ai tempi del coronavirus, anche al cospetto dell’Europa.
Più centralismo statale, più sorveglianza di massa e #italexit. Il dopo COVID sarà un incubo.
L’orrore del centralismo statalista invocato come (erronea) soluzione ai problemi degli italiani.
Qualcosa va troppo bene in Russia…
In Russia va tutto bene. Fin troppo bene, cominciano a mormorare un po’ tutti…
Cronache del virus # 2
Le città deserte, una bellezza non godibile. Idee, ideologie e certezze in frantumi causa virus. A chi non piace parlare di responsabilità. E altro ancora.
Oggi scopriamo che il diritto alla cura non esiste
Cos’è un diritto? Situazioni di emergenza come quella che viviamo possono farci capire cosa ci sia dietro la parola “diritto”.
Cronache del virus # 1
Dall’informazione sgangherata e necrofila, alla positività della piccola scuola di mio nipote. Una prima cronaca leggera, ma abbastanza seria, dell’epoca del virus
Italiani brava gente? Questa sì che sarebbe una novità!
Ecco che arriva la narrazione degli italiani bravi e con alto senso civico che affrontano stoicamente il virus. Il vostro cinico blogger ha più di un dubbio ma non può che dire: “Mah… Chi vivrà vedrà!”
Pensiamo ORA al dopo coronavirus
Il coronavirus andrà come andrà… Ma se incominciassimo ora a pensare al dopo, e a pensarlo migliore di quello attuale?
Le notizie dalla Cina mostrano da un po’ di giorni un’inversione di tendenza, il superamento del picco, l’efficacia del contenimento e delle pesantissime misure adottate dal governo della Repubblica Popolare. Ben lontani dall’avere superato la crisi, ovviamente, i cinesi hanno comunque dimostrato un alto grado di ubbidienza alle autorità, disciplina e pazienza, doti nate certamente nella difficile storia di quel Paese e affinate negli anni terribili di Mao. Oggi i cinesi imprendono, viaggiano, fanno un sacco di belle cose, ma quando il Governo, o il Partito, stringono la mordacchia, i cinesi sanno che occorre tacere, chinare il capo e stare uniti. Non so come intendete definire il regime cinese; “dittatura” mi pare eccessivo, ma sia come volete, in ogni caso è senza ombra di dubbio un governo autoritario e massimalista. Ma per governare un miliardo e mezzo di persone e traghettarle dalla miseria al benessere diffuso in pochissimi decenni, forse, non c’erano molte alternative. Così come far superare la crisi del virus col minimo di vittime… In Italia invece siamo tutti iperdemocratici, amiamo la libertà, il bel vivere e il fare come cazzo ci pare, e abbiamo una classe dirigente di una levatura infima, come ha sottolineato pochi giorni fa Ottonieri su questo blog. Così, apprendiamo dalla stampa, il decreto Conte è un colabrodo, probabilmente è stato divulgato in anticipo per fargli un dispetto, i Prefetti non hanno indicazioni operative, molti cittadini hanno infranto e continuano a infrangere le regole della quarantena, a Roma la movida continua con allegria a diffondere il morbo, PERÒ, diamine, siamo in democrazia, e nessuno può dirci quello che dobbiamo fare. Viva la libertà! La conclusione è presto detta: indipendentemente dalla reale pericolosità del virus (da “è una frescaccia” fino a “moriremo tutti”) questo Paese starà ancora facendo i conti col virus e si leccherà le ferite quando la Cina starà già ripartendo alla grande. Il problema quindi si sposta: lasciamo pur stare quanto è grave questa volta; sappiamo comunque che la volta che lo sarà (questa, o la prossima) non avremo scampo.
