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Referendum in pausa estiva

 

La Cassazione ha detto che il referendum si può fare; il governo ha 60 giorni per fissare una data e molti pensano che sarà per Novembre. Complice l’Estate, complici altri argomenti di maggiore interesse (ce la farà la Raggi a Roma? La Pellegrini vincerà l’oro?…) il dibattito si è improvvisamente svuotato dei toni infuocati delle prime settimane dopo l’approvazione della legge;

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Delle cose bizzarre che Dio proibisce e della laicità dello Stato

Permettetemi una dichiarazione preliminare, una sorta di excusatio non petita che chiunque abbia un po’ di dimestichezza con lo scrivere e il comunicare sa che non si deve fare, mai. In questo post tratterò comportamenti religiosi che contrastano col vivere in una comunità laica. La prima parte del post girerà intorno alla natura di questi comportamenti: sono veramente “religiosi”? Voglio dire: certe cose decisamente bizzarre le ha veramente volute Dio?

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Le Banche, gli stress test e il Barone di Münchhausen

Ebbene, il giorno tanto atteso è giunto: sono stati pubblicati i risultati degli stress test effettuati dall’autorità di vigilanza sulle principali banche europee. I risultati erano peraltro, almeno in una certa misura, attesi, ma ora certificano nero su bianco che in Europa c’è una banca che non è minimamente in grado di sostenersi in uno scenario di crisi, e si tratta del Monte dei Paschi di Siena.

Niente panico, però: proprio in vista di questa scadenza, le migliori menti politiche e finanziarie d’Italia hanno già messo a punto un piano per il “salvataggio” del MPS, che è anche stato approvato dalla BCE nella sua impostazione. Tutto sotto controllo…

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Pornografia della parola e nuovo fascismo

Le parole non hanno più lo stesso significato di una volta (Raymond Queneau, Zazie nel metró)

Dacia Maraini sul Corriere si lamenta dello scontro verbale ingiurioso che domina la scena, politica e sociale, e auspica regole più severe, censure, condanne. Mi fa un po’ pena questa signora della scrittura, premio Strega, figlia di studiosi, cosmopolita, cresciuta in un periodo in cui la parola di grandi intellettuali, in Italia, contava eccome;

Un golpe velleitario come il futuro della Turchia

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di Reva Goujon

Offriamo la traduzione di questo articolo apparso su Stratford, un think tank di geopolitica fondato nel 1996 da George Friedman. L’articolo è stato scritto il 19 Luglio e consente di avere una visione chiara dell’evoluzione turca negli ultimi decenni, del ruolo di Fethullah Gülen, della presa del potere di Erdogan e dell’incerto futuro che attende la Turchia. L’articolo è pubblicato col permesso di Stratford. La traduzione e le note di chiarimento sono di Hic Rhodus.

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Un robot pagherà le tasse al posto mio?

Come i nostri lettori più assidui sanno, Hic Rhodus s’è occupato in più occasioni delle profonde trasformazioni che le nuove tecnologie informatiche e cibernetiche porteranno nella nostra vita, e probabilmente in noi stessi. Il tema dell’impatto sulla società di robot dotati di capacità intellettuali confrontabili con quelle umane è passato dalla fantascienza ai programmi di ricerca, e ora ha raggiunto i tavoli della politica.

La democrazia del ‘900 alla prova del terzo millennio

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Democracy is the worst form of government, except for all the others (Winston Churchill, House of Commons, 11 Novembre 1947).

Una benemerita nota di Paolo Mieli ci consente di fare una riflessione sulla salute della democrazia di fronte all’avanzare del populismo. Mieli parte da una constatazione: in molti speravano che i militari prendessero il potere in Turchia, e il ritardo col quale Obama, poi gli europei, hanno (tiepidamente) sostenuto Erdogan tradisce un desiderio inconfessabile di sovvertimento dell’ordine democratico contro un personaggio che, per quanto discutibile, è stato eletto democraticamente.

Poche considerazioni sull’Islam moderato, il suo silenzio e la nostra stupidità

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1) Solo una persona in malafede può non riconoscere l’esistenza di un Islam moderato. Anzi: le persone di fede islamica (nelle sue varianti) che desiderano vivere “normalmente”, lavorare, crescere i propri figli e pregare il proprio dio in santa pace sono la stragrandissima maggioranza.

I nove peggiori rischi globali (asteroide a parte)

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Se alziamo lo sguardo dalle miserie nostrane, dal referendum confermativo del prossimo autunno, dalla crisi delle banche e dalla colpevole miseria del binario unico, se smettiamo di interrogarci un momento sulla capacità della Raggi, il destino di Renzi e il futuro di Salvini, possiamo forse emancipare un pochino la nostra prospettiva e dare un’occhiata ai problemi del mondo.

Fate la carità alle povere banche, taccagni!

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Dopo il referendum sulla Brexit, è diventato l’argomento apocalittico preferito della stampa economica europea e mondiale: le banche italiane sono sull’orlo del baratro?

Sappiamo bene che per anni, mentre i venti di crisi sconvolgevano l’economia mondiale, i nostri leader, ma anche gli organismi di vigilanza, hanno sostenuto che le nostre banche erano solide. Adesso, invece, tutti gli osservatori interni ed esterni sottolineano la fragilità del nostro sistema bancario, e invocano azioni drastiche e immediate. Addirittura, il presidente dell’Abi Antonio Patuelli nei giorni scorsi si è concesso dichiarazioni che dimostrano più faccia tosta che lucidità, culminando in un’ineffabile accusa di “tirchieria” allo Stato italiano per non aver finanziato le banche quando era possibile. Nel frattempo il governo sta trattando intensamente con i partner europei per scongiurare il temuto bail-in che potrebbe colpire innanzitutto il Monte dei Paschi, e poi forse altre banche malconce.

In questa concitazione, anche noi di Hic Rhodus torniamo sull’argomento, cercando di concentrarci sull’interesse dei cittadini, e non di politici o banchieri.

Razzismo, brutta bestia

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La morte di Emmanuel a Fermo ha scosso un po’ più del solito la coscienza di molti italiani ma non preoccupatevi, passerà presto. Siamo tutti razionalmente consapevoli che in una società sempre più aperta occorre imparare a convivere, ma grattando un pochino sotto la patina politicamente corretta della nostra rappresentazione ufficiale del mondo, beh, diciamolo… non siamo razzisti ma non vogliamo mica mescolarci troppo!

Le Olimpiadi di Rio nel disastro brasiliano

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Forse avrete letto sui quotidiani italiani che a Rio de Janeiro, a poche settimane dall’inizio delle Olimpiadi, le cose sono messe male. Molto, molto male. C’è la zika. C’è una criminalità dilagante. Le strutture olimpiche sono impossibili da completare. C’è un ampio disagio sociale di massa. L’evento olimpico è un disastro annunciato che la grande ex potenza emergente, membro dei BRICS, non è assolutamente più in grado di affrontare.